Chiesa e Comunicazione

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Otto giovani su dieci utilizzano lo smartphone per collegarsi ad Internet anche nelle ore notturne. E’ quello che emerge dall’indagine nazionale condotta dalla Società Italiana di Pediatria. La maggior parte dei ragazzi tra i 13 e i 14 anni ha un profilo sui social network e resta connesso senza alcun controllo da parte dei genitori. Maria Gabriella Lanza ha intervistato Giovanni Corsello, presidente della Società Italiana di Pediatria:

R. - Questi dati sono il frutto di un’indagine che la Società italiana di pediatria porta avanti ormai da 16 anni. Abbiamo verificato alcuni dati che ci hanno un po’ sorpreso: intanto una "migrazione", che si è già realizzata per gli adolescenti, dal computer verso lo smartphone, verso il telefonino. Questo da un certo punto di vista è un potenziale fattore di rischio perché aumenta il tempo di connessione e favorisce anche la connessione nelle ore notturne con la possibilità che si riscontrino anche delle conseguenze cliniche. Noi vediamo negli adolescenti un aumento di alcuni disturbi come l’insonnia, cefalea, lo scarso rendimento nelle ore mattutine.

D. - Che effetti può avere l’utilizzo di Internet senza controlli su ragazzi di 13 e 14 anni?

R. - Il problema infatti non è l’uso, ma è l’abuso. Lo strumento in sé non solo non va demonizzato, ma può essere anche uno strumento utile per interagire anche con i coetanei. Il problema è che non si può lasciare all’assoluto arbitrio dell’adolescente. Gli adulti devono intervenire, cercare di conoscere quella che è la realtà virtuale dei loro figli.

D. - Aumenta sempre di più l’utilizzo dei social network, soprattutto Whatsapp e Facebook. Che consigli pratici può dare ai genitori dei ragazzi che utilizzano questi mezzi di comunicazione?

R. - I consigli pratici sono essenzialmente questi. Intanto non trascorrere troppe ore sui social network, ma utilizzare Internet in tutte le sue potenzialità; non inviare delle immagini che possono essere considerati in qualche modo provocanti. Un altro consiglio pratico è quello di astenersi dal cosiddetto "gambling", un fenomeno che si sta diffondendo, cioè il gioco d’azzardo via Internet. Dall’indagine emerge che circa il 15 percento degli adolescenti ha fatto questa esperienza, contravvenendo ad una norma di legge che vieta il gioco d’azzardo ai minori di 18 anni. Questo è sicuramente un elemento che costituisce un pericolo per gli adolescenti, perché innesca una tendenza ad utilizzare questo gioco d’azzardo sempre più spesso e anche con altri adolescenti, attivando quindi una realtà di gruppo che può essere sicuramente pericoloso non solo per le somme che potenzialmente possono spendere, ma perché – appunto - può diventare poi un habitus che persiste nell’età adulta.

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Città del Vaticani (Radio Vaticana) - “Andiamo a Messa”: si chiama così la app, scaricabile sul telefono cellulare, che permette di trovare, in modo veloce ed automatico, le Parrocchie e altri luoghi di culto nelle vicinanze dell’utente, così che possa partecipare alla Santa Messa. Due giovani cattolici uruguaiani, Rodrigo Pérez e Pablo Sánchez, hanno ideato questa applicazione proprio per facilitare la diffusione di informazioni utili ai credenti. “Tante volte - hanno spiegato nella presentazione - si perde la occasione di vivere l’Eucaristica perché si è lontani dai luoghi conosciuti o frequentati, ma anche perché non si hanno a disposizione gli orari o i calendari aggiornati delle celebrazioni”.

Andiamo a Messa” – disponibile per i tradizionali sistemi operativi - iOS, Android, Windows Phone e BlackBerry - oltre agli orari delle Messe, preghiere e altri riti o celebrazioni, offre ai fedeli anche nuove alternative ai luoghi di culto solitamente frequentati – ad esempio in caso di ritardo o variazione degli impegni personali - senza mai perdere l’opportunità di avvicinarsi al Signore, attraverso i sacramenti e la preghiera comunitaria. L’informazione sulle parrocchie e altri luoghi di culto è realizzata e aggiornata dalla stessa comunità di utenti che devono disporre di un “account” Google o Facebook, per essere abilitati ad offrire suggerimenti e consigli anche su feste, processioni, attività parrocchiali e riti propri della religiosità popolare locale, nazionale e, in futuro, anche mondiale.

Infatti, i giovani ingegneri, insieme a una decina di amici, hanno iniziato a fare la lista delle parrocchie di Montevideo, ma l’idea è esten

dere la app a tutto il territorio nazionale e internazionale. “Abbiamo pensato a questa idea – ha spiegato Sánchez – l’estate scorsa, durante le ferie: ci trovavamo in un luogo a noi sconosciuto e non sapevamo dove poter celebrare l’Eucaristia”. E così, questi giovani hanno messo le nuove tecnologie al servizio di Dio, della Chiesa e dell’evangelizzazione ed hanno messo in pratica l’invito del Papa a portare Dio nelle strade. “Se manca la comunicazione – concludono i due ragazzi - allora bisogna portare direttamente la Parola di Dio alla gente sulle strade, come dice Papa Francesco”.

La app si può scaricare dal link http://www.vamosamisa.com

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(Osservatore Romano) -  Nonostante i grandi progressi della comunicazione digitale «la Chiesa in questo momento non può certo privarsi dei tradizionali media, cioè della radio, del giornale e della televisione». Ne è convinto l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. La Santa Sede, ha spiegato all’Osservatore Romano, «non può chiudere questo percorso comunicativo. Ciò non significa però che non avverta forte l’esigenza, direi quasi il dovere, di essere presente anche nel contesto delle nuove tecnologie».


E stando ai numeri è innegabile il successo della strategia adottata in questo senso. Papa Francesco spopola nei diversi social network: occupa i primi posti in tutte le classifiche di contatti. «E sono numeri destinati a crescere — dice ancora il presule — perché continuiamo a cercare sempre nuove strade per portare il Pontefice in ogni piazza virtuale nelle quali l’uomo si incontra». E proprio lunedì mattina l’arcivescovo Celli, accompagnato da Thaddeus Jones, officiale del dicastero conosciuto nell’ambiente come «TJ», ha presentato a Papa Francesco la nuova edizione di The Pope app, applicazione disponibile per le principali piattaforme. Si tratta di «uno strumento efficace e più ricco rispetto ai precedenti — ha spiegato — che dà la possibilità di accedere con più semplicità e più rapidità a tutte le omelie del Papa, a tutti i suoi messaggi, e anche ai video che lo riguardano.

