Chiesa e Comunicazione

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - 60 anni fa, il 15 agosto 1954, la Radio Vaticana fu testimone di un avvenimento che avrebbe rivoluzionato le abitudini domenicali dei Papi da lì in avanti. A mezzogiorno, per la prima volta, Pio XII recitava pubblicamente l’Angelus da Castel Gandolfo dai microfoni dell’emittente vaticana. La novità piacque a Papa Pacelli che, dopo la pausa estiva, cominciò a recitare ogni domenica l’Angelus davanti alla folla che da quel momento imparò a radunarsi sotto quella che sarebbe divenuta la finestra più famosa del mondo, quella dello studio privato del Pontefice, nel Palazzo Apostolico.

A ricordare questo anniversario è il sito ufficiale della Causa di canonizzazione di Pio XII (papapioxii.it), sulla cui pagina viene pubblicato l’audio originale di quel primo Angelus, fornito dalla Radio Vaticana, che ha digitalizzato l’archivio sonoro dei Papi. “L’augurio, e la preghiera – è l’auspicio dei curatori del sito – è che possa riprendersi questa bella abitudine di preghiera giornaliera – che, a metà della nostra giornata, ci aiuta ad orientare i nostri passi, qualora ci siamo per un attimo persi, sentendo, tra l’altro, il sostegno di tutti i nostri fratelli nella fede che, alla stessa ora, si fermano come noi per un veloce pensiero alla Vergine Maria. Può essere bello pensare che a quell’ora anche il lavoro del Papa, nelle sue stanze, si ferma; e allora possiamo unirci a lui, e pregare per le sue intenzioni, che sono quelle di tutta la Chiesa”. (A.D.C.)

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Roma (Avvenire.it) - La voce dei Papi è un tesoro per la Radio Vaticana. Spetta infatti all’emittente “custodire e gestire le voci dei Papi, tutelandone il carattere pastorale nell’uso da parte di terzi e i diritti di proprietà intellettuale». Un archivio che contiene fino ad oggi 23.207 avvenimenti documentati attraverso oltre 37.000 file. Ora grazie alla digitalizzazione di 8.000 nastri sarà migliorata la conservazione e la fruibilità di una fetta consistente di questo tesoro.

«L'archivio sonoro è fondamentale - ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ma anche direttore generale di Radio Vaticana, presentando l’iniziativa - perché ci consente nel tempo di riascoltare i discorsi del Papa» anche relativi a quegli anni nei quali «non c'era la cultura di pubblicare quello che il Papa aveva effettivamente detto». Si pubblicavano i discorsi previsti e quindi le parole dette a braccio e i discorsi improvvisati non venivano trascritti. «Non era una questione di censura ma di una cultura che è poi cambiata nel tempo», ha spiegato Lombardi.

Alla conferenza stampa era presente anche il cardinal Giovanni Battista Re che ha parlato «della grande intelligenza di Papa Roncalli, rimasto nel cuore della gente per la sua bontà, determinata dal suo essere felice» e della grande intensità di preghiera di Papa Wojtyla, «un mistico - ha detto - con i piedi sulla terra». Il giornalista Gian Franco Svidercoschi ha ricordato di Giovanni Paolo II la forza della voce da «quando urlava ad Agrigento contro la mafia o in Nicaragua dove i sandinisti gli avevano tolto il microfono» fino al momento in cui «non è riuscito a parlare e forse quelli è stato il suo 'discorsò più bello». Ancora Padre Lombardi: «La voce dei Papi è il tesoro della Radio Vaticana, corrisponde alla sua missione, che è proprio quella di diffondere e anche conservare la loro voce, come nell’occasione di queste due Canonizzazioni, facendo vedere come le voci dei Papi, di cui adesso viene proclamata la santità, siano a disposizione per coloro che vogliano risentire anche il tono originale della loro personalità e del loro servizio alla Chiesa, attraverso la loro viva voce».

Tra i momenti più importanti salvati da questo progetto ci sono lapertura del Concilio Vaticano II di Giovanni XXIII, il saluto di Giovanni Paolo II ai "chiassosi" ragazzi a Tor Vergata, l'appello di Pio XII per la pace poco prima lo scoppio della seconda guerra mondiale. E ancora: la voce timida di Giovanni Paolo I, la richiesta accorata per Aldo Moro di Paolo VI, le ultime parole a Castel Gandolfo di Benedetto XVI («ora sono solo un pellegrino»). Infine il primo Angelus di Francesco con il suo caloroso e inaspettato «buon pranzo».

