Chiesa e Comunicazione

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Sono stati lanciati ufficialmente il 28 luglio scorso il sito del viaggio Apostolico di Papa Francesco nelle Filippine, in programma dal 15 al 19 gennaio 2015 (http://papalvisit.ph) e la rispettiva pagina Facebook, raggiungibile al link https://www.facebook.com/papalvisitph2015. Il motto del viaggio del Pontefice nell’arcipelago sarà “Misericordia e compassione”. Il Santo Padre arriverà a 20 anni esatti dall’ultimo viaggio di Papa Giovanni Paolo II nelle Isole, nel 1995, quando presiedette l’allora decima Giornata mondiale della gioventù, sul tema “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”.

Nei giorni scorsi, presentando il viaggio apostolico, l’arcivescovo di Manila, il cardinale Louis Tagle, ha dichiarato che l’arrivo di Papa Francesco sarà “come un tifone di rinnovamento spirituale” per tutto il Paese, facendo così riferimento alle famiglie colpite dal tifone Yolanda nel 2013 e a coloro che ancora oggi piangono la morte dei loro cari. Sul portale ufficiale, intanto, sono già state pubblicate la preghiera ufficiale e la lettera pastorale di mons. Socrates Villegas, arcivescovo di Lingayen Dagupan, presidente della Conferenza episcopale filippina.

Secondo quanto riferisce l’ultima edizione dell’Annuario statistico della Chiesa cattolica, le Filippine hanno una popolazione di oltre 95 milioni di abitanti, di cui 79 milioni sono cattolici, pari a circa l’80 %. Papa Francesco sarà il terzo pontefice a visitare le Filippine, dopo i due viaggi di Giovanni Paolo, nel 1995 e nel 1981, e la visita di Paolo VI nel 1970. (R.B.)

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Città del Vaticano (L'Osservatore Romano) -  «È necessario che nel mondo digitale l’annuncio del Vangelo sia seguito dall’offerta di un incontro personale con Cristo, un incontro reale e trasformatore». È quanto auspica Papa Francesco in un messaggio — a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin — ai partecipanti al quarto congresso nazionale della pastorale delle comunicazioni sociali (Pascom) del Brasile, apertosi giovedì 24 luglio nel santuario mariano di Aparecida. All’incontro, che ha per tema «Comunicazione, sfide e opportunità per evangelizzare nell’era della cultura digitale», è collegato anche il secondo seminario nazionale dei giovani comunicatori.

Obiettivo dei lavori di entrambe le riunioni, che si concluderanno domenica 27, è la ricerca di nuove strade per formare e motivare gli agenti della pastorale delle comunicazioni in Brasile. L’incontro — cui partecipano vescovi, sacerdoti, religiosi e laici impegnati nel settore — si tiene nell’anniversario della visita di Papa Francesco in Brasile per le celebrazioni della gmg a Rio de Janeiro. Com’è noto il Pontefice volle inserire personalmente nel viaggio anche una sosta ad Aparecida, per tornare a pregare nei luoghi in cui sei anni prima, da cardinale arcivescovo di Buenos Aires, era stato tra i protagonisti principali della quinta Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano e dei Caraibi (Celam), svoltasi nel maggio 2007.

E proprio all’esperienza dello scorso anno Papa Bergoglio accenna nel messaggio, quando — citando l’omelia della messa del 27 luglio nella cattedrale carioca — esorta a «non restare chiusi nella parrocchia, nelle nostre comunità, nella nostra istituzione parrocchiale o nella nostra istituzione diocesana, quando tante persone sono in attesa del Vangelo! Uscire inviati. Non è semplicemente aprire la porta perché vengano, per accogliere, ma è uscire dalla porta per cercare e incontrare!».

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - “È necessario che nel mondo digitale l’annuncio del Vangelo sia seguito dall’offerta di un incontro personale con Cristo, un incontro reale e trasformatore”. Le parole sono di Papa Francesco e sono contenute in un Messaggio inviato, a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ai partecipanti al quarto Congresso nazionale della pastorale delle comunicazioni sociali (Pascom) del Brasile, iniziato giovedì scorso nel santuario mariano di Aparecida. Tema dell’incontro è “Comunicazione, sfide e opportunità per evangelizzare nell’era della cultura digitale” e ad esso è collegato il secondo Seminario nazionale dei giovani comunicatori.

