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Mercoledì, 13 Marzo 2013 15:59

Il mondo dell'informazione alla ricerca di notizie sul Conclave

Il mondo dell'informazione alla ricerca di notizie sul Conclave

Cittá del Vaticano (Radio Vaticana) Il mondo dell'informazione in queste ore concentra la propria attenzione sul Conclave. Le due fumate nere, ieri sera e stamattina, sono state annunciate in tutto il mondo in tempo reale, mentre la stampa continua a dedicare intere pagine all’elezione del Pontefice, proponendo in alcuni casi aspre divisioni tra i cardinali durante le votazioni in Cappella Sistina. Il servizio di Salvatore Sabatino:  


Battaglia, guerra, lotte intestine, contrapposizioni. Parole che si moltiplicano sui media, disegnando scenari bellici. Eppure si parla del Conclave, che su tanti giornali italiani oggi è diventato un campo di battaglia: tutto questo nonostante dal Collegio cardinalizio siano più volte giunti, durante le Congregazioni, segnali di comunione e unità. Ma perché questa necessità di proporre ai lettori uno scenario di tensione all’interno del Conclave? Gianguido Vecchi, vaticanista del Corriere della Sera: 

R. – Credo sia la tendenza diffusa a cercare di "leggere" la Chiesa secondo le categorie che in genere si usano per la politica. Poiché per la politica è abituale ricorrere a metafore belliche, lo stesso viene fatto per il Conclave ed è una cosa che – tra l’altro – porta a non capire cosa stia accadendo: il Conclave ha una certa familiarità con le dinamiche della Chiesa e obbedisce ad altre regole, è sfuggente rispetto alle categorie politiche.


D. – C’è anche, abbiamo visto, una sorta di “ossessione” per i possibili “papabili”: intere pagine dedicate quotidianamente a questo o a quel cardinale, questa volta più che in altre occasioni…
R. – Il “borsino” dei “papabili” che sale e che scende talvolta fa sorridere. Si può fare in maniera più seria, individuando le persone che si ritiene possano essere quelle tra le quali verrà fatta la scelta. Da questo punto di vista, credo sia inevitabile e anche giusto interrogarsi su chi potrebbe essere, anche perché i giornali, nel frattempo, qualcosa dovranno pur scrivere…
Di certo l’elezione del Papa diventa l’evento mediatico per eccellenza: lo dimostrano i quasi 6.000 giornalisti presenti a Roma per seguire il Conclave. Un esercito, e questa volta la metafora bellica è più accettabile, che riesce a diffondere in pochi istanti ogni notizia. E’ il caso della seconda fumata nera, alle 11.38; in due secondi diventa la breaking news su tutti i siti Internet del mondo: dalla Bbc all’Abc, dalla Cnn ad Al Jazeera. Notizie che si moltiplicano, poi, anche sulla rete. Questo conclave, infatti, è il primo che si svolge in epoca di social network. Quanto cambia, questo, il modo di fare comunicazione? Salvatore Mazza, vaticanista del quotidiano “Avvenire:

R. – Twitter, Facebook, la Rete sono stati estremamente attivi nel seguire questa fase, dall’annuncio della rinuncia di Papa Benedetto fino ad oggi, e continuano ad esserlo. Ci sono molte cose istituzionali, cioè di giornalisti o di giornali che rilanciano articoli, ma c’è anche un grande movimento di singoli che si cimentano in questo tipo di informazione istantanea. La cosa interessante da notare, è quello che perlomeno posso notare tra i contatti che ho io su questi mezzi, è che c’è molta più avvedutezza e accortezza su ciò che riguarda il Conclave tra la gente comune che tra gli addetti ai lavori. Anche questa sorta di martellamento sul fatto che si giochi sulle contrapposizioni tra questo e quello, risulta un po’ più attenuato, perché qua e là – ma non in maniera sporadica: in maniera sistematica – si possono leggere risposte, suggestioni che veramente vanno al cuore del Conclave, vanno al cuore del momento che la Chiesa sta vivendo. E questa credo sia una cosa molto interessante.






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