Città del Vaticano (RV) - Inaugurata a Castel Sant'Angelo, alla presenza del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, la mostra "Il Cammino di Pietro", una delle iniziative in calendario per l'Anno della Fede. L'esposizione propone, fino al 1 maggio 2013, capolavori provenienti dalle più prestigiose sedi museali europee. Federico Chiapolino ha chiesto al curatore, don Alessio Geretti, su quali criteri si è basato per proporre un tema così impegnativo:![]()
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D. - Nel percorso espositivo, quali sono le opere più emblematiche, più significative, su cui è bene soffermarsi?
R. – Non è così facile scegliere, perché le opere in mostra sono già il frutto di una selezione accurata. Senz'altro, però, momento per momento, ne potremo indicare una. Credo che fra le opere presenti, la moneta del tributo trovata da Pietro nel pesce, dipinta da Mattia Preti, sia particolarmente potente. Penso che l'orazione nell'orto di Marcello Venusti, stretto parente artistico di Michelangelo, potrebbe essere l'opera su cui soffermarsi di più, non soltanto per ragioni stilistiche e storiche, ma anche perché è uno dei rarissimi casi in cui nel Getsemani viene rappresentato il momento in cui Gesù sveglia Pietro. Poi, il rinnegamento di Pietro di Georges de La Tour, una delle opere più importanti della mostra, uno dei notturni più belli della storia dell'arte, con accanto le "Lacrime di Pietro" inedite di Guercino, toccante, commovente. E poi l'alba più bella della storia dell'arte, quella di Eugène Burnand, la corsa di Pietro e Giovanni al sepolcro di Gesù vuoto al mattino della Risurrezione.
D. - Perché la scelta innovativa di proporre un'offerta che non è solo visiva ma sinestetica, multisensoriale, multimediale?
R. – Perché il cristianesimo è una forma di materialismo spirituale. Il cristianesimo non ha mai concepito l'incontro con Dio senza passare per la concretezza degli incontri fisici e per la dignità della materia. Per questo ha generato arti in tutte le forme possibili e ci pareva non secondario che nell'Anno della Fede, sulla fede, si chiamassero a raccolta diverse arti e non una soltanto.