L’incontro, che vede la partecipazione di vescovi, sacerdoti, religiosi e laici impegnati nel settore, si tiene nell’anniversario della visita di Francesco in Brasile per la Gmg di Rio de Janeiro, all’inizio della quale il Papa sostò proprio nel Santuario di Aparecida. Citando l’omelia della messa del 27 luglio nella cattedrale carioca, Francesco esorta a “non restare chiusi nella parrocchia, nelle nostre comunità, nella nostra istituzione parrocchiale o nella nostra istituzione diocesana, quando tante persone sono in attesa del Vangelo! Uscire inviati. Non è semplicemente aprire la porta perché vengano, per accogliere, ma è uscire dalla porta per cercare e incontrare”.

Un tema caro al Papa, quello dell’“uscire”, che deve interessare anche il continente digitale. “Nessun cammino – afferma nel Messaggio – può, né deve, essere precluso a chi, in nome di Cristo risorto, s’impegna a diventare sempre più solidale con l’uomo; con il Vangelo in mano e nel cuore, è necessario riaffermare che è tempo di continuare a preparare cammini che conducano alla Parola di Dio, non trascurando di rivolgere un’attenzione particolare a chi ancora vive in una fase di ricerca”.

Una pastorale nel mondo digitale, sostiene Francesco, è quindi “chiamata a tener conto anche di coloro che non credono, sono caduti nello sconforto e coltivano nel cuore il desiderio di assoluto e di verità non effimere, dato che i nuovi media permettono di entrare in contatto con seguaci di tutte le religioni, con non credenti e persone di tutte le culture”.

Se dunque per il Papa i canali digitali sono un campo fondamentale nella nuova “uscita missionaria”, chi opera nel settore dei media, in particolare della pastorale della comunicazione, è spronato “a unirsi, con fiducia e con creatività consapevole e responsabile, alla rete di rapporti che l’era digitale ha reso possibile”.

E ai comunicatori brasiliani, in particolare, Papa Francesco indica anche alcune piste: fare in modo di “imparare il linguaggio particolare di questo ‘areopago’” e riconoscendo “il primato della persona”, mai dimenticando che il “continente digitale, prima di essere una mera realtà tecnologica, è innanzitutto – conclude – un luogo di incontro tra uomini e donne le cui aspirazioni e le cui sfide non sono virtuali, ma reali e hanno bisogno di una risposta concreta”.

di Alessandro De Carolis

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Città del Vaticano (osservatoreromano.va) - «I tweet del Papa in latino sono un successo tanto bello quanto inatteso» si legge sul sito in rete del settimanale «Le Point». Due anni dopo il lancio è stata superata la soglia dei duecentocinquemila follower, più del numero delle persone che seguono i tweet papali in tedesco o in arabo. Del resto «la concisione del vocabolario non è mai un problema in latino» spiega alla rivista francese monsignor Daniel Gallagher, della Segreteria di Stato, che cura la pagina publica del Papa.

«È confortante ricevere ogni giorno un frammento di pensiero puro — chiosa Isabelle Poinsot, una fan parigina di Papa Franciscus @Pontifex_ln — e trovo delizioso questo connubio fra la modernità del mezzo e l’antichità del linguaggio. Così la capacità di comunicazione della lingua di Cicerone supera i secoli: anche «gli epigrammi di Marziale — continua Gallagher — per brevità, freschezza ed efficacia sono già dei tweet».

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Su “la Repubblica” di questa domenica mattina viene pubblicato con grande evidenza il resoconto, firmato da Eugenio Scalfari, di un suo nuovo colloquio con il Santo Padre Francesco. Il colloquio è cordiale e molto interessante e tocca principalmente i temi della piaga degli abusi sessuali su minori e dell’atteggiamento della Chiesa verso la mafia.

Tuttavia, come già in precedenza in una circostanza analoga, bisogna far notare che ciò che Scalfari attribuisce al Papa, riferendo “fra virgolette” le sue parole, è frutto della sua memoria di esperto giornalista, ma non di trascrizione precisa di una registrazione e tantomeno di revisione da parte dell’interessato, a cui le affermazioni vengono attribuite. Non si può e non si deve quindi parlare in alcun modo di un’intervista nel senso abituale del termine, come se si riportasse una serie di domande e di risposte che rispecchiano con fedeltà e certezza il pensiero preciso dell’interlocutore.

Se quindi si può ritenere che nell’insieme l’articolo riporti il senso e lo spirito del colloquio fra il Santo Padre e Scalfari, occorre ribadire con forza quanto già si era detto in occasione di una precedente “intervista” apparsa su Repubblica, cioè che le singole espressioni riferite, nella formulazione riportata, non possono essere attribuite con sicurezza al Papa.