Nello stesso tempo consente di seguire in streaming le cerimonie papali e tutte le udienze pubbliche, compresa naturalmente l’udienza generale del mercoledì». L’obiettivo è quello di rendere il Papa e la sua parola alla portata di tutti. La nuova app infatti consente ora di raggiungerlo anche attraverso lo smartphone e il tablet. Anche questo nuovo servizio «segue la logica di Papa Francesco e del suo andare incontro a tutte le persone, ovunque esse si trovino». C’è da credere dunque che abbia accolto con entusiasmo questa ulteriore opportunità. «Io — ha assicurato l’arcivescovo — l’ho visto molto contento. Ci ha ringraziati e ha espresso il suo apprezzamento per questo tentativo anche tecnologico di far sì che anche la sua parola vada all’incontro dell’uomo e della donna di oggi».

E questo nonostante Papa Bergoglio continui a mostrarsi molto legato al sistema tradizionale di comunicazione. Ama parlare di persona con la gente; il cellulare forse lo usa molto più per chiamare direttamente piuttosto che per seguire i virtuosismi della rete; e non ha mai smesso di scrivere lettere di proprio pugno. In molti hanno orgogliosamente mostrato buste sulle quali il loro indirizzo era scritto a penna, personalmente da Papa Francesco. E quando deve rivolgersi a gruppi di persone, se non può farlo di persona, invia un videomessaggio perché tutti possano vedere attraverso i suoi occhi i sentimenti di cui trattano le sue parole. E non disdegna di colloquiare con i giornalisti, della carta stampata o di reti televisive non fa differenza, anche accettando interviste a tutto campo. «Questo — ha detto l’arcivescovo Celli — risponde pienamente alla sua indole.

Non si rifiuta mai a nessuno. Ha un parlare che incide profondamente, un parlare immediato. Le sue parole sono trasparenti, autentiche, dirette. Non usa mezzi termini. E il fatto che concede interviste, secondo me sottolinea ancor di più la sua completa disponibilità a comunicare con tutti e attraverso qualsiasi mezzo abbia a disposizione. E poi mostra ancora una volta di avere tanto rispetto per quella vasta fascia di popolazione anziana, che magari è poco incline ad accogliere le novità tecnologiche o semplicemente meno dotata di quella gestualità di quei linguaggi telematici che sono necessari a entrare nel mondo dei social network. E fanno riferimento al giornale stampato, alla radio, alla televisione. Quindi la Chiesa non può chiudere questi canali di informazione tradizionali. E Papa Francesco lo sa bene».

di Mario Ponzi

    
   

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Roma (www.chiesacattolica.it) - In questi mesi di incontri in diretta streaming dedicati ai temi della presenza cristiana sul web, in tanti hanno chiesto all'associazione WebCattolici alcuni consigli pratici su come portare anche in Internet le proprie attività pastorali.

La domanda più frequente è stata però una: come realizzare, semplicemente, e in poco tempo, un sito Internet per la propria parrocchia, associazione e ordine religioso, anche senza possedere alcuna conoscenza di programmazione?
Una possibile risposta può essere Pweb, e verrà presentata nel settimo e ultimo incontro del percorso 2014 de "La Rete: come viverla?" dal titolo

Appuntamento dunque giovedì 19 giugno, alle ore 21, in diretta streaming a questo indirizzo.

"Cristiani sul web: con quali strumenti?".
Nel corso dell'appuntamento in rassegna alcuni interessanti opportunità: dall'atlante delle parrocchie di tutta Italia (Parrocchiemap) agli utilissimi servizi per inviare newsletter e sms, fino a Pweb, proposta del Servizio Informatico Cei che si avvarrà della piattaforma Wordpress, la più facile e la più usata in tutto il mondo, costantemente aggiornata e a misura di utente finale. Si mostrerà come realizzare e gestire un sito parrocchiale con Pweb, che può anche diventare spunto o base di partenza per il sito di un'associazione o istituto religioso.
Introdurrà l'incontro il presidente dell'associazione WebCattolici e responsabile del Servizio Informatico della CEI, Giovanni Silvestri. Nel corso dell'incontro saranno fondamentali gli interventi e le osservazioni dei partecipanti, per affinare la proposta di Pweb e venire incontro alle esigenze di tutti.

La diretta sarà disponibile all’interno del Canale Youtube di WebCattolici, ma verrà ritrasmessa da numerosi Social Network, dal sito di WeCa, dal sito di Peace Communication Network e da tanti altri siti di realtà nazionali e locali.

Si può assistere alle dirette e rivedere i vecchi incontri senza bisogno di iscrizioni: è consigliato, però, manifestare il proprio interesse inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per rimanere costantemente aggiornati.

Anche questo incontro vivrà delle domande e dei commenti del pubblico. Esistono tre modi per porre quesiti e fare considerazioni, anche prima dell’inizio della diretta: utilizzando il modulo di commento di Youtube sotto il video, su Twitter con l’hashtag #incontriweca, oppure inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Il meglio di tutti gli incontri viene riproposto ogni giorno sotto forma di “Pillola” su Youtube.

WebCattolici è anche presente su Facebook e su Twitter (con il profilo @WebCattolici).

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Ha preso il via la campagna di mobilitazione online per boicottare le Maldive, affascinante meta turistica nell’Oceano Indiano. Dallo scorso 27 aprile, è stata introdotta la legge islamica nel Paese e con l'applicazione del nuovo codice, ispirato ai dettami più rigorosi della religione musulmana, entra in vigore la pena di morte nei casi di omicidio anche per i minori di età.

Il provvedimento, riferisce Asianews, mette fine a 60 anni di moratoria per le esecuzioni capitali. Secondo le norme previste, la responsabilità penale è fissata ai 10 anni di età ma, in alcuni casi come furto, consumo di alcol e apostasia, viene applicata a partire dai 7. Resta tuttavia valido il principio secondo cui la sentenza non può essere seguita se non alla maggiore età, quindi un minore condannato deve aspettare nel braccio della morte fino al compimento dei 18 anni.

Numerose le condanne da parte delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea. Ieri, i tour operator francesi hanno scritto alle autorità per denunciare le ripercussioni delle decisioni sul turismo. Nelle Maldive, abitate da poco più di 350 mila persone, non esiste libertà di culto e l'islam sunnita è religione di Stato. Nel 2008, un emendamento costituzionale ha negato ai non musulmani la possibilità di avere la cittadinanza. Nel Paese l'alcool e la carne di maiale possono essere serviti solo in aeroporto e nei resort dove non lavora personale del luogo.