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - La Radio Vaticana annuncia il completamento della digitalizzazione dell’archivio sonoro pontificio, da Pio XI - che fondò l'emittente nel 1931 - a Papa Francesco. L’iniziativa, intitolata “La voce dei Papi” sarà presentata alla stampa martedì 1° aprile presso la Sede della nostra emittente, alla presenza del card. Giovan Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi e presidente emerito della Pontificia Commissione per l’America Latina. Il servizio di Stefano Leszczynski: RealAudioMP3

Un patrimonio storico e documentale di inestimabile valore quello che la Radio Vaticana custodisce dal 1931, anno della sua nascita. Le voci dei Papi da Pio XI a Giovanni Paolo II, fino a Benedetto XVI e Papa Francesco sono raccolte in un archivio sonoro gestito dall’emittente pontificia, che tra i propri compiti annovera anche un preciso mandato istituzionale al fine di salvaguardarne il carattere pastorale e tutelarne i diritti di proprietà intellettuale.

La digitalizzazione dell’archivio, che si inserisce nell’evento di Canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II il prossimo 27 aprile, consentirà la conservazione del materiale sonoro, la cui integrità potrebbe essere messa a rischio dall’usura dei supporti di archiviazione e, al contempo, permetterà di archiviare le informazioni audio e di testo in maniera molto più efficiente e razionale. Il nuovo supporto digitale garantirà, inoltre, una più agevole fruizione dei contenuti da parte degli operatori dell’informazione e degli studiosi.

L’annuncio è stato dato da padre Federico Lombardi, direttore generale della Radio Vaticana, che ha sottolineato l’impegno profuso della Direzione tecnica. La digitalizzazione ha riguardato il contenuto degli oltre 8.000 nastri e supporti originali con la registrazione delle attività dei Papi, un’operazione che è stata resa possibile grazie al coinvolgimento di Banca Intesa Russia e con il supporto di Confartigianato Persone.



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Roma (Radio Speaker) -  “Life is a great opportunity and you have to grab it and everything you have in your life” (Michael Gannon)

Un giovane irlandese, Michael Gannon, studente di comunicazione affetto dalla sindrome di down, ha svolto il mese scorso un mini stage giornalistico di due settimane per la redazione in lingua inglese di Radio Vaticana, primo stagista con disabilità che varca la “porta radiofonica di San Pietro”.

Michael non è solo un’aspirante giornalista radiofonico, ma è, in primo luogo, un ragazzo fortemente concreto, determinato ed attivo che, nel suo breve percorso di vita, ha lavorato anche come reporter per l’azienda radio televisiva irlandese Rte One e ha pubblicato già un libro dal titolo “Straight up- no sugar” con l’intenzione di sfornarne uno nuovo presto.

Il giovane è già stato ospite di Radio Vaticana nell'ambito del progetto europeo “Think different, Think Europe” sulla cittadinanza attiva a maggio dello scorso anno e in tale occasione il ragazzo chiese ed ha ottenuto la possibilità di vivere un'esperienza lavorativa nella radio.

Tra l’altro il responsabile dei programmi in lingua inglese, Sean Patrick Lovett, ha sottolineato in riferimento allo stage appena svolto: “Si è trattato di un’esperienza importante per noi, perché ci ha costretto a vedere la realtà attraverso una nuova prospettiva; abbiamo infatti dovuto adattarci ai ritmi di Michael e vivere le cose attraverso i suoi occhi, non prendendo quindi nulla per scontato e riscoprendo la meraviglia delle piccole cose, della nostra vita e del nostro lavoro quotidiano, che spesso nella frenesia di ogni giorno ci sfuggono. Il suo entusiasmo, la sua allegria e la sua curiosità sono stati fonte di ispirazione per recuperare lo stesso spirito nei confronti del nostro lavoro che un po’ nel tempo si perde”.

La sua presentazione in radio è fortissima, aiuta ad allargare gli orizzonti e può essere ascoltata direttamente dal sito di Radio Vaticana: http://media01.radiovaticana.va/audiomp3/00409241.MP3.