Ad esempio e in particolare, ciò vale per due affermazioni che hanno attirato molta attenzione e che invece non sono attribuibili al Papa. Cioè che fra i pedofili vi siano dei “cardinali”, e che il Papa abbia affermato con sicurezza, a proposito del celibato, “le soluzioni le troverò”.

Nell’articolo pubblicato su Repubblica queste due affermazioni vengono chiaramente attribuite al Papa, ma – curiosamente - le virgolette vengono aperte prima, ma poi non vengono chiuse. Semplicemente mancano le virgolette di chiusura…Dimenticanza o esplicito riconoscimento che si sta facendo una manipolazione per i lettori ingenui?

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Seul (Agenzia Fides) – E' on line il sito ufficiale della visita di Papa Francesco in Corea del Sud, in occasione della 6° Giornata della gioventù dell’Asia. Il Santo Padre, dal 14 al 18 agosto, compirà il terzo pellegrinaggio internazionale del pontificato, per questa occasione è stato allestito il sito web che può essere visitato, finora, in due lingue: inglese e coreano. Le pagine del sito contengono numerose informazioni sulla visita, gli eventi, l'organizzazione, le preghiere e le celebrazioni liturgiche.

Link correlati

    Il sito del pellegrinaggio del Papa in Corea:  www.popekorea.catholic.or.kr/en/

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) -  Il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, mons. Claudio Maria Celli, accompagnato dal suo collaboratore Thaddeus Jones, ha mostrato ieri a Papa Francesco “The Pope App”, un’applicazione per smartphone e tablet che riunisce tutti i media del Vaticano. Ascoltiamo mons. Celli al microfono di Philippa Hitchen:

R. – Era nostro desiderio far conoscere al Papa questa iniziativa. Come si sa, già esisteva The Pope App e noi siamo contenti perché nel passato più di 400 mila persone avevano scaricato nei propri telefoni e nei propri tablet questa applicazione. E’ una applicazione che permette al Papa di avvicinare uomini e donne di oggi, di essere loro vicino con i suoi messaggi, con i suoi interventi, con le sue meditazioni. E questo riteniamo che sia un momento privilegiato: uomini e donne di oggi, alle volte anche lontani dalla Chiesa o alle volte anche appartenenti ad altre religioni, hanno trovato in Papa Francesco un amico, che è accanto a loro, che dice cose autentiche, che sa parlare al cuore degli uomini e delle donne di oggi, che sa percepire la loro stanchezza e a volte la difficoltà del vivere e sa dare una parola di amicizia, di amore. Io ricordo, in questo momento, ciò che lui diceva pochi giorni fa in un incontro pastorale con la diocesi di Roma. Diceva: “Io ho un sogno, quello di rivelare al mondo di oggi l’aspetto materno della Chiesa”. Una madre può non condividere le scelte dei propri figli, ma una madre ama sempre e comunque i propri figli: la Chiesa è madre e maestra e noi molte volte abbiamo sottolineato questa grande funzione magisteriale della Chiesa.

E credo che sia un dovere! Però non sempre abbiamo ricordato che era anche un nostro dovere mostrare questo volto materno della Chiesa. Papa Francesco ci sta aiutando in questo. Una Chiesa che ha simpatia per l’uomo, che è accanto all’uomo. Papa Francesco varie volte ha detto: “Le porte della Chiesa devono essere sempre aperte, perché chi passa per strada possa entrare, qualsiasi sia il suo stato di vita”. L’uomo deve sempre comprendere che è accolto, che è accolto da Dio! Io ritengo che con questa iniziativa - abbiamo perfezionato la prima edizione di The Pope App e oggi è più accessibile, è più chiara, è più gestibile, però le funzioni sono le medesime - possiamo far sì che in ogni momento l’uomo e la donna di oggi possano avere a disposizione sul proprio cellulare o sul proprio tablet le meditazioni, le parole del Papa, i suoi gesti… Direi che oggi la nuova edizione permette anche di avere dei favoriti, scegliere cioè dei testi che si ritengono favoriti e allo stesso tempo di poterli condividere con altri. Questo ritengo che sia una opportunità nuova che viene offerta a tutti.