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Giovedì, 08 Maggio 2014 15:09

I Siti Internet Vaticani

Ecco tutte le Pagine Web del Vaticano

SITO UFFICIALE DELLA SANTA SEDE

Sito Ufficiale della Santa Sede

www.vatican.va

 

CONGREGAZIONI

Cong. per la Dottrina della Fede

www.doctrinafidei.va

 

Pontificia Commissione per l'America Latina
(Cong. per i Vescovi)

www.americalatina.va

 

Pontificie Opere Missionarie
(Cong. per l'Evangelizzazione dei Popoli)

www.ppoomm.va

 

Museo di Propaganda Fide
(Cong. per l'Evangelizzazione dei Popoli)

www.museopropagandafide.va

 

Archivio storico "de Propaganda Fide"
(Cong. per l'Evangelizzazione dei Popoli)

www.archiviostoricopropaganda.va

 

Cong. per il Clero

www.clerus.va

 

PONTIFICI CONSIGLI

Pontificio Consiglio per i Laici

www.laici.va

 

Pontificio Consiglio per la Famiglia

www.familia.va

 

Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

www.iustitiaetpax.va

 

Pontificio Consiglio della Cultura

www.cultura.va

www.theologia.va
 

Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

www.pccs.va
www.intermirifica50.va
www.news.va
www.intermirifica.net

www.mediaprojects.va

 

Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione

www.novaevangelizatio.va
www.annusfidei.va

 

Cong. per l'Educazione Cattolica
(degli Istituti di Studi)

www.educatio.va

 

Pontificio Consiglio Cor Unum

www.corunum.va

 

TRIBUNALI

Penitenzieria Apostolica

www.penitenzieria.va

 

Rota Romana

www.rotaromana.va

 

UFFICI

Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede

www.paess.va

 

ALTRI ORGANISMI

Cappella Musicale Pontificia Sistina:

www.cappellamusicalepontificia.va

 

ALTRE COMMISSIONI E COMITATI

Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali

www.congressieucaristici.va

 

Guardia Svizzera Pontificia

www.guardiasvizzera.va

 

ISTITUZIONI COLLEGATE CON LA SANTA SEDE

Archivio Segreto Vaticano

asv.vatican.va

 

Biblioteca Apostolica Vaticana

www.vaticanlibrary.va

 

L'Osservatore Romano

www.osservatoreromano.va

 

Radio Vaticana

www.radiovaticana.va

 

Servizio Fotografico de L'Osservatore Romano

www.photo.va

 

Elemosineria Apostolica

www.elemosineria.va

 

Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche (AVEPRO)

www.avepro.va

 

Autorità di Informazione Finanziaria (AIF)

www.aif.va

 

Centro Televisivo Vaticano (CTV)

www.ctv.va

 

Ufficio Scavi (Fabbrica di San Pietro)

www.scavi.va

 

UFFICIO DEL LAVORO DELLA SEDE APOSTOLICA

ULSA (Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica)

www.ulsa.va

 

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Stato della Città del Vaticano

www.vaticanstate.va

 

Musei Vaticani

mv.vatican.va

 

Biglietteria Musei Vaticani

biglietteriamusei.vatican.va

 

The Vatican Observatory 2014 Summer School

www.voss2014.va

 

ACCADEMIE PONTIFICIE

Pontificia Accademia delle Scienze

www.casinapioiv.va

 

Pontificia Accademia delle Scienze Sociali

www.pass.va

 

ISTITUTI DI STUDI

Pontificio Istituto di Musica Sacra

www.musicasacra.va

 

SEZIONI DEL SITO UFFICIALE WWW.VATICAN.VA

Abuso sui minori. La risposta della Chiesa

www.resources.va

 

Gallerie Fotografiche

www.photogallery.va

 

FONDAZIONI

Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger

www.fondazioneratzinger.va

 

ALTRO

Pontificia Parrocchia Sant'Anna in Vaticano

www.santanna.va

 

Istituto per le Opere di Religione (IOR)

www.ior.va

 

DELEGAZIONI PONTIFICIE

Pontificia Delegazione per la Basilica di S. Antonio in Padova

www.basilicasantantonio.va

 
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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Tutto pronto per il quinto appuntamento de “La Rete: come viverla” di Weca, WebCattolici, in diretta su Youtube e sul sito www.weca.it  mercoledì 2 aprile, dalle ore 21. Durante l’appuntamento, intitolato “Cristiani sul web: ma come?”, si parlerà di alcune esperienze in cui realtà pastorali o d’informazione hanno dimostrato come abitare con successo il “continente digitale”.

All’evento, informa l’agenzia Sir, interverranno don Giovanni Benvenuto, parroco di Spirito Santo a Genova, fondatore di “Qumran Net”, portale di materiali per la formazione e la catechesi; don Marco Sanavio, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Padova; Augusto Goio, redattore del settimanale “Vita Trentina”; Stefano Chiappalone e Daniele Trenca, di “World Family of Radio Maria”, realtà che riunisce tutte le Radio Maria del mondo.

Se don Benvenuto racconterà come il web può diventare un luogo prezioso di scambio tra persone già impegnate nella pastorale e nell’evangelizzazione, don Sanavio spiegherà come la Rete possa intercettare anche chi si è allontanato dalla pratica cristiana. Se Augusto Goio illustrerà come un settimanale diocesano possa convertirsi con successo alle sfide del digitale, Chiappalone e Trenca – spiega il Sir – racconteranno come le Radio Maria di tutto il mondo abbiano sfruttato a loro vantaggio il web sia per la trasmissione in streaming dei programmi sia per creare comunità on line grazie ai social network.

(A.G.)



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Roma (www.cantonuovo.eu) - È on-line il nuovo sito web della Comunità Canto Nuovo di Roma. Il dominio rimane www.cantonuovo.eu, con una presentazione più moderna e dinamica dei discorsi e omelie di Papa Francesco, il Vangelo del Giorno, la Lectio Divina, ed altri programmi speciali di formazione umana e cristiana. Il sito è in sincronia con le rete e i social-media, come Twitter, Facebook e Youtube.


Si tratta di sei canali presentati con una vista più "clean" e diretta per un uso più intuitivo per gli utenti. Il portale Canto Nuovo in italiano esiste da 8 anni e registra circa cinque mila accessi al mese, di cui la maggioranza dal continente europeo.
La comunità Canto Nuovo evangelizza tramite i mezzi di comunicazione ed è presente a Roma dal 1997. Nel Giubileo del 2000 ha cominciato il suo lavoro con la web tv in portoghese e con la produzione giornalistica per il telegiornale in Brasile. Nel 2008 ha cominciato i suoi lavori nel dominio www.cantonuovo.eu e adesso presenta questa nuova versione. Coloro che operano nei media, missionari della comunità, sono accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede e totalmente dediti al lavoro di evangelizzazione nei media.