Queste le sue parole registrate in lingua inglese sulla sua breve esperienza radiofonica : “I have just started in Vatican radio this morning. What I found most interesting is to work in radio and what it means to work with a team. I have had a tour around the radio station and seen different places and how radio works. I was also introduced to different people who work in different stages in radio. My work friends with me are very nice to be with they are wonderful to work with, they can be very funny and lot of humour as well. I hope in my two weeks here in Rome to get to know them very well like making lots of new friends here. My first impression of Vatican Radio when I arrived this morning was that I wanted to work with Sean Patrick and his team. Because they all work together with me and the way that I work I like to talk to people and show them what I can do. In my two weeks in Rome I will show them my experience and also give them something that they never knew they had: the best gift of all.”


I “sogni son desideri di felicità” che possono essere conquistati con impegno e dedizione e questa storia ci ricorda quanto sia importante essere motivati e perseveranti. Tra i vari “sogni” realizzati da Michael a Roma rientra anche l’incontro con Papa Francesco promosso dalla stessa Radio Vaticana.

Anna Contardi, coordinatrice nazionale AIPD, che ha seguito lo stage del giovane racconta che è stato: “un segno concreto di come l’incontro diretto con le persone con sindrome di Down possa far cadere molti pregiudizi e scoprire persone che hanno interessi e capacità diverse, spesso al di sopra delle nostre aspettative”.

Per questa bella storia di formazione e lavoro possiamo concludere con questo video-intervista su Michael Gannon che ci aiuta a scoprire meglio la sua entusiasmante avventura radiofonica, ma anche il suo pensiero https://www.youtube.com/watch?v=RLH1ieM2y3w

di Nicoletta Zampano

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Ricorre oggi la Giornata mondiale della Radio, promossa dall'Unesco. Quest'anno l'evento punta l'attenzione sulle donne. In continua evoluzione, la radio resta anche oggi il mezzo che riesce a raggiunge il pubblico più vasto a livello mondiale. Da qui il suo ruolo cruciale nella promozione delle comunità e delle persone favorendo l'accesso all'informazione, la libertà di espressione e le pari opportunità. Al microfono di Adriana Masotti, Alessandra Scaglioni, caporedattore di Radio 24 parla così dell'importanza di questo strumento di comunicazione: RealAudioMP3

 
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Citta' del Vaticano (Radio Vaticana) La Radio Vaticana ha festeggiato ieri i 75 anni del suo programma in lingua polacca con una Santa Messa presieduta da mons. Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. La sezione polacca della Radio Vaticana è nata in un periodo storico particolarmente drammatico per la Polonia, che dal 1939 con l'occupazione nazista al 1989 con la caduta del Muro di Berlino, ha vissuto 50 anni di oppressione dittatoriale. Stefano Leszczynski ha intervistato per l'occasione padre Tadeusz Cieslak della sezione polacca della nostra emittente:

R. - L'intuizione di Papa Pio XI, di avere uno strumento di comunicazione, si può dire che è stata "geniale": uno strumento come quello della radio, che non parla solo in latino ed in italiano ma anche in varie lingue europee. Un anno dopo, proprio questo strumento è servito tantissimo per comunicare il messaggio del Papa: un messaggio di pace per tutto il mondo "immerso" nella guerra. Preso atto che la Polonia è stato il primo Paese coinvolto nella Seconda guerra mondiale, fu molto importante trasmettere queste parole della speranza cristiana.

D. - Il programma polacco raggiunge un momento storico importantissimo con l'elezione di Giovanni Paolo II e tutto il suo lungo Pontificato. Si può dire che la sezione polacca della Radio Vaticana diventa un po' la protagonista di questo lungo periodo storico...

R. - E' stato proprio così. Fu molto importante proprio nel momento in cui Karol Wojtyla è diventato Papa e poi con tutta la sua missione "abbondante", piena di viaggi e di messaggi. La sua presenza in tutto il mondo, nel momento in cui la Polonia era di nuovo oppressa dallo stato di guerra, si è ripetuta la missione di portare speranza alla gente che si sentiva oppressa, imprigionata nel proprio Paese.

D. - Come cambia la missione della sezione polacca oggi?

R. - Il primo cambiamento è avvenuto proprio nel 1990, quando i nostri programmi sono andati in onda non solo attraverso le onde corte ma anche sulle onde del primo programma della Radio statale polacca. Così, la presenza "diretta" della voce del Vaticano è stata il primo cambiamento. Poi bisognava adattare anche il linguaggio, adattarsi un po' alle situazioni tecniche e con modalità tecniche adeguate alla trasmissione in Polonia. Noi serviamo un po' come punto di informazione vaticana molto "pratica" per alcuni aspetti.