D. – Thaddeus Jones, lei ha seguito molto da vicino lo sviluppo di questa nuova App: ci può raccontare che cosa offre?

R. – L’App mette insieme i contenuti, i media e le news prodotte da ogni media della Santa Sede, del Vaticano: quindi Radio Vaticana, Centro Televisivo Vaticano, Agenzia Fides, L’Osservatore Romano, in parte la Sala Stampa e gli ultimi testi pubblicati su vatican.va. E’ multimedia: ha video, lo streaming e fotografie, anche del Servizio Fotografico. Quindi comprende un po’ di tutto, anche le notizie scritte, i sommari delle notizie, i testi integrali. L’idea è mettere tutto insieme in un’unica App e questo anche per soddisfare una esigenza sempre più presente oggi, perché  la gente vuole avere le notizie sul proprio smartphone, sul proprio tablet. Quindi per andare incontro a questa esigenza sempre più evidente abbiamo creato questa App con il nome The Pope App.

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Città del Vaticano (osservatoreromano.va) - Nonostante i grandi progressi della comunicazione digitale «la Chiesa in questo momento non può certo privarsi dei tradizionali media, cioè della radio, del giornale e della televisione».
L’arcivescovo presidente Celli e Thaddeus Jones, officiale del dicastero, presentano al Papa la nuova app

Ne è convinto l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. La Santa Sede, ha spiegato all’Osservatore Romano, «non può chiudere questo percorso comunicativo. Ciò non significa però che non avverta forte l’esigenza, direi quasi il dovere, di essere presente anche nel contesto delle nuove tecnologie».

E stando ai numeri è innegabile il successo della strategia adottata in questo senso. Papa Francesco spopola nei diversi social network: occupa i primi posti in tutte le classifiche di contatti. «E sono numeri destinati a crescere — dice ancora il presule — perché continuiamo a cercare sempre nuove strade per portare il Pontefice in ogni piazza virtuale nelle quali l’uomo si incontra». E proprio lunedì mattina l’arcivescovo Celli, accompagnato da Thaddeus Jones, officiale del dicastero conosciuto nell’ambiente come «TJ», ha presentato a Papa Francesco la nuova edizione di The Pope app, applicazione disponibile per le principali piattaforme. Si tratta di «uno strumento efficace e più ricco rispetto ai precedenti — ha spiegato — che dà la possibilità di accedere con più semplicità e più rapidità a tutte le omelie del Papa, a tutti i suoi messaggi, e anche ai video che lo riguardano. Nello stesso tempo consente di seguire in streaming le cerimonie papali e tutte le udienze pubbliche, compresa naturalmente l’udienza generale del mercoledì». L’obiettivo è quello di rendere il Papa e la sua parola alla portata di tutti.

di Mario Ponzi

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(Osservatore Romano) -  Nonostante i grandi progressi della comunicazione digitale «la Chiesa in questo momento non può certo privarsi dei tradizionali media, cioè della radio, del giornale e della televisione». Ne è convinto l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. La Santa Sede, ha spiegato all’Osservatore Romano, «non può chiudere questo percorso comunicativo. Ciò non significa però che non avverta forte l’esigenza, direi quasi il dovere, di essere presente anche nel contesto delle nuove tecnologie».


E stando ai numeri è innegabile il successo della strategia adottata in questo senso. Papa Francesco spopola nei diversi social network: occupa i primi posti in tutte le classifiche di contatti. «E sono numeri destinati a crescere — dice ancora il presule — perché continuiamo a cercare sempre nuove strade per portare il Pontefice in ogni piazza virtuale nelle quali l’uomo si incontra». E proprio lunedì mattina l’arcivescovo Celli, accompagnato da Thaddeus Jones, officiale del dicastero conosciuto nell’ambiente come «TJ», ha presentato a Papa Francesco la nuova edizione di The Pope app, applicazione disponibile per le principali piattaforme. Si tratta di «uno strumento efficace e più ricco rispetto ai precedenti — ha spiegato — che dà la possibilità di accedere con più semplicità e più rapidità a tutte le omelie del Papa, a tutti i suoi messaggi, e anche ai video che lo riguardano.

Nello stesso tempo consente di seguire in streaming le cerimonie papali e tutte le udienze pubbliche, compresa naturalmente l’udienza generale del mercoledì». L’obiettivo è quello di rendere il Papa e la sua parola alla portata di tutti. La nuova app infatti consente ora di raggiungerlo anche attraverso lo smartphone e il tablet. Anche questo nuovo servizio «segue la logica di Papa Francesco e del suo andare incontro a tutte le persone, ovunque esse si trovino». C’è da credere dunque che abbia accolto con entusiasmo questa ulteriore opportunità. «Io — ha assicurato l’arcivescovo — l’ho visto molto contento. Ci ha ringraziati e ha espresso il suo apprezzamento per questo tentativo anche tecnologico di far sì che anche la sua parola vada all’incontro dell’uomo e della donna di oggi».