Il nuovo portale è soprattutto un mezzo per evangelizzare e diffondere il messaggio cristiano nel vasto mondo del web. La nuova versione italiana desidera offrire agli utenti un contenuto evangelizzatore che possa arrivare al cuore delle persone e che possa aiutare a vivere meglio la propria fede o riscoprire il senso della loro appartenenza a Dio.


In Brasile, dove si trova la sede della Comunità Canto Nuovo, il portale www.cancaonova.com è uno dei siti cattolici più visitati - circa 9 milioni di accessi al mese -, sia per la varietà dei contenuti di evangelizzazione, formazione umana, spirituale e catechesi, sia per l'aggiornamento continuo.

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Milano (Tracce.it) - Un anno fa il primo messaggio di un Papa su Twitter. Ora l'ipotesi di Facebook. Perché «la Buona Notizia arrivi anche in questo nuovo spazio esistenziale». L'intervista a monsignor Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

.Meraviglia. È questa l'espressione che descrive l'atteggiamento della Chiesa nei confronti dei mezzi di comunicazione. Uno stupore che ricorre nei diversi documenti della sua storia, dalla Miranda Prorsus ("La meravigliosa invenzione"), la seconda enciclica di Pio XII del 1957 dedicata a cinema, radio e televisione; all'Inter Mirifica ("Tra le meraviglie"), il decreto promulgato da Paolo VI durante il Concilio Vaticano II, di cui ricorre in questi giorni il 50° anniversario. Ma se nel 1963 le "meraviglie" erano sostanzialmente quattro (stampa, radio, televisione, cinema) oggi la rete è aperta a tutti, macina numeri da capogiro e rappresenta una nuova frontiera anche per il Vaticano. Non a caso il primo tweet di @Pontifex, il profilo Twitter del Papa inaugurato con coraggio da Benedetto XVI e portato avanti da Papa Francesco, sta per compiere un anno. «La nostra missione è la medesima», ci dice monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali: «Siamo chiamati ad annunciare il Vangelo innanzitutto con la testimonianza personale, come ci insegna Papa Francesco, e poi con le parole. Se vogliamo comunicare però dobbiamo sapere che di fronte a noi non abbiamo più semplici strumenti, ma tecnologie capaci di creare nuovi ambienti di vita che gli uomini e le donne del nostro tempo abitano».

L'esortazione dell'Inter Mirifica affinché la Chiesa e i fedeli non si chiudano in se stessi e non si chiamino fuori dai mezzi di comunicazione giudicandoli mondani è quindi ancora attuale?

Certamente. Quel documento segnò una svolta perché per la prima volta un Concilio ecumenico si interessava ai mezzi di comunicazione sociale ribadendo un giudizio positivo di fondo su strumenti considerati espressione dell'intelligenza umana e a disposizione dell'annuncio del Vangelo. Senza tralasciare i rischi e i pericoli di un'influenza negativa sugli individui e sulle masse venne perciò affermato con forza il diritto e il dovere della Chiesa di servirsi di questi media per portare avanti la sua azione pastorale e per rispondere all'esigenza di un annuncio missionario. Oggi i discepoli del Signore devono chiedersi come possono essere una presenza e quale linguaggio usare a seconda dei differenti strumenti, da quelli tradizionali a quelli più innovativi.

Cosa intende dire?

Credo che i cristiani più che ad annunciare il Vangelo su internet, siano chiamati oggi a essere presenza attiva, comunicativa ed evangelizzatrice in quell'ambiente esistenziale originato dalle nuove tecnologie che ha le caratteristiche di una rete. Le parole di Benedetto XVI sullo sviluppo delle reti sociali digitali che stanno contribuendo a far emergere una nuova agorà in questo senso sono illuminanti: «Se la Buona Notizia non è fatta conoscere anche nell'ambiente digitale, potrebbe essere assente nell'esperienza di molti per i quali questo spazio esistenziale è importante». Questo comunque non significa che gli strumenti tradizionali perdano di significato. Penso ad esempio che dovremmo recuperare la nostra presenza in campo televisivo e radiofonico.

In che modo?

Tra i media tradizionali ho volutamente tralasciato la stampa perché i dati parlano chiaro e ci dicono che i giovani non si informano più attraverso i giornali, ma grazie al web. Riguardo alle radio cattoliche bisogna dire che svolgono un lavoro importantissimo a favore di anziani e ammalati che hanno bisogno di una vicinanza, ma non sempre sono in grado di dialogare con i giovani e con i giovanissimi. In generale, la comunicazione presuppone un'ecclesiologia: a ogni visione di Chiesa corrisponde uno stile di comunicazione.

E quale comunicazione richiede la Chiesa "ospedale da campo" di Francesco?

Anche da questo punto di vista il Santo Padre ci invita a essere una comunità aperta e dialogante, rispettosa di tutti, che abbia simpatia per l'uomo e la donna di oggi. Una Chiesa che non si chiuda in se stessa, che rifiuti la cultura dello scarto e proponga quella dell'incontro.

Un anno fa la decisione di Benedetto XVI di aprire un account su Twitter venne accolta con una certa ilarità sul web, anche se le critiche più feroci arrivarono dal mondo cattolico e da alcuni vaticanisti di lungo corso. I più gentili dissero che Ratzinger era stato "consigliato male"...

Ricordo bene. In realtà eravamo assolutamente consapevoli delle difficoltà a cui andavamo incontro. Nel mondo dei social network si può trovare di tutto, anche contenuti negativi, irrispettosi e volgari. Consigliammo Twitter al Pontefice perché sembrava rispondere a un suo esplicito desiderio: essere là dove gli uomini si incontrano.

Altri sottolinearono il fatto che la figura del Papa era stata esposta agli insulti o comunque che il suo messaggio avrebbe perso di autorevolezza in una piattaforma che, tra l'altro, mette tutte le persone e tutte le opinioni sullo stesso piano.

Meditammo attentamente il problema delle offese e del turpiloquio. Preferimmo però continuare a essere presenti e l'oggi ci dà pienamente ragione. Inoltre è bene ricordare che anche Gesù sulla croce veniva offeso: "Lo deridevano" dice il Vangelo. Se qualcuno invece si scandalizza vedendo il successore di Pietro al pari degli altri uomini pensi che anche il Figlio di Dio è venuto in mezzo a noi senza "troni né aureole". Infine il tema dei 140 caratteri: certo non sono molti, ma ci sono delle beatitudini del Vangelo che ne hanno meno e hanno cambiato il mondo!