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Essere messaggeri di Dio, vicini all'uomo di oggi, portando Dio. E' questa in sintesi l'esortazione espressa da mons. Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, nell'omelia per la Festa del Patrono della Radio Vaticana, San Gabriele Arcangelo. La Messa è stata celebrata sabato scorso nella Cappella dell'Annunciazione a Palazzo Pio e seguita dalla cerimonia di conferimento delle onorificenze che quest'anno sono state date a 4 donne, dipendenti della nostra emittente. Il servizio di Debora Donnini: RealAudioMP3

E' l'Angelo, servitore e messaggero, che vede sempre il Padre faccia a faccia, la figura che mons. Claudio Maria Celli invita a guardare. C'è bisogno di una ricca professionalità, ricorda, ma per coloro che lavorano nella comunicazione, alla Radio Vaticana, si tratta "non solamente di una professione", ma di vocazione. "Siamo chiamati ad essere servitori e messaggeri di Dio" ma per questo è necessario "un cammino personale molto più profondo":

"Non posso essere solamente un 'tecnico della comunicazione'. In un certo senso, ciò che nasce dal mio cuore e si traduce con quella presenza sulle onde radiofoniche esige che, da parte mia, ci sia sempre di più questo contemplare il volto del Padre. Il che vuol dire quasi che il nostro lavoro, il nostro cammino professionale esige una contemplazione più profonda, più ricca del mistero di Dio nella nostra vita".

Il riferimento centrale dell'omelia di mons. Celli è all'ecclesiologia che Papa Francesco invita a riscoprire, ad esempio nell'intervista alla Civiltà Cattolica o in Brasile specialmente nel discorso ai vescovi: una Chiesa che è quasi un ospedale, una Chiesa che "condivide", "cammina accanto". E l'esortazione di mons. Celli è a fare risaltare questo dalle "nostre trasmissioni": "come Radio del Papa", dice, "ci troviamo ad esprimere – e dovremo esprimere sempre di più – questa vicinanza all'uomo di oggi", che come non mai "sperimenta una solitudine profonda":

"Ecco, io credo che il nostro servizio debba essere proprio in questa linea di vicinanza all'uomo, di camminare accanto all'uomo, di condividere la sua storia, di condividere le sue ansie, i suoi momenti di dubbio, i suoi momenti di oscurità, essere accanto, condividendo, ma cercando di portare questa dimensione, questa prospettiva di un amore che ama, di un amore profondo, di un Dio che ama profondamente e appassionatamente l'uomo".

L'ispiratrice deve essere Maria, Lei che "ci sostiene", "consola" e, conclude mons. Celli, insegna ad accogliere la Parola e portarla al mondo di oggi.

Al termine della Messa, nella Sala Marconi della nostra emittente, sono state consegnate le onorificenze. A riceverle quest'anno sono state due donne appartenenti alla Direzione Tecnica, Laurenzia Savi e Carla Caprini, e due donne del Settore Programmi che comprende 39 redazioni linguistiche, Juliet Genevieve Christopher della redazione indiana e Cecilia Avolio de Malak della redazione di lingua spagnola. Durante la cerimonia, il direttore dei Programmi, padre Andrzej Koprowski ha sottolineato come la Radio Vaticana sia una vera radio multimediale che lavora per adattare il messaggio del Papa, il contenuto del linguaggio cristiano, alla cultura dei diversi continenti. "Da più di 80 anni al servizio del ministero petrino, la Radio Vaticana - afferma padre Koprowski - è diventata un ambiente attento al suo ruolo di 'ponte' tra la Santa Sede, la dimensione universale della Chiesa e le società e le Chiese particolari, con la loro specifica cultura nei diversi continenti".

Infine il direttore generale, padre Federico Lombardi, ha voluto salutare padre Lech Rynkiewicz, responsabile dell'Ufficio Promozione, che oggi conclude il suo servizio presso la Radio Vaticana. Padre Lombardi lo ha ringraziato ricordando i vari incarichi svolti negli anni, fin dal 1980, e come sia uno dei due padri gesuiti più anziani per servizio alla Radio. In conclusione è stato presentato il nuovo quadro della Sala Marconi, che raffigura i Papi che si sono succeduti dalla nascita della Radio Vaticana, nel 1931, fino a Papa Francesco, che figura in primo piano. L'artista, Daniela Longo, è autrice di diverse medaglie e francobolli vaticani. Il dipinto sostituisce il precedente del nostro compianto collega Irio Fantini, che sarà spostato in un'altra parte della Radio.

