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Mercoledì, 16 Gennaio 2013 08:37

L’evoluzione del settimanale dell’arcidiocesi di Barcellona segno di una Chiesa al passo coi tempi

L’evoluzione del settimanale dell’arcidiocesi di Barcellona segno di una Chiesa al passo coi tempi

 Nuove tecnologie al servizio della pastorale

di Lluís Martínez Sistach*

Negli anni Venti del secolo scorso, prima della nascita della radiofonia, Pio XI — innovatore e intuitivo in molti aspetti della vita cristiana — non esitò a rivolgersi a Guglielmo Marconi per gettare le fondamenta di Radio Vaticana, che è stata e continua a essere un validissimo strumento per diffondere la voce del Papa in tutto il mondo. In questa stessa linea di azione, Benedetto XVI ha iniziato di recente a usare Twitter per comunicare con i cinque continenti. Si tratta di inviare alcuni brevi messaggi — solo centoquaranta caratteri per ogni tweet — in ognuno dei quali si offre un pensiero cristiano, un saluto o una breve nota. L’accoglienza è stata straordinaria, per cui la rete sociale del Papa si può considerare un esempio emblematico dell’uso delle nuove tecnologie e delle reti sociali per diffondere il messaggio cristiano.

L’arcidiocesi di Barcellona ha una lunga esperienza nell’uso di internet, sia nell’ambito della comunicazione sia in quello del suo impiego nella formazione teologica a distanza da parte dell’Istituto superiore di scienze religiose di Barcellona. Lo studio delle diverse discipline teologiche mediante l’uso di internet ha reso possibile uno straordinario aumento del numero degli studenti. Lo studio nella modalità online permette loro di rendere gli studi compatibili con la giornata lavorativa e la vita familiare. Allo stesso modo, l’uso del web dell’arcivescovado (www.arqbcn.cat) mantiene un flusso costante di informazioni con i fedeli e i cittadini della diocesi e costituisce, insieme a Facebook e a Twitter, un accesso diretto alle reti di informazione di più ampia diffusione nel territorio.

Il nostro «Full Dominical» è stato il primo del suo genere in Spagna; è quindi il decano dei fogli domenicali tanto in uso oggi nelle parrocchie spagnole. È nato nel 1881 su iniziativa del parroco don José Gatell, della parrocchia di Sant’Anna (una delle più antiche di Barcellona, situata al centro della città), che ha voluto offrire con questo mezzo alcuni contenuti formativi e informativi alla sua comunità parrocchiale. Il settimanale è stato attualizzato ed è stato di nuovo precursore nell’applicare, integrate con le edizioni cartacee, nuove tecniche che ci permettono di trasformare una semplice pubblicazione in uno strumento dalle ampie possibilità per la pastorale, la liturgia, la formazione e l’informazione, poiché combina tutti gli elementi della tecnologia multimediale come la carta stampata, la fotografia, i video, l’interazione con le reti informatiche dell’arcivescovado, le agende elettroniche, l’accesso a un’ampia gamma di contenuti e l’utilizzazione delle immagini su telefonia mobile o computer per inviarle a internet e anche alle reti di Facebook o Twitter.

L’aspetto più innovativo e importante è l’utilizzazione combinata di tecnologie che, mediante l’uso di un telefono intelligente o di un computer, ci permettono l’accesso, attraverso codici qr (quick read), a quelle informazioni che completano o ampliano il quadro; informazioni che, per le dimensioni limitate del settimanale, altrimenti non sarebbero accessibili. Abbiamo anche usato, per la prima volta, in questo tipo di strumento, un’altra applicazione tecnologica che, mettendo a fuoco con un telefono adeguato le diverse fotografie del foglio che hanno in basso un simbolo con il testo «questa immagine parla», ci dà accesso alla cosiddetta realtà aumentata mediante la tecnologia ar (augmented reality), che ci permette di accedere ai contenuti multimediali con i quali è collegata. Ciò consente anche ai non udenti di seguire, mediante video o documenti correlati, diversi contenuti di attualità diocesana e, allo stesso modo, ai non vedenti, attraverso registrazioni sonore (voce e musica), di avere accesso a un’informazione uditiva.

Con questa innovazione cerchiamo di far sì che il settimanale dell’arcivescovado di Barcellona risulti più piacevole e più vicino a un numero più grande di persone; desideriamo offrire un servizio migliore ai fedeli, soprattutto ai giovani.

