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Conferenza Stampa Presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali Links:
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Rassegna:
Agenzia H2ONews
Il Papa su YouTube: la riflessione del prof. Paolo Mancini [Servizio di Luca Collodi - audio .rm]Internet "vero dono per l’umanità", luogo nel quale è possibile promuovere i grandi valori dell’esistenza. E’ il contenuto del Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, in programma il 24 maggio prossimo. Una ricorrenza che quest’anno vede la crescita dell’informazione vaticana perché da venerdì scorso, sul sito di You Tube, è possibile vedere l’immagine del Papa e ascoltarne la parola. - Il commento di Paolo Mancini, ordinario di Sociologia delle comunicazioni presso l’Università degli studi di Perugia R. - Con Internet la Chiesa ha capito di trovarsi di fronte ad uno strumento che offriva delle grandi opportunità di evangelizzazione, ma che era anche un importante strumento di organizzazione da utilizzare appieno. D. - Prof. Mancini, il Vaticano è da venerdì su un canale di You Tube. Una sfida coraggiosa visto che gli utenti della rete non sono sempre teneri nei commenti che riguardano la Chiesa... R. - Sì, la sfida è totale, ma devo dire che i sacerdoti e parte della Chiesa già era su You Tube. In un’indagine che abbiamo fatto, per conto della CEI, noi abbiamo rilevato che molti sacerdoti già mettono su You Tube le proprie omelie. E quindi è uno strumento che rivoluziona completamente il modo di rapportarsi con il fedele, ma anche con il non fedele. Certo, ci si trova di fronte a delle nuove sfide, perché c’è il parroco che mette la propria omelia, ma ci può anche essere la derisione della Chiesa, e la sfida cambia completamente rispetto ai tempi vecchi. D. - Questo è il punto. La Chiesa è pronta a testimoniare il Vangelo sul Web, correndo dei rischi... R. - Internet offre grandi opportunità e propone grandi rischi, ma questo lo propone alla Chiesa come a qualsiasi altra istituzione. Questo è il dato rivoluzionario di Internet: opportunità ma rischi. E la Chiesa entra in Internet e su You Tube come ci entrano tutti. D. - Prof. Mancini, per conto dei vescovi italiani lei ha condotto una ricerca sul rapporto tra Internet e le parrocchie. Molte hanno un sito sul web. Anche questo è un segnale che conferma l’attenzione della Chiesa verso le nuove tecnologie di comunicazione? R. - Molte parrocchie hanno un sito; tantissime parrocchie usano Internet, ma le parrocchie che hanno un sito sono ancora un numero non altissimo. C’è tuttavia una grande volontà - questo lo abbiamo certamente rilevato - una grande volontà da parte dei parroci giovani e - questa è la novità - anche da parte dei parroci più anziani, che sono, ricordiamo, la grande percentuale dei parroci italiani. Quindi c’è un atteggiamento positivo, riscontrabile sia nei giovani che nei vecchi parroci, e questo ci sembra una grande novità, al di là del dato quantitativo. (Montaggio a cura di Maria Brigini)
Mons. Celli ai giornalisti nella memoria di San Francesco di Sales: siate messaggeri della Verità La Chiesa ricorda oggi San Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa, proclamato patrono della stampa cattolica da Pio XI nel 1923. La ricorrenza liturgica è occasione della pubblicazione del Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest’anno si celebra il 24 maggio sul tema: "Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia". Il documento pontificio è stato presentato ieri nella Sala Stampa vaticana, questa mattina, invece, mons. Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha celebrato alle 11, nella Chiesa di S. Maria in Traspontina, a Roma, una Messa per gli operatori vaticani dei media. Nella sua omelia il presule ha ricordato che è la Parola ad aiutare il giornalista a riscoprire la sua vocazione, perché colui che opera nel campo dei media è messaggero e deve anche annunziare la pace. Mons. Celli ha anche sottolineato che il giornalista deve pure saper sopportare la sofferenza nel testimoniare la Verità. E se Cristo ci ha chiamati amici e non servi, ha aggiunto il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ciò significa che la Verità va condivisa, che nella sua attività l’operatore nei media deve portar frutto e rendere testimonianza. Infine, invitando i fedeli a riflettere sulle letture della liturgia odierna - incentrate sulla comunicazione -, sulla Parola come spazio in cui confrontarsi e sugli scritti di San Francesco di Sales, mons. Celli ha avuto un pensiero per quanti hanno perso la vita annunciando la Verità. (T.C.)
