Chiesa e Comunicazione

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Mombasa (RV) - "Il ruolo dei mass media nella costruzione della pace, la soluzione dei conflitti e la good governance": su questo tema discutono i comunicatori cattolici dell'Africa, riuniti a Mombasa, in Kenya, per un seminario di quattro giorni.

L'evento, che è iniziato ieri, è organizzato dall'Unione cattolica africana della stampa e vede partecipanti da numerosi Paesi: Kenya, Burkina Faso, Uganda, Tanzania, Ghana, Sudafrica, Zimbabwe, Etiopia. Inaugurando i lavori, l'arcivescovo di Mombasa, mons. Boniface Lele, ha esortato i giornalisti a darsi da fare per aiutare la promozione della pace fra le popolazioni africane. In particolare, il presule ha richiamato l'importanza di monitorare il traffico di armi ed i temi più urgenti che emergono dai conflitti, come quelli legati al controllo del petrolio. Esprimendo poi preoccupazione per la prevalenza di Internet come rete comunicativa, mons. Lele ha invitato la stampa cattolica a diffondere lo stile cristiano della comunicazione nel mondo digitale. "I social network – ha detto il presule – non solo hanno cambiato il modo in cui comunichiamo, ma anche la comunicazione stessa, tanto che ora ci troviamo a vivere un periodo di grande trasformazione culturale", poiché "la velocità con cui oggi viaggia l'informazione ha ridotto il mondo ad un villaggio globale". Infine, l'arcivescovo di Mombasa ha incoraggiato i giornalisti cattolici a spronare i rispettivi vescovi nella missione di riconciliazione della popolazione che vive nelle zone di conflitto.

Tra i relatori del seminario, anche Joseph Warungu, per vent'anni alla Bbc, il quale ha messo in luce come il compito di 'dettare l'agenda' sia passato dai media ai politici, con la conseguenza che il mondo dell'informazione oggi si limita a registrare gli avvenimenti, senza alcuna anticipazione o preparazione. Di qui, l'invito ai giornalisti cattolici affinché si riprendano la gestione dell'agenda e facciano la loro parte nell'assicurare una pace duratura ed uno sviluppo sostenibile a tutta l'Africa.

(I.P.)

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Giordania (Radio Vaticana).- Il Ministero della Cultura giordano ha accolto la richiesta del vicariato Latino di Amman di modificare il nome della "House of Research and Studies" (Centro Ricerche e studi) in "Catholic Centre for Studies and Media" (Centro cattolico Studi e Media) accettando altresì la nomina di padre Rifat Bader, attuale portavoce della Chiesa cattolica in Giordania, quale suo direttore. Il nuovo Centro sarà inaugurato ufficialmente il prossimo mese di marzo dal Patriarca Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Fouad Twal.

La modifica del nome, spiega padre Bader, riflette la nuova missione del Centro che vuole diventare un punto di riferimento per le Chiese in Giordania, ma anche per i media locali, arabi e internazionali attraverso pubblicazioni, ricerche e conferenze. In particolare esso avrà il compito di organizzare incontri di studio tesi ad evidenziare il ruolo della religione nella promozione della pace, della concordia, del senso civico e della convivenza tra persone di diverse fedi e parteciperà attivamente ai diversi forum di riflessione promossi su questo argomento a livello locale e internazionale.

"Il centro - ha precisato padre Bader - si occuperà anche della supervisione della sezione giordana di Noursat, il primo e unico canale satellitare cristiano del Libano, attivamente impegnato nella promozione del dialogo tra cristiani e musulmani in Medio Oriente e nel mondo". (L.Z.)

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DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO SULLA STAMPA CATTOLICA PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI  

Sala Clementina, Giovedì, 7 ottobre 2010

Signori Cardinali, venerati Fratelli, illustri Signore e Signori!

Vi accolgo con gioia al termine delle quattro giornate di intenso lavoro promosse dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e dedicate alla stampa cattolica. Saluto cordialmente tutti voi - provenienti da 85 Paesi -, che operate nei quotidiani, nei settimanali o in altri periodici e nei siti internet. Saluto il Presidente del Dicastero, l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, che ringrazio per essersi fatto interprete dei sentimenti di tutti, come pure i Segretari, il Sottosegretario, tutti gli Officiali ed il Personale. Sono lieto di potervi rivolgere una parola di incoraggiamento a continuare, con rinnovate motivazioni, nel vostro importante e qualificato impegno.

Il mondo dei media è attraversato da una profonda trasformazione anche al proprio interno. Lo sviluppo delle nuove tecnologie e, in particolare, la diffusa multimedialità, sembra porre in discussione il ruolo dei mezzi più tradizionali e consolidati. Opportunamente il vostro Congresso si sofferma a considerare il ruolo peculiare della stampa cattolica. Un'attenta riflessione su questo campo, infatti, fa emergere due particolari aspetti: da un lato la specificità del mezzo, la stampa, e cioè la parola scritta e la sua attualità ed efficacia, in una società che ha visto moltiplicarsi antenne, parabole e satelliti, divenuti quasi gli emblemi di un nuovo modo di comunicare nell'era della globalizzazione. Dall'altro lato, la connotazione "cattolica", con la responsabilità che ne deriva di esservi fedeli in modo esplicito e sostanziale, attraverso il quotidiano impegno di percorrere la strada maestra della verità.