 

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Venerdì, 28 Giugno 2013 00:00

Lancio dell'Edizione "Tablet" di NEWS.VA

Città del Vaticano (PCCS) - In occasione del secondo anniversario del lancio del NEWS.VA - il nucleo centrale dei servizi media vaticani- il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali inaugura oggi un'edizione "tablet" speciale del www.news.va per gli utilizzatori di iPad. Il nuovo sito carica automaticamente quando si sfoglia l'iPad, fornendo un modo completamente diverso di leggere e sperimentare i contenuti del NEWS.VA mediante tocchi e movimenti delle dita sul tablet.

Non è necessario scaricare l'applicazione.

L'aspetto e la sensazione (che si ha) è molto simile a leggere una rivista e sfogliarne le pagine.

Il contenuto del NEWS.VA è stato adattato per presentarlo con il suo aspetto completamente rinnovato che semplifica la navigazione e permette un veloce accesso per leggere le news, creare un nuovo tipo di utilizzo che risulta più confortevole, dinamico e interattivo.

Questa nuova caratteristica, accessibile per gli utilizzatori di iPad, è parte di una serie di miglioramenti, aggiornamenti e nuove funzionalità in programma per NEWS.VA e la sua versione mobile chiamata "The Pope App", ( per i dispositivi iPhone, iPad e Android).

Lo scopo è di portare insieme il contenuto prodotto dai servizi dei media vaticani e rappresentarlo nel migliore modo possibile, adattandolo ad ogni nuova tecnologia. Ogni tuo suggerimento è più che gradito ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) .

News.Va è un servizio dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, in collaborazione con gli uffici media della Santa Sede, che comprende Agenzia Fides, L'Osservatore Romano, la Sala Stampa Vaticana, la Radio Vaticana, il Centro Televisivo Vaticano e l'Ufficio Internet della Santa Sede. NEWS.VA è uno strumento di evangelizzazione al servizio del Ministero Papale e concepito come uno strumento per tutti.

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Dibattere insieme, aprirsi al confronto per poter leggere meglio i segni dei tempi. È uno dei compiti più importanti per chi testimonia la propria fede cristiana oggi, e lo è anche in Rete. Proprio dall'esperienza di un blog collettivo, "VinoNuovo.it", è nata la tavola rotonda "Libero dialogo nella Chiesa. Oggi si può?", che si è svolta alla Radio Vaticana. L'ha seguita Davide Maggiore: RealAudioMP3 

Vivere il Vangelo cercando nel dialogo ciò che abbiamo in comune. Lo sforzo del cristiano, ancora di più se lavora nella comunicazione, è lo stesso, oggi come ieri. Per fare questo, attualmente, Internet non è solo uno strumento tra i tanti. Secondo padre Francesco Occhetta, scrittore della rivista Civiltà Cattolica, la Rete evidenzia soprattutto un dato:

"Viviamo una navigazione. La navigazione è molto più complessa del cammino, perché bisogna calcolare i venti, bisogna avere una meta, una bussola. Se la bussola si spacca o si perde è quasi la fine. Dobbiamo aiutarci in questo".

Come accade durante ogni navigazione, ci sono dei punti di riferimento, prosegue padre Occhetta:

"C'è una stella polare, che guida nel mare, in mezzo alle tempeste, che per noi è il Vangelo e la vita di Cristo. Ci sono dei principi, c'è un'Incarnazione, c'è la possibilità di aprire nel mare delle strade. Questo è ciò che stiamo tentando di fare, quello che sta tentando di fare anche 'Vino Nuovo'. Dobbiamo stare insieme, dobbiamo fare rete, dobbiamo offrire questa testimonianza, perché altri possano interloquire".

