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Giovedì, 03 Gennaio 2013 08:27

Come nasce un tweet del Papa. Tra linguaggio biblico e attenzione per l’attualità

Come nasce un tweet del Papa. Tra linguaggio biblico e attenzione per l’attualità

Città del Vaticano (L'Osservatore Romano) - «Quando ci affidiamo totalmente al Signore, tutto cambia. Noi siamo figli di un Padre che ci ama e non ci abbandona mai». È questo il tweet lanciato da Benedetto XVI mercoledì 2 gennaio. Tornano dunque gli interventi in occasione delle Udienze generali. Il primo fu il 12 dicembre, data storica che ha segnato il debutto del Papa sul network con un tweet seguitissimo:


«Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via Twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore». L’utilizzo del nuovo mezzo di comunicazione, attraverso l’account @pontifex, è stato un gesto spiegato indirettamente proprio durante la catechesi di quel giorno, nella quale Benedetto XVI ha sottolineato che «Dio non si è tolto dal mondo, non è assente, ma ci viene incontro in diversi modi, che dobbiamo imparare a discernere».

«Il Signore vi benedica e vi protegga nel nuovo anno», si può leggere invece nel tweet del 1° gennaio che richiama le scritture ebraiche sia direttamente — «Ti benedica il Signore e ti protegga» (Numeri, 6, 24) — sia indirettamente, «Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto» (Salmi, 67).

E proprio di come nascono i tweet di Benedetto XVI ha parlato il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, l’arcivescovo Claudio Maria Celli, in un’intervista rilasciata al «Tgcom24». «Gli uffici preposti della Segreteria di Stato preparano un testo che il Papa deve approvare. Noi crediamo e vogliamo fermamente che i tweet siano veramente di Benedetto XVI», ha detto Celli. Rispondendo alle domande di Federico Novella e Fabio Marchese Ragona, l’arcivescovo ha sottolineato che «il Papa interviene sui testi». Celli non nasconde che i commenti ai tweet non sono stati sempre positivi. «È arrivato di tutto. Abbiamo avuto bellissimi messaggi, da giovani, meno giovani e dai vari continenti. Poi anche messaggi ironici, offensivi, critici. Ma confesso che per noi che viviamo in questo contesto non è stata una sorpresa. Eravamo pienamente consapevoli di ciò che sarebbe successo: quando il Papa vuol entrare in dialogo con l’uomo di oggi e mettersi al suo livello, ci son dei rischi che vanno corsi e che vanno accettati».





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