La ricerca della verità dev'essere perseguita dai giornalisti cattolici con mente e cuore appassionati, ma anche con la professionalità di operatori competenti e dotati di mezzi adeguati ed efficaci. Ciò risulta ancora più importante nell'attuale momento storico, che chiede alla figura stessa del giornalista, quale mediatore dei flussi di informazione, di compiere un profondo mutamento. Oggi, ad esempio, nella comunicazione ha un peso sempre maggiore il mondo dell'immagine con lo sviluppo di sempre nuove tecnologie; ma se da una parte tutto ciò comporta indubbi aspetti positivi, dall'altra l'immagine può anche diventare indipendente dal reale, può dare vita ad un mondo virtuale, con varie conseguenze, la prima delle quali è il rischio dell'indifferenza nei confronti del vero. Infatti, le nuove tecnologie, assieme ai progressi che portano, possono rendere interscambiabili il vero e il falso, possono indurre a confondere il reale con il virtuale. Inoltre, la ripresa di un evento, lieto o triste, può essere consumata come spettacolo e non come occasione di riflessione. La ricerca delle vie per un'autentica promozione dell'uomo passa allora in secondo piano, perché l'evento viene presentato principalmente per suscitare emozioni. Questi aspetti suonano come campanello d'allarme: invitano a considerare il pericolo che il virtuale allontani dalla realtà e non stimoli alla ricerca del vero, della verità.

In tale contesto, la stampa cattolica è chiamata, in modo nuovo, ad esprimere fino in fondo le sue potenzialità e a dare ragione giorno per giorno della sua irrinunciabile missione. La Chiesa dispone di un elemento facilitante, dal momento che la fede cristiana ha in comune con la comunicazione una struttura fondamentale: il fatto che il mezzo ed il messaggio coincidono; infatti il Figlio di Dio, il Verbo incarnato, è, allo stesso tempo, messaggio di salvezza e mezzo attraverso il quale la salvezza si realizza. E questo non è un semplice concetto, ma una realtà accessibile a tutti, anche a quanti, pur vivendo da protagonisti nella complessità del mondo, sono capaci di conservare l'onestà intellettuale propria dei "piccoli" del Vangelo. Inoltre, la Chiesa, Corpo mistico di Cristo, presente contemporaneamente ovunque, alimenta la capacità di rapporti più fraterni e più umani, ponendosi come luogo di comunione tra i credenti e insieme come segno e strumento della vocazione di tutti alla comunione. La sua forza è Cristo, e nel suo nome essa "insegue" l'uomo sulle strade del mondo per salvarlo dal "mysterium iniquitatis", insidiosamente operante in esso. La stampa evoca in maniera più diretta, rispetto ad ogni altro mezzo di comunicazione, il valore della parola scritta. La Parola di Dio è giunta agli uomini ed è stata tramandata anche a noi attraverso un libro, la Bibbia. La parola resta lo strumento fondamentale e, in un certo senso, costitutivo della comunicazione: essa viene utilizzata oggi sotto varie forme, e anche nella cosiddetta "civiltà dell'immagine" conserva tutto intero il suo valore.

A partire da queste brevi considerazioni, appare evidente che la sfida comunicativa è, per la Chiesa e per quanti condividono la sua missione, molto impegnativa. I cristiani non possono ignorare la crisi di fede che è sopraggiunta nella società, o semplicemente confidare che il patrimonio di valori trasmesso lungo i secoli passati possa continuare ad ispirare e plasmare il futuro della famiglia umana. L'idea di vivere "come se Dio non esistesse" si è dimostrata deleteria: il mondo ha bisogno piuttosto di vivere "come se Dio esistesse", anche se non c'è la forza di credere, altrimenti esso produce solo un "umanesimo disumano".

Carissimi fratelli e sorelle, chi opera nei mezzi della comunicazione, se non vuole essere solo "un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna" (1Cor 13,1) - come direbbe san Paolo - deve avere forte in sé l'opzione di fondo che lo abilita a trattare le cose del mondo ponendo sempre Dio al vertice della scala dei valori. I tempi che stiamo vivendo, pur avendo un notevole carico di positività, perché i fili della storia sono nelle mani di Dio e il suo eterno disegno si svela sempre più, restano segnati anche da tante ombre. Il vostro compito, cari operatori della stampa cattolica, è quello di aiutare l'uomo contemporaneo ad orientarsi a Cristo, unico Salvatore, e a tenere accesa nel mondo la fiaccola della speranza, per vivere degnamente l'oggi e costruire adeguatamente il futuro. Per questo vi esorto a rinnovare costantemente la vostra scelta personale per Cristo, attingendo da quelle risorse spirituali che la mentalità mondana sottovaluta, mentre sono preziose, anzi, indispensabili. Cari amici, vi incoraggio a proseguire nel vostro non facile impegno e vi accompagno con la preghiera, perché lo Spirito Santo lo renda sempre proficuo. La mia benedizione, piena di affetto e di gratitudine, che volentieri imparto, vuole abbracciare voi qui presenti e quanti operano nella stampa cattolica in tutto il mondo.

© Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana

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