In questo contesto, è importante imparare a parlare il linguaggio della Rete. Lo sottolinea Jesus Colina, direttore editoriale del network "Aleteia.org":

"Abbiamo una ricchezza: un messaggio stupendo, straordinario. Abbiamo la più grande comunità esistente in Internet: di un miliardo e 200 milioni di battezzati, più di 450 milioni sono in Rete, sono collegati ad Internet. La sfida è veramente quella di parlare il linguaggio di Internet, che ha le sue regole, le sue caratteristiche tecniche, ma soprattutto è una questione di atteggiamento. Internet, come il cristianesimo, deve essere un luogo di incontro. Se noi impariamo il linguaggio digitale, daremo a più persone la possibilità di trovare in Internet un primo luogo di incontro, per poi scoprire la comunità, la Chiesa. Non dobbiamo restare chiusi al mondo virtuale, ma passare anche al mondo reale".

Il dialogo è quindi innanzitutto dialogo tra persone, che mettono in comune le proprie esperienze, qualunque sia il mezzo attraverso cui ciò avviene. A sottolineare le affinità è Gilberto Borghi, insegnante di religione e scrittore, tra gli autori di "Vinonuovo.it":

"La sensazione di fondo che ho è che abbiano in comune intanto la mia fede, nel senso che, ovviamente, sono tipi di dialogo che nascono tutti dall'esperienza di fede che io ho. Credo ci sia anche, però, il tentativo di imparare a usare meglio gli strumenti della comunicazione, a tutti i livelli. Quindi, sono dialoghi che in qualche modo s'intersecano, legati alla necessità di trovare un modo di comunicare, che oggi funzioni con tutte le persone".

Un'altra, fondamentale analogia sta nel principio che, per il cristiano, guida il dialogo. Ancora Jesus Colina:

"Il comandamento del cristiano è il comandamento dell'amore, è la nostra grande rivoluzione: amare il 'nemico' in comunicazione è dare sempre spazio al dialogo, anche se non sono d'accordo con lui. Se lui sente che io lo amo, lui sarà aperto. Se io lo condanno, il dialogo è finito".

Il dialogo, infine, porta frutti anche perché riesce ad arricchire entrambi gli interlocutori. Gliberto Borghi descrive così l'esperienza vissuta grazie agli alunni delle sue classi:

"Il valore del dialogo sta nel fatto che sono io a imparare: sono io a imparare davvero modi di leggere la fede, di viverla, che sono molto reali, molto concreti, perché in realtà nascono dalla vita, dalla pelle, dal cuore, di questi ragazzi".

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Città del Vaticano (Radio Vaticana)- I mezzi dell'era digitale capaci di catturare i suoni e di trasformarli possono essere messi a servizio della creazione musicale di bambini e adolescenti. E' la nuova frontiera della didattica musicale dalle enormi potenzialità, indagate in un Convegno internazionale appena concluso nella sede della nostra emittente. Presenti studiosi e insegnanti da diversi Paesi del mondo, sotto la direzione scientifica di François Delalande, che al microfono di Gabriella Ceraso racconta l'importanza della creazione musicale nell'era digitale e i destinatari di questa "nuova via":

R. - La creazione sonora è qualcosa di molto naturale. Già il piccolo bebè inizia a produrre dei suoni. Poi, si possono iniziare ad utilizzare dei mezzi un po' più sofisticati, più ricchi come i dispositivi numerici, i computer. Anche l'amplificazione e il tavolo del mixaggio possono essere degli strumenti molto ricchi per permettere ai bambini - e più tardi ai ragazzi - di inventare la loro musica.

D. - Quali sono le nuove opportunità che questi mezzi offrono?

R. - Direi che sono meno costosi, sono strumenti disponibili e che tutti hanno a casa. Ma la novità maggiore è che non c'è bisogno di conoscere il solfeggio, perché è una musica fatta direttamente con i suoni senza la scrittura.

D. - Quali sono invece i mezzi? Lei ha parlato di computer, e poi?

R. - Adesso, il nuovo problema è quello di trovare dei software semplici da utilizzare anche da parte di un bambino di cinque-sei anni, in modo che possa comporre facilmente sul computer, che resta il mezzo più usato. Il computer può trasformare il suono, filtrarlo, trasformare le frequenze... Tuttavia, esistono già dei mezzi più semplici: anche in analogico si può catturare il suono con il microfono, modificarlo, ad esempio aggiungendo l'eco, farlo viaggiare per la stanza... E' questa già una forma di elaborazione possibile anche con bambini delle elementari, per esempio..

D. - È educativa?

R. - La creazione digitale può essere vista come un'attività a sé, ma anche come una preparazione alla musica colta: è semplicemente un'altra via.

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