Per poter rendere effettivo tale rinnovamento, l’arcidiocesi di Barcellona ha modificato il sistema di redazione, inserendo nel gruppo di redazione ed edizione ingegneri multimediali e delle telecomunicazioni, il che è stato possibile grazie alla collaborazione gratuita del Campus tecnologico della Scuola di ingegneria La Salle di Barcellona, appartenente all’università Ramón Llull, con la quale questa arcidiocesi mantiene uno stretto rapporto, poiché è stato il cardinale Narciso Jubany Arnau, già arcivescovo di Barcellona, a promuoverla. È stato possibile anche grazie alla collaborazione della Facoltà di comunicazione di Blanquerna, di quella stessa università, che fornisce registrazioni e video adeguati per il trattamento multimediale del foglio diocesano.

Queste innovazioni fanno parte delle iniziative diocesane che stiamo portando avanti nel quadro dell’Anno delle fede, in linea con quanto affermato nell’ultimo Sinodo dei vescovi, tenutosi lo scorso mese di ottobre, che ha esaminato il tema «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana» e che ha esortato a incorporare il nuovo linguaggio delle innovazioni tecnologiche. Si tratta di mettere in pratica in modo nuovo il mandato del Signore: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura». Occorre vivere un impegno evangelizzatore che sarà nuovo «nel suo ardore, nei suoi metodi e nelle sue espressioni» (Giovanni Paolo II, Discorso alla XIX Assemblea del Celam, 9 marzo 1983, n. 3).

Noi padri sinodali, nel nostro messaggio al popolo di Dio, non abbiamo esitato a fare un chiaro invito a usare il mondo digitale per la trasmissione della fede mostrando che «l’evangelizzazione esige che si presti operosa attenzione al mondo delle comunicazioni sociali, strada su cui, soprattutto nei nuovi media, si incrociano tante vite, tanti interrogativi e tante attese. Luogo dove spesso si formano le coscienze e si scandiscono i tempi e i contenuti della vita vissuta. Un’opportunità nuova per raggiungere il cuore dell’uomo» (Messaggio al popolo di Dio, n. 10).

Un recente sondaggio dell’università di Georgetown, negli Stati Uniti, ha rilevato che il 72 per cento dei cattolici adulti ha un profilo su Facebook. Secondo tale ricerca, il 37 per cento dei cattolici nati prima del 1943 ha un profilo su Facebook, percentuale che sale all’82 tra i cattolici nati a partire dal 1982. Fra i cattolici con meno di 27 anni, il 24 per cento usa Twitter, il 15 Linkedin e il 13 Instagram. L’uso di dispositivi mobili, blog e YouTube è diventato un modo privilegiato per la conoscenza della presenza della Chiesa su internet. Questo studio sottolinea anche l’interesse delle persone intervistate per la presenza online della Chiesa, che si augurano possa aumentare. Tale informazione, vista dalla nostra prospettiva diocesana, tiene conto del fatto che anche nella nostra diocesi l’uso di internet e delle reti Facebook e Twitter gode di grande popolarità tra i giovani. Perciò ora la nostra diocesi si propone di utilizzare tutte queste nuove possibilità, che offrono vantaggi e sfide nel modo di presentare Gesù e il suo Vangelo agli uomini e alle donne di oggi, soprattutto ai più giovani, i quali sono quelli che in maggior numero utilizzano i nuovi mezzi di accesso all’informazione. Constatiamo però che anche tra le persone non più tanto giovani il loro uso è aumentato, per quanto riguarda sia internet sia la telefonia mobile, il che ci fa pensare che l’interazione tra gli adulti e i giovani farà di «Full Dominical» non solo uno strumento pastorale per imparare a cercare informazione e formazione, ma anche un felice mezzo per stabilire rapporti tra gli adulti e i giovani, nelle stesse famiglie e nelle comunità.

Non possiamo rinchiuderci nel passato e vivere voltando le spalle alle realtà del nostro tempo. Partendo dalla fedeltà alle nostre radici, dobbiamo compiere uno sforzo per sviluppare e cogliere i segni del nostro tempo, al fine di rispondere in modo creativo alle nuove sfide che ci si prospettano oggi. La nuova evangelizzazione ci chiede di guardare avanti per soddisfare i bisogni del nostro tempo e di usare nuovi linguaggi per comunicare il messaggio evangelico. L’arcidiocesi di Barcellona nel suo piano pastorale, che resterà in vigore fino al 2015, ha tre obiettivi: l’annuncio di Gesù Cristo a quanti non lo conoscono; la pastorale dell’iniziazione cristiana; la solidarietà come espressione della fede cristiana. Nella realizzazione di questi tre obiettivi svolgono un ruolo importante le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ed è per questo che tra le azioni proposte si segnala chiaramente quella di «utilizzare le nuove tecnologie per annunciare il Vangelo».

Penso che queste nuove tecnologie siano come un nuovo linguaggio al quale il Papa invita per lavorare nella nuova evangelizzazione.

* Cardinale arcivescovo di Barcellona

 





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