Il Messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni Sociali: riflessione di don Domenico Pompili [Servizio di Luca Collodi - audio .rm]Ricorre oggi la memoria di San Francesco di Sales, vescovo di Ginevra, Dottore della Chiesa, proclamato patrono dei giornalisti cattolici da Papa Pio XI il 26 gennaio del 1923. Porta la data di questa memoria il Messaggio di Benedetto XVI per la 43.ma Giornata delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà quest’anno, il prossimo 24 maggio, sul tema:"Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia". E’ la "generazione digitale", i giovani che navigano in Internet, la prima destinataria del Messaggio, protagonisti di una "nuova cultura della comunicazione". - Il commento di don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Nazionale delle Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana R. - La festa di San Francesco di Sales è legata ad una figura che nella Ginevra calvinista del suo tempo escogitò forme di prossimità per evangelizzare le persone del tempo, attraverso dei foglietti che venivano puntualmente recapitati casa per casa. Sono passati molti anni e il linguaggio si è ovviamente modificato e siamo ormai nell’era di Internet, ma direi che questo Santo costituisce un riferimento proprio per la sua audacia nel trovare linguaggi sempre nuovi, per portare sempre la stessa buona notizia. Mi pare che oggi siamo perfettamente sintonizzati su questa linea. D. - Nel messaggio, il Papa invita i giovani ad evangelizzare la rete come i discepoli di Gesù, duemila anni fa, hanno portato il messaggio cristiano nel mondo dell'epoca. Una sfida importante... R. - Credo che la missione sia la stessa e tuttavia il contesto culturale è così profondamente segnato dai cambi tecnologici - cosa peraltro sempre presente nella storia dell’umanità - che ad ogni cambio tecnologico è necessario aggiornare proprio il linguaggio e rendersi conto che però la missione, come appunto fa il Papa rivolgendosi in modo privilegiato a quella che viene chiamata la generazione digitale, la missione è la stessa. Credo che non a caso il Papa si rivolga ai giovani, essendo questi, anche secondo l’ultima indagine del Censis, i migliori e più numerosi fruitori di questo nuovo linguaggio. Perciò chi volesse annunciare il Vangelo nella lingua di Internet, non può prescindere sicuramente dal contributo dei giovani. Questo spiega perché il Papa abbia direttamente coinvolto queste giovani generazioni. D. - Don Pompili, le nuove tecnologie, internet, possono modificare la pastorale della Chiesa ? R. - Direi che i cambi tecnologici, come è sicuramente Internet che di questo cambio tecnologico è il fiore all’occhiello, più che cambiare immediatamente la pastorale cambiano la coscienza delle persone perchè ogni modificazione tecnologica impatta profondamente la coscienza della persona. Così come nella tradizione orale il senso più diffuso era l’ascolto e in quella scritta la vista, in questa epoca di oralità secondaria, come viene detta, probabilmente c’è un rimescolamento di queste due funzioni, ma anche un modo diverso di approcciare la realtà, con un’intelligenza che forse non è più semplicemente lineare ma modulare. Tutto questo ci dice che effettivamente Internet cambia in qualche modo la coscienza delle persone. Però allo stesso tempo esiste una divisione tra coloro che utilizzano in modo equilibrato, critico e culturalmente maturo questi nuovi linguaggi e chi invece ne è sprovvisto. Credo che il compito della Chiesa sia di aiutare a far emergere la robustezza dell’uomo che entra dentro questo mondo di Internet. (Montaggio a cura di Maria Brigini)
Giornalismo e Internet al centro di un confronto promosso a Milano dal cardinale Tettamanzi [Servizio di Fabio Brenna - audio .rm]Il giornalismo ai tempi di Internet: confronto fra l’arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, e due direttori di testate giornalistiche, Ferruccio De Bortoli e Gianni Riotta, per la festa del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales. L’incontro si è tenuto oggi al Circolo della Stampa a Milano. Internet non cancellerà la professione giornalistica anzi richiede già giornalisti che sappiano guidare in mezzo a tante immagini, notizie e dati. Serve il giornalismo perché l’alternativa è il conformismo o la "narcosi quotidiana", ha subito chiarito il direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli. E’ indispensabile la mediazione di un professionista dell’informazione perché su Internet stanno prevalendo le tenebre, ha invece avvertito il direttore del Tg1, Gianni Riotta. Le tenebre come lettura accomodante di ciò che accade o falsamente alternativa, ma che rientra in logiche di appartenenza o schemi precostituiti. Ecco perché serve il giornalista anche su Internet, ha concordato il cardinale Dionigi Tettamanzi: un professionista capace di interpretare il reale, che tenta spiegazioni, che fa sintesi, che compone il quadro. Ecco la riflessione del porporato: "Noi non cesseremo mai di avere bisogno del vostro mestiere, del vostro servizio, cari giornalisti. In ogni epoca, anche nell’epoca di Internet. Non penso che la tecnologia prevarrà sull’uomo, mettendo continuamente in gioco la vostra umanità, la vostra persona, le vostre idee, la vostra visione di vita e lasciatemi dire - perché no? - la vostra coscienza anzi, in sintesi, il vostro cuore". I media tradizionali devono certo prendere atto della voglia di protagonismo che viene dai blog piuttosto che dai social network, ha detto ancora De Bortoli, ma la memoria collettiva e la coscienza pubblica possono solo essere implementati da Internet, un mondo non esente da rischi, ha evidenziato Riotta: "E’ vero che i media tradizionali - televisione e giornali - hanno un forte problema di creatività e che Internet svolge un ruolo positivo di controllo; allo stesso tempo, però, non sappiamo chi mette l’informazione su Internet e potremmo arrivare al rischio di una frammentazione per cui alla fine ci saranno sei miliardi di blog per sei miliardi di esseri umani: ognuno si scrive e si legge da solo...". Per reggere allora a queste sfide, il cardinale Tettamanzi ha sottolineato il bisogno di una comunità dietro lo strumento e dunque di giornalisti che riscoprono la passione degli esordi, il senso di servizio sociale, la sfida di scovare segni di speranza che ci sono sempre, anche in questi nostri travagliati giorni.