Una volta raggiunti i 10 milioni di followers altre voci hanno invece rimproverato a Papa Francesco la ricerca del successo in un universo di sconosciuti piuttosto che la conversione dei singoli.

Non è il successo mondano ciò che interessa al Santo Padre. Paolo VI nella Evangelii Nuntiandi del 1975 disse che la Chiesa dovrebbe sentirsi colpevole davanti al suo Signore se non utilizzasse le possibilità tecnologiche comunicative che ha a disposizione. A me rincuora sapere che in un momento di grande desertificazione spirituale come questo, grazie ai fedeli che ritwittano, almeno 60 milioni di persone ricevono sul proprio cellulare una piccola goccia quotidiana di saggezza e spiritualità di Papa Francesco, che li aiuta a camminare.

Da ultimo, la prossima frontiera tecnologica per il Vescovo di Roma potrebbe essere Facebook?

È un progetto su cui stiamo lavorando, ma va valutato attentamente...

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Inter mirifica @50. L'importanza globale del decreto

Intervento al Convegno Inter Mirifica

di Paul Thige

Buonasera a tutti. Ringrazio gli organizzatori per quest'opportunità di riflettere sull'importanza di Inter Mirifica a livello globale.

Nel mio intervento vorrei sottolineare tre "conquiste" dell' Inter Mirifica e considerare come tali "conquiste" vengono attuate nella vita quotidiana della Chiesa globale.

Continuità nella discontinuità

Prima di entrare nell'argomento, mi sembra doveroso riconoscere la discontinuità radicale che esiste fra il 1963, anno in cui è stato promulgato il Decreto, e il nostro contesto attuale. Permettetemi un gioco di parole, poiché dobbiamo riconoscere che la continuità di Inter Mirifica è marcata da una discontinuità fondamentale.

Il primo punto è che il contesto sociale è ben diverso. Il mondo è cambiato. Senza dilungarmi troppo, vorrei notare che per molti il 1963 sarà sempre l'anno in cui è stato assassinato John F. Kennedy. Questo è stato un evento epocale – reso globale dai mezzi di comunicazione – che è stato ricordato proprio in questi giorni. Molti commentatori lo definiscono the end of innocence, la fine dell'innocenza. Da quel momento in poi non c'è stata più la stessa fiducia nei governi e nei politici. C'è una contestazione dell'autorità e del potere, una contestazione resa sempre più attuale dalle recenti scoperte di wikileaks e del Prism. Il 1963 per molti sociologi sarebbe il vero inizio dei mitici Sixties (anni Sessanta). In quell'anno i Beatles hanno pubblicato il loro primo album e questo è identificato come l'inizio di una nuova era – Youth Revolution – in cui vengono enfatizzati la libertà e l'individualismo. E innegabile che gli anni Sessanta abbiano visto una 'liberazione sessuale' e che i vecchi limiti di pudore siano crollati. Il noto poeta inglese Philip Larkin, parlando proprio del 1963, ha scritto un poema, Annus Mirabilis, in cui afferma che in quell'anno sarebbe stato inventato il sesso.

È ugualmente vero che la Chiesa è cambiata. Com'è ben noto Inter Mirifica non ha contenuto teologico dottrinale, ma non ha neanche la visione teologica che sarebbe emersa al Concilio negli anni successivi. Per certi aspetti rimane un documento preconciliare. Il rapporto Chiesa/mondo, come presentato in Inter Mirifica, non è ancora nutrito dall'insegnamento di Gaudium et Spes, che presuppone un rapporto più dialogante tra la Chiesa e il mondo. L'Inter Mirifica dona importanza al ruolo dei laici, li considera però come tecnici o professionisti della comunicazione, non ancora come protagonisti dell'interfaccia fra la Chiesa e il mondo, una visione che emergerà dopo.

Non sarebbe infine esagerato dire che nessun campo di attività umana si è così trasformato come quello della comunicazione. Stiamo, infatti, vivendo un momento di trasformazione radicale che è ancora in corso e che cambia ogni ambito della nostra esistenza e noi stessi. L'Inter Mirifica è legato a un vecchio schema, in cui esiste una netta distinzione tra gli utenti passivi dei mezzi e i produttori protagonisti. I mezzi sono considerati come una forma moderna del pulpito e nel Decreto c'è una visione strumentale dei mezzi, che non comprende pienamente l'importanza del contesto umano più allargato, creato da questi mezzi.

Le 'conquiste' – the achievements – di Inter Mirifica

E' importante prestare particolare attenzione a tre aspetti del documento Inter Mirifica che possono essere intesi come conquiste significative:

I - La prima conquista riguarda il fatto che, al di là del contenuto del Decreto Inter Mirifica, vi sia un documento che ponga la comunicazione stessa al centro di un Concilio Ecumenico. La comunicazione infatti non è solo elemento di studio di specialisti del settore, ma diventa un tema fondamentale per la riflessione nell'ambito della missione della Chiesa. Il documento Inter Mirifica fu all'inizio considerato non sufficientemente rilevante a livello teologico, eppure fu proprio questo aspetto a permettere che non venisse in seguito stigmatizzato come appartenente ad una teologia non ancora toccata dagli sviluppi del Concilio. L'importanza di Inter Mirifica sta quindi nel sottolineare il ruolo essenziale della comunicazione piuttosto che nell'analizzarne tematiche e argomentazioni.

Il documento stesso riconosce che il tema della comunicazione è da situare in un contesto in evoluzione continua. E' da considerarsi quindi un vantaggio il fatto che Inter Mirifica non sia legata ad un determinato momento storico. Essa infatti contempla la necessità della trasmissione di messaggi annuali per tenere viva e sempre attuale la riflessione sulle relative tematiche. Inter Mirifica inoltre fa riferimento all'importanza della presenza di una vera e propria istruzione pastorale sulla comunicazione sociale, che vide luce nel 1971 con la "Communio et Progressio".

Per quanto riguarda le considerazioni circa alcuni punti deboli del documento, può essere utile ricordare quanto affermò il teologo francese Abbe Rene Laurentin nel suo rapporto sulla seconda sessione del concilio, a proposito del fatto che un testo eccessivamente argomentato scoraggerebbe un ulteriore lavoro di approfondimento, mentre invece un testo non troppo minuzioso contribuirebbe a stimolare ulteriori riflessioni che risponderebbero alle necessità del momento. Anche Mons. Deskur affermò che fosse auspicabile che un documento conciliare, soprattutto se il primo di una serie in un preciso ambito, non si limitasse a trattare le problematiche del momento, ma piuttosto si occupasse di tracciare le linee più ampie di un ideale formazione costruttiva delle coscienze delle generazioni a venire. Dovrebbe, in poche parole, guardare al futuro. Secondo Ruzkowsky, l'eredità più importante di Inter Mirifica è che la comunicazione sociale è entrata ufficialmente a far parte di uno dei temi principali della Chiesa, tanto da ricavarsi un proprio spazio nella sua "agenda".

