Chiesa e Comunicazione

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Roma.- Il film "E FU SERA E FU MATTINA", prende spunto dalla GENESI.

E' stato girato in Piemonte tra le Langhe e il Roero da un gruppo di giovani (età media 27 anni) nell'estate del 2012, il regista è Emanuele Caruso (28 anni di ALBA) alla sua opera prima.
E' ambientato in un piccolo paese piemontese e parla del valore del tempo e della quotidianità dell'essere umano.

Il protagonista del film è il parroco Francesco e la storia propone allo spettatore spunti di riflessione cristiani, interrogandoci sui valori davvero importanti della nostra vita .

Le varie diocesi ci stanno supportando in ogni città dove il film viene proiettato. In particolare la Diocesi di Torino e in tutto il Piemonte si sono mobilitati per questo film, portando molti sacerdoti e persone a vederlo.

Tra poco il film arriverà a Roma, sarà in programmazione al Multisala Lux dal 15 al 21 maggio.

Vorremmo chiedervi come Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, di aiutarci con il passaparola su Roma, attraverso le vostre pubblicazioni, le vostre mailing list e contatti in Diocesi.

Stiamo distribuendo da soli questo film, tra mille difficoltà.

E FU SERA E FU MATTINA vive di passaparola e abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per sostenere un cinema indipendente di qualità fatto da giovani che provano a "dire qualcosa".

A questo link potete visionare una parte della rassegna stampa, troverete alcuni dei molti articoli usciti ad oggi sul film:

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.709678569053010.1073741828.213408228680049&type=3

Pubblicato in Attualitá

Roma- Esce dal 27 marzo in un centinaio di sale della comunità Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) il film d’animazione “Cuccioli - Il paese del vento” di Sergio Manfio, che affronta il tema delle energie rinnovabili, in particolare quella eolica. Solo nelle sale ACEC, rispetto agli altri circuiti distributivi, i bambini che vedranno il film riceveranno il gioco da tavolo ideato per sensibilizzarli sul tema delle fonti energetiche, ma anche per stimolare la lettura di passi della Bibbia che parlano del “soffio” di Dio, della sua presenza nel vento e del suo Spirito.

L’iniziativa nata all’interno dell’Acec, ha chiesto la collaborazione di Gruppo Alcuni, produttore dei cartoni animati “Cuccioli”, per mettere a disposizione di tutte le Sale della Comunità il gioco in questione. «L’occasione di poter corredare l’uscita di un film nelle Sale della Comunità – spiega Mons. Roberto Busti, Presidente dell’Acec – con materiali didattici che stimolino i bambini e le loro famiglie a leggere la Bibbia, ci è sembrata un’opportunità da non perdere, soprattutto perché in linea con le nostre finalità didattiche». Sul sito www.acec.it  sarà possibile scaricare anche un’apposita scheda pastorale redatta da Arianna Prevedello, collaboratrice editoriale dell’Associazione.

La proposta pastorale ha avuto la sua genesi all’interno dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Padova. «L’intuizione che i video di animazione diffusi attraverso i canali commerciali potessero diventare strumento utile ai percorsi di formazione e catechesi – spiega don Marco Sanavio, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e delegato Acec Padova – ci ha stimolato a intessere nuovi rapporti tra sale della comunità ed educatori. Il film “Cuccioli: il paese del vento” ci offre una nuova prospettiva per collegare cartoni animati e brani della Sacra Scrittura che desideriamo mettere a disposizione di famiglie, educatori e formatori della penisola».

Il regista Sergio Manfio, dando voce al Gruppo Alcuni, aggiunge: «Desideriamo raccontare ai bambini attraverso questo prodotto di animazione che esiste uno sviluppo sostenibile e si possono sfruttare energie rinnovabili nel rispetto dell’ambiente, come quella eolica». «I Cuccioli – prosegue suo fratello Francesco, produttore del lungometraggio – sono personaggi non violenti, che non rincorrono mai una competitività esasperata ma utilizzano la cooperazione, la solidarietà reciproca e la creatività per risolvere i problemi che si presentano sul loro percorso».

 http://youtu.be/TpogDVtLlOA
 http://youtu.be/AZpdq-UgRe8

Pubblicato in Attualitá

SALUTO DI S.E. MONS. CELLI ALLA PROIEZIONE DEL FILM

MAKTUB DI PACO ARANGO 

Porgo il mio cordiale benvenuto a tutti voi, in particolare a Sua Eminenza il Cardinal Lluís Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcellona, e sono lieto di accogliervi in questa Sala, luogo nel quale lo schermo cattura i nostri occhi e il nostro cuore per raccontarci le storie di uomini e donne di fronte ai mille interrogativi della vita e della fede.

