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Lunedì, 17 Giugno 2013 15:52

Tv2000: "Il telespettatore estivo, una persona vera"

Tv2000: "Il telespettatore estivo, una persona vera"

Cari Amici,

è arrivata l'estate. Finalmente. E uno dei primi segni dell'incipiente stagione estiva è il cambio della programmazione televisiva. Seppur l'estate atmosferica ritarda, quella televisiva spacca il secondo. Anzi, possiamo dire che i palinsesti televisivi rivoluzionano il tradizionale succedersi delle stagioni, dilatandone alcune e restringendone altre. L'estate televisiva, con il suo corredo di repliche "in esclusiva" dura ormai cinque mesi. I perché sono evidenti, ma meritano qualche considerazione da scambiare con voi con la consueta amicizia. I perché, dunque. Il moltiplicarsi dell'offerta televisiva, che giustamente offre una maggior libertà di scelta ai telespettatori, non ha portato ad un automatico incremento degli investimenti pubblicitari. Al contrario, le difficoltà economiche generali hanno avuto riflessi pesanti per le tv stesse.

La conseguenza è una forte diminuzione di budget per il prodotto, cioè i programmi. Le Reti generaliste, ad esempio, per alimentare i loro canali digitali, sottraggono risorse alla programmazione dei canali tradizionali. Un secondo motivo è la enfatizzazione dell'Evento. In parole semplici: se la cifra complessiva che si può investire in un anno è fissa, ogni programma particolarmente costoso comporta la rinuncia ad altre iniziative, nei mesi successivi, fossero anche a costi assai ridotti. Un festival di Sanremo, un talent come The Voice, così come a suo tempo qualche puntata di Fiorello o Celentano, significano un mese di repliche in più.

Un tempo si giocava sulle parole, con programmi che si intitolavano Aperto per ferie etc. Oggi si ricorre all'uso indiscriminato del magazzino. In sé, non sarebbe un fatto negativo. La troppa offerta fa sì che i telespettatori inevitabilmente perdano molti programmi, nel corso della stagione, che avrebbero voluto vedere ma ai quali hanno rinunciato per una proposta ancora più irresistibile. Il problema è che spesso le repliche messe in calendario sono spesso dettate dall'abitudine e dalla pigrizia dei programmatori, che ricorrono in automatico sempre alle stesse serie o di qualche altra fiction, usati garantiti.

Noi crediamo che ci sia una strada diversa da percorrere. L'estate è una stagione commercialmente poco interessante, ma se al centro dei nostri interessi c'è la persona che sta dentro ogni spettatore allora l'estate è la stagione in cui i nostri potenziali amici sono più vulnerabili, e anche più sensibili. In cui rischiano di sentirsi più soli. Per questo , credendo in una tv del dialogo, dell'ascolto, della conversazione, rimarremo aperti. Perché gli spettatori – che non sono numeri − ma menti, cuori, anime, storie aperte, sappiano che dall'altra parte dello schermo non c'è un eroe distante, condannato all'indifferenza dal suo essere personaggio di fiction, ma un'altra persona vera. Si parla tanto di condivisione. La tv aperta d'estate è forma la forma più alta di vera condivisione.

Dino Boffo (Direttore di TV2000)

 (Newsletter Tv2000 numero 121)






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