In un tale contesto, volendo descrivere il ruolo di Inter Mirifica con una metafora politica, il documento non vuole essere considerato una costituzione che offre una mappa dettagliata di come dirigere o indirizzare le attività della Chiesa; piuttosto, può essere paragonato ad una bandiera o ad un inno nazionale che ha il compito di stimolare e motivare l'impegno costante nell'ambito della comunicazione.

L'importanza della tematica della comunicazione è ulteriormente testimoniata dall'insistenza del documento sull'impegno della Chiesa nel campo, affinché la comunicazione raggiunga un livello di eccellenza, avvalendosi anche di persone formate professionalmente e tecnicamente qualificate e facendo gli investimenti necessari.

II - La seconda conquista di Inter Mirifica consiste nel fatto che il documento riconosce la necessità, per assicurare la centralità della tematica della comunicazione all'interno della Chiesa, di costituire un'apposita struttura istituzionale. Il documento in particolare sottolinea la necessità di una struttura pastorale che assicuri la dovuta attenzione e considerazione alla comunicazione, alla quale sia data priorità nella vita della Chiesa a tutti i livelli. Ruzkowsky nella sua analisi del Decreto considera come una tale struttura condurrebbe ad una istituzionalizzazione indispensabile della comunicazione sociale nella Chiesa, che a sua volta si tradurrebbe in supporto ufficiale a tutti gli sforzi che erano stati fino ad allora spontanei e non organizzati, da parte di pionieri a loro volta impegnati su ogni sorta di progetti in tutto il mondo.

Gli elementi che caratterizzano una tale istituzionalizzazione sono la dedicazione di un particolare giorno dell'anno per celebrare la comunicazione sociale nella Chiesa e la predisposizione di un ufficio a livello della Curia. Il documento prevede che ogni diocesi si avvalga di una persona formata nell'ambito delle comunicazioni sociali e che anche gli stessi vescovi siano competenti in materia. E' prevista inoltre l'esistenza di strutture a livello nazionale, oltre che locale, e internazionale, di coordinamento delle attività di comunicazione della Chiesa. Ne deriva quindi un quadro in cui la struttura è radicata nel concetto di sussidiarietà.

III - La terza conquista riguarda l'intuizione "profetica" di Inter Mirifica nel riconoscere la dimensione sociale della comunicazione. Il documento non parla di mezzi di comunicazione né di strumenti di disseminazione o di diffusione, al contrario di quanto suggerito dalle precedenti bozze del documento. La scelta di non includere nessun riferimento specifico a questi aspetti ha contribuito a dare rilevanza al fatto che la comunicazione non ha solo una funzione tecnica, bensì comprende le più varie forme di espressione dell'uomo, a livello artistico, nel ballo, nella musica, ecc. L'insistenza sulla dimensione sociale ci ricorda che la comunicazione non è solo una realtà di transazione di informazioni, ma è una realtà relazionale che serve per creare comunità e rafforzare i legami tra le persone. Ho scelto di parlare di "intuizione profetica" in quanto è chiaro che l'espressione "comunicazioni sociali" ha anticipato la svolta nella cultura della comunicazione moderna dell'affermazione dei social media, con l'emergere di uno stile comunicativo più informale e maggiormente radicato nella comunità.

L'eredità del documento Inter Mirifica – la consolidazione delle conquiste

I - Relativamente alla priorità tematica a cui si è precedentemente accennato come "conquista" di Inter Mirifica, con riferimento all'esistenza di un documento conciliare sulla comunicazione sociale, l'importanza intramontabile di quest'ultima nella Chiesa è testimoniata dallo sviluppo del pensiero di Inter Mirifica nei successivi documenti papali (v. Communio et Progressio, 1971, Aetatis Novae, 1992 e Il Rapido Sviluppo, 2005), oltre che nei vari discorsi dei papi nel contesto dei diversi congressi, assemblee plenarie del PCCS, ecc. L'argomento è stato trattato anche nelle varie tematiche parallele alla comunicazione quali l'etica e la formazione, nei documenti redatti dal PCCS. Inoltre, l'eredità di Inter Mirifica è sempre presente e rimane attuale nei messaggi del Papa in occasione delle Giornate Mondiali della Comunicazione, che negli ultimi cinque anni hanno trattato in modo particolare della nuova cultura digitale. Il Pontificio Consiglio sta valutando l'opportunità di redigere un documento che contempli la centralità della tematica della comunicazione: sebbene tale intento non sia semplice in un contesto in continuo mutamento, si sente sempre più la necessità di arrivare a questo consolidamento.

Oltre ai documenti che trattano delle tematiche della comunicazione, spesso nei testi ecclesiali più importanti vi sono paragrafi che parlano di tali argomenti. Da ciò si evince quanto la comunicazione sia parte integrante della vita della Chiesa: purtroppo viene presa troppo spesso per scontata, mentre dovrebbe ricevere un'attenzione maggiore. L'Esortazione Apostolica post-sinodale Verbum Domini, "Parola di Dio", del 2010, ha solo un paragrafo (n. 113) che fa riferimento alla comunicazione, sebbene in termini assai limitati. Tuttavia, se si presta attenzione ai capitoli delle altre sezioni del documento, si leggono titoli quali "Il Dio che parla", "La risposta dell'uomo al Dio che parla" ecc., che sottolineano il valore essenziale della comunicazione nella vita della Chiesa.

Un'altra questione importante è l'inserimento dello studio delle tematiche della comunicazione nella formazione didattica dei sacerdoti. Ciò che può sembrare un argomento minore in un curriculum con numerose materie, dovrebbe invece esser visto nell'ottica più ampia della finalità stessa della formazione, in quanto la comunicazione tocca ogni dimensione delle attività di un sacerdote.

