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Lunedì, 11 Novembre 2013 14:34

Mons. Munilla: "Papa Francesco non ha bisogno di interpreti" durante l'incontro dei vescovi europei.

Mons. Munilla: "Papa Francesco non ha bisogno di interpreti" durante l'incontro dei vescovi europei.

Citta' del Vaticano (Radio Vaticana) "Francesco è un Papa che non ha bisogno di interpreti": mons. José Ignacio Munilla Aguirre, presidente della commissione per le comunicazioni sociali del Ccee, ha affrontato il tema del profilo comunicativo del Pontefice nel corso dell'incontro dei vescovi europei che si è concluso ieri a Barcellona.

Segnala anzitutto il contesto nel quale si inseriscono i primi otto mesi di pontificato, quindi si sofferma sul "carisma e l'originalità" della figura di Bergoglio, sui "rischi" di una comunicazione diretta, non mediata, sul rapporto stretto tra gesti, segni e parole del Papa. Aguirre indica anche alcune novità, taluni "ambienti" e modalità di espressione diretta e reiterata del Papa, come le omelie in Santa Marta oppure le interviste rilasciate ai giornalisti (durante il volo di ritorno dalla Gmg in Brasile, alla "Civiltà cattolica", alla "Repubblica").

Secondo il vescovo, vi sono poi delle caratteristiche particolarmente apprezzate dall'opinione pubblica che si riscontrano in Francesco: fra queste, la coerenza e l'autenticità della sua figura, il coraggio e la trasparenza nell'affrontare i temi più "caldi" e controversi che riguardano la vita della Chiesa (questo in una linea di continuità con i predecessori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). Mons. Aguirre, proseguendo la relazione, afferma: "È importante non perdere di vista che la comunicazione in Papa Francesco non nasce anzitutto da un carisma personale nell'espressione, né tantomeno da una tecnica studiata. Al contrario, la fonte della sua comunicazione sta in altri due fattori". In primo luogo, sostiene il vescovo, "uno zelo apostolico che permette di superare tanti timori e di azzardare nella comunicazione".

E a questo proposito il relatore richiama alcune espressioni del Papa, che parla di una Chiesa che deve "uscire da se stessa", per non "ammalarsi nell'atmosfera viziata delle stanze in cui si è rinchiusa". In secondo luogo, mons. Auguirre richiama il "cristocentrismo" del Papa, che "fa dell'identità della Chiesa la serva della Parola del Signore", superando ogni forma di autoreferenzialità. "Il vicario di Cristo in terra - conclude Aguirre - è chiamato a comunicare a tutti che Gesù Cristo è l'unica ragione di essere della Chiesa, oltre a essere la risposta al desiderio umano di verità, bontà e bellezza. Questa prospettiva cristocentrica, unita al suo ardore missionario, conforma e determina in grande misura la comunicazione di Papa Francesco".

 






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