 Oggi siamo qui per ascoltare una di queste storie e Maktub, il film di Paco Arango che sta per iniziare, è un esempio di come il cinema riesca a stimolare la nostra riflessione sui valori fondamentali dell’esistenza, commuovendoci, ma facendoci anche sorridere, come accade nella vita vera. Maktub è una parola araba che significa “sta scritto” e, attraverso un racconto semplice il regista, che è qui tra noi e che ringrazio, ci conduce in una storia fatta di persone, distanti eppure vicine tra loro.

 Mi tornano alla mente le parole del poeta John Donne “nessun uomo è un’isola”, perché è questo che accade nella vita, ognuno di noi è parte integrante dell’umanità, responsabile del proprio destino e a volte fondamentale per quello dell’altro.

 Ringrazio dunque Paco Arango per averci offerto il suo sguardo sul dolore, sull’amicizia, sulla famiglia, sulla fede, sulla speranza, perché è questo che fa un regista, si racconta allo spettatore attraverso le immagini, racconta il suo mondo, svela la sua sensibilità e in un certo senso ci regala qualcosa di bello.

 Questo film è inserito nella rassegna cinematografica della Settimana del Cinema Spirituale, giunta alla IX edizione, che si svolgerà a Barcellona dal 10 al 20 novembre prossimo. Ma per questo lascerò tra poco la parola a P. Peio Sanchez.

Quello che vorrei aggiungere prima di concludere è che come Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali apprezzo vivamente l’impegno di tanti registi che hanno considerato, e considerano, il cinema come uno strumento per parlare all’umanità. Il linguaggio delle immagini è, infatti, un linguaggio privilegiato e lo schermo ha catturato sempre l’attenzione degli spettatori, i film hanno fatto discutere e allo stesso tempo hanno sollevato interrogativi.

Apprezzo, dunque, ogni iniziativa che guarda al cinema come strumento di comunicazione al servizio della pastorale e credo sia fondamentale educare i giovani a sviluppare un senso critico capace di scegliere e decodificare il messaggio che anche un piccolo film può fare arrivare. Se quando le luci si riaccendono quel film è ancora in noi, vuol dire che il messaggio è arrivato.

Grazie a tutti e buona visione.

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Martedì, 20 Marzo 2012 09:41

Anteprima mondiale del film "CRISTIADA"

(Roma).- Pochi giorni prima del viaggio di Benedetto XVI in Messico (23-26 marzo), Roma, a due passi della Piazza di San Pietro, accoglie la presentazione in anteprima mondiale di "Cristiada", un film epico che ricostruisce il conflitto religioso esploso in quelle terre, tra il 1926 e 1929.

Il colossal rivive il dibattito di coscienza che ha assalì i cattolici messicani che decisero di brandire o meno le armi in rivolta contro le leggi del presidente Plutarco Elías Calles.

Attori come il premio Oscar Andy Garcia, la vincitrice del Golden Globe Eva Longoria, e il leggendario Peter O'Toole danno vita a questa superproduzione che sarà distribuita nelle sale cinematografiche in Messico, a partire dal 20 aprile, e negli Stati Uniti dal 1 giugno.

Prodotto da Pablo José Barroso, il film è diretto da Dean Wright, mondialmente conosciuto come l'autore degli effetti speciali di film come "Titanic", "The Lord of the Rings" e "Chronicles of Narnia", ed è stato scritto da Michael Love, basandosi su eventi storici.

La proiezione avrà carattere privato nell'aula dell'Istituto Patristitico "Augustinianum" (Via Paolo VI), vicino alla Piazza San Pietro, il 20 marzo alle 17.00.