II- Per quanto riguarda l'eredità strutturale di Inter Mirifica, è da notare che la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali rappresenta un aspetto concreto e visibile che dà importanza alla comunicazione nella vita della Chiesa. La celebrazione della GMCS ha una forma e rilevanza diverse a seconda dei paesi in cui ha luogo e in alcuni di essi riceve un'attenzione maggiore rispetto ad altri. In alcuni paesi, ad esempio, rappresenta un'occasione per promuovere il messaggio del Papa, in altri un'opportunità di dialogo con i media e giornalisti, e in altri ancora come un evento di raccolta fondi per le attività di comunicazione delle diocesi locali. Negli ultimi due anni il PCCS ha creato un 'microsito' dove vengono elencate tutte le iniziative internazionali di questo tipo. Lo scopo è di stimolare un maggiore interesse e iniziative sempre più creative.

Il PCCS rappresenta l'evoluzione dell'idea di Inter Mirifica di predisporre un ufficio curiale della comunicazione. Rimane un ente visibile e attivo. Lascerei ad altri un giudizio più sviluppato del funzionamento dell'ufficio. Nemo judex in causa sua. Altro elemento importante è la presenza di uffici di diocesi e conferenze episcopali in tutto il mondo. E' significativo il fatto che anche questi enti, a livello sia locale sia nazionale, vantano ricche attività a livello comunicativo, basti notare il crescente numero di siti internet, canali radio, giornali e di persone impegnate professionalmente in questo ambito, che sono delle risorse molto importanti per la Chiesa. Lascio lo sviluppo di questi argomenti alle testimonianze che seguiranno.

Vorrei invece dare attenzione al lavoro importantissimo dei vari enti responsabili della comunicazione a livello continentale. Non pretendo di essere esaustivo ma vorrei citare alcuni iniziative come esempio di queste realtà:

- il CELAM: la Conferenza Episcopale Latino-Americana dispone di un ufficio molto ben strutturato e attivo che insieme al PCCS, sta organizzando una serie di seminari per la formazione dei vescovi nel campo della comunicazione. La speranza è che entro un anno il 40 % dei vescovi dell'area del CELAM abbia partecipato ad un tale seminario;

- Episcopo.net: sviluppato dal CELAM in collaborazione con il PCCS, è una piattaforma di comunicazione digitale il cui scopo è di facilitare la comunicazione attraverso la rete tra le diverse realtà delle diocesi ed enti ecclesiastici dell'America Latina, prestando attenzione alle specifiche esigenze;

- RIIAL: il CELAM appoggia insieme al PCCS il progetto della Rete Informatica della Chiesa in America Latina, la cui missione è di supportare la formazione tecnica degli agenti pastorali e di diffondere il messaggio evangelico nell'ambito della cultura digitale fino alle periferie. Il lavoro della RIIAL viene coordinato tramite una serie di incontri virtuali e presenziali a diversi livelli, sia in ambito locale che continentale.

- CCEE: il Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa promuove la comunicazione tramite una serie di incontri e conferenze virtuali mirati alla considerazione di questioni di attualità che interessano l'evangelizzazione in ambito europeo. In particolare:

- sponsorizza una riunione annuale a livello europeo dei rappresentanti nazionali della comunicazione;

- ogni quattro anni organizza dei convegni sulla comunicazione a livello europeo, per un'analisi più dettagliata delle tematiche di maggiore rilievo;

- ha creato EuroCathInfo.eu, il portale informativo istituzionale delle conferenze episcopali europee, per condividere il lavoro di quest'ultime.

- FABC: la Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche dispone di un ufficio per le comunicazioni sociali che si occupa di:

- organizzare riunioni annuali dei vescovi responsabili della comunicazione insieme ai responsabili esecutivi;

- promuovere la ricerca e gli studi sulla Chiesa e la comunicazione sociale in collaborazione con l'Asian Research Centre for Religion and Social Communicazions.

- USCCB: la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha un dipartimento della comunicazione molto attivo che si occupa di:

- promuovere insieme all'Università Santa Clara e al PCCS un seminario annuale sul tema del dialogo tra comunicazione e teologia;

- organizzare, nel 2014, una riunione insieme al CELAM e alla Conferenza Episcopale del Canada (CCCB) per analizzare le tematiche della comunicazione.

- SECAM: il Simposio delle Conferenze Episcopali dell'Africa e Madagascar vanta numerose attività sia a livello delle diocesi sia a livello nazionale; purtroppo, nonostante vi sia una notevole quantità di iniziative in Africa, il comitato istituzionale delle comunicazioni sociali del SECAM (CEPACS) è inattivo da qualche anno.

- E' da registrare infine la presenza di attività e iniziative molto importanti nell'ambito della comunicazione da parte delle conferenze episcopali dell'Europa dell'Est, dell'Oceania e del Medio Oriente.

E' importante capire che tali strutture gerarchiche hanno senza dubbio una notevole importanza per la comunicazione nella Chiesa. La sfida che il PCCS si pone è di costruire una rete che permetta la condivisione e la collaborazione tra queste realtà internazionali. In questo contesto il PCCS sta cercando di proporsi come un punto di incontro e come perno di questa rete al fine di facilitare i contatti tra i vari enti. Le attività del Consiglio, i congressi organizzati, le visite ad limina e la presenza del Consiglio in varie riunioni nazionali e internazionali mira a sviluppare questo ambito di connettività e di condivisione. In questa ottica è da considerare il senso delle seguenti reti-hub di cui è responsabile il PCCS:

- PCCS.va: il sito è una finestra di presentazione, con informazioni sul Pontificio Consiglio. Rappresenta un punto d'incontro per i comunicatori cattolici che possono trovare sul sito informazioni su attività, eventi e notizie varie sulle iniziative che le chiese locali svolgono nel campo dei media. il sito viene aggiornato, nelle diverse lingue, quasi giornalmente con "news su Chiesa e comunicazione";

- Intermirifica.net: è una 'directory' multimediale online che fornisce informazioni e contatti sulle organizzazioni cattoliche presenti nell'ambito della comunicazione. Creato nel 2009, si è evoluto in una piattaforma web che mira a incoraggiare il networking e la comunicazione tra le persone e gli enti cattolici che attuano progetti di comunicazione nel mondo. Intermirifica.net è un wiki, di conseguenza gli utenti registrati possono costruire e migliorare questo database. La grande sfida per questo progetto è di espandere il suo servizio coinvolgendo sempre più i numerosi comunicatori cattolici;