Il Papa ai giornalisti cattolici: coraggio della coerenza e dialogo col mondo laico alla ricerca di valori condivisi [Servizio di Sergio Centofanti - audio .rm]Coraggio della coerenza con i propri valori, anche a costo di pagare di persona, e dialogo col mondo laico alla ricerca di valori condivisi: sono le indicazioni offerte da Benedetto XVI in una lettera ai giornalisti dell'Ucsi, l’Unione cattolica della stampa italiana, che in questi giorni ha celebrato a Roma il suo Congresso nazionale, nel cinquantesimo di fondazione. Il Papa esprime il suo apprezzamento "per il prezioso servizio che l'Ucsi ha offerto, nel corso dei suoi cinquant'anni di vita, alla Chiesa e al Paese". In questo periodo - rileva - "molte cose sono cambiate". In modo più visibile in settori come la scienza, la tecnologia, l’economia e la geopolitica; "in modo meno appariscente, ma più profondo e anche più preoccupante - sottolinea - nell'ambito della cultura corrente, nella quale sembra essersi notevolmente affievolito, insieme con il rispetto per la dignità della persona, il senso dei valori quali la giustizia, la libertà, la solidarietà, che sono essenziali per la sopravvivenza di una società". "Ancorato a un patrimonio di principi radicati nel Vangelo" il lavoro dei giornalisti cattolici - ha affermato il Papa - risulta oggi ancora più arduo: al senso di responsabilità e allo spirito di servizio" devono "infatti affiancare una sempre più spiccata professionalità e insieme una grande capacità di dialogo con il mondo laico alla ricerca di valori condivisi". I giornalisti cattolici - ha aggiunto - troveranno tanto più facilmente ascolto, in particolare tra i laici, "quanto più coerente" sarà la loro testimonianza", anche se "silenziosa, senza etichette ma di sostanza" e "ispirata ai valori della fede". Si tratta di "un compito sempre più esigente, nel quale gli spazi di libertà sono spesso minacciati e gli interessi economici e politici hanno non di rado il sopravvento sullo spirito di servizio e sul criterio del bene comune". Per questo il Papa esorta i giornalisti cattolici "a non cedere a compromessi" ma "ad avere il coraggio della coerenza, anche a costo di pagare di persona: la serenità della coscienza - conclude Benedetto XVI - non ha prezzo".
Dalle 12 di oggi la parola di Benedetto XVI su "You Tube". L’iniziativa presentata con il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali [ audio .rm]
Il Papa: "Le nuove tecnologie vero dono per l'umanità" Straordinario il potenziale di Internet se messo al servizio di tutti gli esseri umani, soprattutto dei più bisognosi. Ma attenzione a che non si banalizzino i rapporti umani. Da mezzogiorno di oggi Benedetto XVI è su Youtube, con una serie di videoclip messi a disposizione dai media vaticani. Il Papa e Internet: dono per l'umanità Messaggio di Benedetto XVI: «Le tecnologie siano accessibili a tutti, attenzione a contenuti pornografici». Il Vaticano apre un proprio canale su YouTube. Il Papa: "Internet, dono per l'umanità Sia accessibile anche a emarginati". Ratzinger debutta su YouTube. La rete, grande opportunità "se usata per favorire la comprensione e la solidarietà umana". E chiede che possano usufruirne anche i più poveri. Ma mette in guardia dalla banalizzazione dei rapporti. 43esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali Il Papa: Internet sia accessibile agli emarginati Dal blog di ANNA MASERA - Il Pontefice contro il digital divide : le nuove tecnologie "sono un dono di Dio" e le reti facilitano nuove "forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali". La Chiesa è sempre più hi-tech: il Vaticano sbarca anche su YouTube. Il Papa "loda" internet: "E' dono per l'umanità, sia accessibile a tutti" Benedetto XVI debutta su YouTube: "Favorisca la solidarietà umana". Alle istituzioni chiede maggiori controlli in difesa della dignità umana. Appello ai giovani: "A voi il compito di evangelizzazione". |
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