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Lunedì, 05 Marzo 2012 08:17

HUGO CABRET


Roma (Radio Vaticana).- Martin Scorsese alla serata degli Oscar ha raccolto ingiustamente solo premi tecnici per questo film a cui si può applicare la definizione coniata per la Hollywood degli anni d'oro: "la fabbrica dei sogni". Georges Meliès, uno dei padri del cinema, è ridotto a lavorare come giocattolaio nella stazione Montparnasse di Parigi. Ma una chiave a forma di cuore e un ragazzino capace di credere ai propri sogni gli cambieranno la vita.


 RealAudioMP3 

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DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI IN OCCASIONE DELLA PROIEZIONE DEL FILM  "GIOVANNI PAOLO II"

Giovedì, 17 novembre 2005 

Signori Cardinali, cari Fratelli nell'Episcopato e nel Presbiterato, illustri Signori e Signore!

Sono lieto di rivolgere a tutti il mio affettuoso pensiero, al termine dell'anteprima mondiale del film su Papa Giovanni Paolo II, realizzato dalla "Lux Vide" e dalla RAI con la collaborazione di altre televisioni europee e della CBS degli Stati Uniti d'America. Ringrazio il Direttore della RAI e il Presidente della "Lux Vide", come pure i responsabili degli altri Enti di produzione, che ci hanno offerto l'opportunità dell'odierna visione. Estendo la mia gratitudine agli interpreti ed a quanti hanno in vario modo collaborato alla realizzazione di questo lungometraggio che onora la memoria del mio illustre ed amato Predecessore. Un saluto cordiale indirizzo anche a coloro che hanno voluto prendere parte a questa serata. 

Nell'odierno contesto mediatico, l'opera che abbiamo visto rende un servizio importante, coniugando le esigenze della divulgazione con quelle dell'approfondimento. Mentre, infatti, viene incontro a una domanda diffusa nell'opinione pubblica, offre una ricostruzione storico-biografica che, pur nei limiti del canale di comunicazione, contribuisce ad offrire alle persone maggiore conoscenza e consapevolezza, stimolando altresì riflessioni e talvolta interrogativi profondi. La sceneggiatura del film parte dall'attentato in Piazza San Pietro e, dopo un'ampia retrospettiva sugli anni della Polonia, prosegue con il lungo pontificato. Questo mi ha fatto pensare a ciò che Giovanni Paolo II scrisse nel suo testamento, a proposito dell'attentato del 13 maggio 1981: "La Divina Provvidenza mi ha salvato in modo miracoloso dalla morte. Colui che è unico Signore della vita e della morte, Lui stesso mi ha prolungato questa vita, in un certo senso me l'ha donata di nuovo. Da questo momento essa ancora di più appartiene a Lui" (Testamento del Santo Padre Giovanni Paolo II, 17.III.2000, 2). La visione di questo film ha rinnovato in me e penso in quanti hanno avuto il dono di conoscerlo il senso di profonda gratitudine a Dio per aver donato alla Chiesa e al mondo un Papa di così elevata statura umana e spirituale.

Al di là, tuttavia, di ogni valutazione particolare, ritengo che questo film costituisca un ulteriore attestato, l'ennesimo, dell'amore che la gente nutre per Papa Wojtyła e del suo grande desiderio di ricordarlo, di rivederlo, di sentirlo vicino. Al di là degli aspetti più superficiali ed emotivi di tale fenomeno, vi è certamente un'intima dimensione spirituale, che noi qui in Vaticano constatiamo ogni giorno, vedendo la schiera di pellegrini che si recano a pregare, o anche solo a rendere un rapido omaggio alla sua tomba nelle Grotte Vaticane. Quel legame affettivo e spirituale con Giovanni Paolo II, che si è fatto strettissimo nei giorni della sua agonia e della sua morte, non si è interrotto. Non si è più sciolto, perché è un legame tra anime: tra la grande anima del Papa e quelle di innumerevoli credenti; tra il suo cuore di padre e i cuori di innumerevoli uomini e donne di buona volontà, che in lui hanno riconosciuto l'amico, il difensore dell'uomo, della verità, della giustizia, della libertà, della pace. In ogni parte del mondo moltissime persone hanno soprattutto ammirato in lui il coerente e generoso testimone di Dio. 

Con questi sentimenti, formulo ogni miglior augurio per la diffusione del film e di cuore imparto a ciascuno di voi qui presenti e alle persone a voi care la Benedizione Apostolica. 

© Copyright 2005 - Libreria Editrice Vaticana

Pubblicato in Magisterio





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