- .catholic: il progetto riguarda l'introduzione del dominio ".catholic" nella rete internet, nei caratteri latini, cinesi, arabi e cirillici. Lo scopo è di salvaguardare l'autenticità, la riconoscibilità e la presenza digitale della Chiesa Cattolica nell'attuale piazza multimediale globale. L'attuazione del progetto permetterà quindi a diocesi, parrocchie e istituti cattolici sparsi in tutto il mondo di avere una collocazione all'interno di un unico dominio di primo livello, il ".catholic". Il progetto riguarda esclusivamente gli enti istituzionali appartenenti alla Chiesa Cattolica. Risulta evidente il grandissimo potenziale pastorale del progetto che, per la prima volta, riunirà le principali componenti del mondo cattolico in un'unica aggregazione, universalmente riconoscibile nel mondo Internet. Il dominio .catholic, infatti, offrirà la possibilità agli utenti della rete di trovare con maggiore facilità i siti degli enti appartenenti alla Chiesa Cattolica nei motori di ricerca; allo stesso tempo, permetterà una maggiore affidabilità dei contenuti a vantaggio di quanti cerchino informazioni riguardo alla fede cattolica. In ultima analisi, il nuovo dominio potrebbe comportare una maggiore integrazione della comunicazione tra le diverse diocesi e parrocchie del mondo, offrendo una piattaforma tecnologica consolidata per facilitare lo scambio di risorse ed esperienze, al fine di superare qualsiasi divario digitale della Chiesa.

III – Per quanto riguarda la componente sociale del Decreto Inter Mirifica, anche se i padri del Concilio avessero incluso un'analisi di questo aspetto, non avrebbero mai potuto prevedere la profonda rivoluzione nei paradigmi della comunicazione che ha caratterizzato l'ultimo decennio a seguito dell'emergere dei nuovi media. Pertanto, un'aderenza ai principii stessi di Inter Mirifica richiede un'acuta attenzione a tale trasformazione nonché la definizione di una nuova politica comunicativa per la comunità ecclesiale. A questo proposito, vorrei sottolineare tre punti particolarmente degni di nota:

1. i professionisti della comunicazione che sono abituati a lavorare con i "mezzi tradizionali" (stampa, radio, televisione) devono ripensare la propria attività cercando di interpretare le nuove sfide poste dal cambiamento di mentalità legato all'evolversi dei social media. Non è infatti sufficiente mettere online gli stessi contenuti, ma è necessario comprendere e adottare nuovi modelli di linguaggio. La sfida principale può essere identificata nella "convergenza" dell'informazione in virtù dei nuovi strumenti di comunicazione, delle nuove tecnologie e dell'utilizzo dello spazio digitale;

2. è importante evitare di cadere in una mentalità di tipo strumentale: la questione che ci dobbiamo porre oggi non consiste nella modalità di utilizzo dei mezzi di comunicazione con lo scopo di evangelizzare, bensì nel modo in cui dobbiamo porci per essere una presenza evangelizzatrice nello spazio di condivisione e di connettività creato dai social media;

3. è fondamentale riconoscere che i nuovi social networks sono ormai una realtà esistenziale considerevole nella vita di tante persone di oggi. Il digitale è reale ed è anche lì che noi dobbiamo essere presenti. Il digitale, però, è un ambiente diversa e quindi con paradigmi di comunicazione e interazione differenti, per cui siamo obbligati a ripensare il nostro modo di essere presenti, dobbiamo partecipare attivamente al processo di inculturazione nel continente digitale.

Sono queste le idee che hanno guidato la politica del PCCS nel tentativo di favorire una presenza sempre più forte della Chiesa nel campo digitale. Il Pontificio Consiglio si è impegnato in collaborazione con altri nelle seguenti iniziative nell'ambito dei social media:

- La presenza del Papa su Twitter: l'attivazione del profilo @pontifex può essere vista come la punta di quell'iceberg che è la presenza della Chiesa nel mondo dei social networks. La Chiesa è presente in maniera abbondante in questo ambiente grazie ad una vasta gamma di iniziative, dai siti internet ufficiali di varie istituzioni e comunità, ai siti personali, blogs e micro-blogs di personalità del mondo ecclesiale e dei singoli credenti. La presenza del Papa su Twitter è in definitiva un appoggio allo sforzo di questi pionieri di assicurare che la Buona Notizia di Gesù Cristo e l'insegnamento della sua Chiesa possano permeare quel luogo pubblico di scambio e di dialogo che è emerso con i social media. La presenza del Papa online vuole essere altresì un invito a tutte le istituzioni ecclesiali e ai credenti presenti all'interno del "continente digitale" a porre attenzione allo sviluppo del proprio profilo sui social networks, affinché sia coerente con le proprie convinzioni. I "tweets" del Papa sono accessibili a credenti e non credenti al fine di condividere, discutere e incoraggiare il dialogo. E' auspicabile che i brevi messaggi del Papa incoraggino domande tra la gente di diversi paesi, lingue e culture. Queste domande potranno a loro volta essere accolte e affrontate dai credenti e dai responsabili delle Chiese locali, che si troveranno in una posizione privilegiata per misurarsi con esse e per essere vicini a quanti si pongono interrogativi.

Parte della sfida per la Chiesa nel mondo dei social networks è di stabilire una presenza ramificata, capillare, che possa effettivamente misurarsi con i dibattiti, le discussioni e i dialoghi che vengono veicolati dai social media: questi ultimi in particolare presentano un ambiente di dialogo che richiede repliche dirette, personali e puntuali, un tipo di linguaggio non facilmente gestibile da parte di istituzioni centralizzate. Per di più, una tale presenza ramificata e capillare riflette la verità della Chiesa come comunità di comunità, che è viva sia sul piano locale sia su quello universale. La presenza del Papa su Twitter rappresenta l'espressione di una voce della Chiesa unita e di guida, ma costituisce anche un invito continuo a tutti i credenti ad esprimere la propria visione, a coinvolgere i propri "followers" e "amici" per condividere con loro la speranza di un Vangelo che parla dell'amore incondizionato di Dio per ogni uomo e donna.

- News.va: nell'ottica di dare un profilo più interattivo alla comunità ecclesiale nella rete e di appoggiare i credenti attivi nei social media e i bloggers cattolici che desiderano rendere presente la Chiesa nell'ambito dei social networks, è stato ideato il portale News.va; lo scopo fondamentale è di fornire a questi ultimi contenuto evangelico facilmente condivisibile. News.va è un portale aggregatore del contenuto di tutti i media tradizionali del Vaticano, dalla radio, al giornale, alla televisione, progettato appositamente per rispondere alle esigenze della nuova realtà digitale e delle reti sociali. Lo scopo di News.va è di riportare in un unico sito i contenuti dei singoli media vaticani e di dare risalto alle ultime notizie da questi selezionate. Tale convergenza contribuisce a facilitare la consultazione, la condivisione e quindi la diffusione delle notizie relative al Papa e al Vaticano, attualmente pubblicate in una vasta varietà di siti web.


(di Paul Thige)

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