E questo nonostante Papa Bergoglio continui a mostrarsi molto legato al sistema tradizionale di comunicazione. Ama parlare di persona con la gente; il cellulare forse lo usa molto più per chiamare direttamente piuttosto che per seguire i virtuosismi della rete; e non ha mai smesso di scrivere lettere di proprio pugno. In molti hanno orgogliosamente mostrato buste sulle quali il loro indirizzo era scritto a penna, personalmente da Papa Francesco. E quando deve rivolgersi a gruppi di persone, se non può farlo di persona, invia un videomessaggio perché tutti possano vedere attraverso i suoi occhi i sentimenti di cui trattano le sue parole. E non disdegna di colloquiare con i giornalisti, della carta stampata o di reti televisive non fa differenza, anche accettando interviste a tutto campo. «Questo — ha detto l’arcivescovo Celli — risponde pienamente alla sua indole.

Non si rifiuta mai a nessuno. Ha un parlare che incide profondamente, un parlare immediato. Le sue parole sono trasparenti, autentiche, dirette. Non usa mezzi termini. E il fatto che concede interviste, secondo me sottolinea ancor di più la sua completa disponibilità a comunicare con tutti e attraverso qualsiasi mezzo abbia a disposizione. E poi mostra ancora una volta di avere tanto rispetto per quella vasta fascia di popolazione anziana, che magari è poco incline ad accogliere le novità tecnologiche o semplicemente meno dotata di quella gestualità di quei linguaggi telematici che sono necessari a entrare nel mondo dei social network. E fanno riferimento al giornale stampato, alla radio, alla televisione. Quindi la Chiesa non può chiudere questi canali di informazione tradizionali. E Papa Francesco lo sa bene».

di Mario Ponzi

    
   

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Città del Vaticano (PCCS) – Papa Francesco questa settimana ha colto l’opportunità di apprezzare l’ultima versione di “The Pope App”, sviluppata sotto la direzione del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Consiglio, accompagnato dal coordinatore del progetto, Thaddeus Jones, ha incontrato questo lunedì Papa Francesco per mostrargli la app, uscita su iTunes e Google Play il 4 luglio. Il Papa ha espresso il proprio apprezzamento per gli sforzi e il lavoro svolti da tutti i servizi informativi vaticani per potenziare la loro presenza e partecipazione nel mondo digitale.

The Pope App 2.0 - “Il tuo portale con le ultime notizie e informazioni su Papa Francesco” – è una app gratuita che può essere scaricata su dispositivi Apple e Android. The Pope App offre le ultime notizie e informazioni sul Papa fornite dai media vaticani e pubblicati su News.va, il network ufficiale dei servizi di informazione del Vaticano. La app permette di seguire in diretta le celebrazioni e le udienze del Santo Padre, di ricevere le notifiche sugli eventi pubblici, di accedere alle foto e ai video del Papa, leggere gli ultimi tweet di @Pontifex nonché i testi integrali delle omelie e discorsi, accedere alle webcam della Città del Vaticano e ai link di tutti i servizi online del media vaticani.

La versione 2 vanta una nuova grafica e design che semplificano l’accesso ai contenuti, offrendo un maggiore controllo degli strumenti, inclusa la possibilità di scegliere di impostare la App in una lingua diversa tra quelle disponibili – inglese, spagnolo, francese, italiano e portoghese. Tutti i contenuti possono essere facilmente evidenziati, copiati, condivisi e salvati per un accesso successivo.

I servizi di The Pope App e News.va sono forniti dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali (www.pccs.va ), in collaborazione con i media vaticani: Agenzia Fides, L'Osservatore Romano, l’Ufficio Stampa della Santa Sede, il Centro Televisivo Vaticano (CTV), la Radio Vaticana e l’Ufficio Internet della Santa Sede.

Vi invitiamo ad inviarci un feedback con le vostre richieste e soprattutto con le segnalazioni di eventuali problemi tecnici, affinché possiamo intervenire per risolverli. Gli aggiornamenti verranno pubblicati con frequenza, in considerazione della crescente varietà di smartphones, tablets e le diverse versioni dei sistemi operativi in uso. Scriveteci a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

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