Chiesa e Comunicazione

 vatican-va-ok

editrice-vatic

radio-vaticana

cei

 (agensir.it) -  L'esistenza quotidiana è sempre più on line, gli smartphone indirizzano le scelte personali. Rischi e vantaggi. La Commissione Ue punta i riflettori.

Le tecnologie digitali modellano sempre più il nostro vivere quotidiano; ciò pone molte questioni sul piano culturale ed educativo, massmediale, giuridico, e spesso è a livello europeo che occorre cercare la risposta. In questa prospettiva la Commissione europea ha recentemente promosso un dibattito d'orientamento sulla strategia Ue per il mercato unico digitale la cui adozione è prevista per il mese di maggio. I commissari ne percepiscono le opportunità per l'economia e la società europee, ma al tempo stesso avvertono l'esistenza di attentati alla dignità della persona umana, rischi per i consumatori o questioni aperte per la politica della concorrenza.

Al di là dei progressi nel settore dei nuovi mezzi di comunicazione, oggi le moderne tecnologie si integrano per unificarsi in un insieme che è ormai chiamato "Internet delle cose", che è anzitutto una massa innumerevole di "sonde", spesso microscopiche collegate a qualsiasi tipo di oggetto per formare un enorme sistema di raccolta dati. Queste "sonde" sono connesse senza fili a Internet.
La rapida crescita dell'Internet delle cose è impressionante. All'inizio del 2014 circa 10 miliardi di dispositivi - computer, telefoni cellulari, automobili, vestiti, frigoriferi, cibo, piante, aerei, persone - sono stati connessi in modalità wireless.

Si stima che nel 2020 saranno 30 miliardi. La massa dei dati raccolti è davvero immensa. 172 milioni di transazioni con carte Visa al giorno in tutto il mondo, 500 milioni di messaggi su Twitter, solo per fare degli esempi. Questo "big data" viene memorizzato nel "cloud", la nuvola, o più prosaicamente negli enormi parchi dei server (server farm).
In futuro, lo smartphone diventerà l'oggetto più prezioso per noi, se non lo è già. È attraverso lo smartphone che ci connettiamo e definiamo il nostro approccio personale con la combinazione delle diverse applicazioni scaricate e dei parametri integrati.

Di fatto, esso diventerà sempre più una sorta di avatar di noi stessi per consigliarci sulla nostra salute, informare i membri della nostra famiglia, il nostro medico, la nostra assicurazione; lo utilizzeremo se il nostro corpo inviasse segnali irregolari, per adeguare il riscaldamento della nostra casa alle nostre abitudini, per dirci quali opzioni di cena ci offre il frigorifero di casa, anche in funzione del nostro peso, e per proporci una gamma di prodotti del supermercato in base ai precedenti acquisti effettuati.

Il nuovo mondo che viene istituito dall'Internet delle cose avrà innegabili vantaggi, ad esempio nell'economia dell'energia, perché offrirà soluzioni intelligenti o "smartes", come si dice; ma sono evidenti svantaggi e rischi. Sono in pericolo il rispetto della privacy dei cittadini e i diritti dei consumatori. Non è la macchina che si comporterà come un essere umano; è l'essere umano che rischierà di conformarsi alle esigenze della gigantesca macchina che sarà l'Internet delle cose.

In questa prospettiva, la Commissione europea prevede tre grandi assi di intervento per la sua strategia digitale. Essa intende anzitutto migliorare l'accesso dei consumatori e delle imprese ai beni e ai servizi digitali, in particolare agevolando il commercio elettronico transfrontaliero. Il secondo obiettivo è la creazione di un ambiente propizio allo sviluppo delle reti e dei servizi digitali. Così, l'adozione del regolamento sulla protezione dei dati personali potrebbe aumentare la fiducia degli utenti nella sicurezza delle piattaforme online e dei motori di ricerca.

Infine, terzo asse, i commissari intendono dare all'economia digitale il suo potenziale di crescita a lungo termine. Per questo è necessario risolvere ad esempio i problemi legati alla proprietà, alla protezione dei dati e alle norme del big data.
Nel quadro della sua politica di concorrenza, la Commissione europea rimane inoltre vigile sulle grandi aziende tecnologiche. Amazon, Apple, Facebook e Google sono attualmente oggetto di indagine per quanto riguarda le loro pratiche fiscali, la loro politica di protezione dei dati, l'eventualità di una loro illecita posizione dominante sul mercato. Proprio il 15 aprile la Commissione ha puntato i riflettori sul caso-Google, accusata di abuso di posizione dominante nel mercato europeo, ed è finito sotto inchiesta anche il sistema operativo Android per gli smartphone.

Margrethe Vestager, commissaria Ue per la concorrenza, ha affermato: "Smartphone, tablet e dispositivi analoghi rivestono un ruolo sempre più importante nella vita quotidiana di molte persone, e vogliamo essere certi che i mercati in questo settore possano svilupparsi senza alcuna restrizione anti-concorrenziale imposta da qualche azienda" L'insegnamento sociale della Chiesa ci impedisce di condannare le tecnologie in sé, ma ci chiede di formulare esigenze forti sulla loro modalità di utilizzo. Questo è il motivo per cui è assolutamente centrale seguire attentamente i prossimi lavori della Commissione europea in tale ambito.

di Stefan Lunte

Pubblicato in Contributi

Città del Vaticano (osservatoreromano.va) - In occasione di Expo 2015 la diocesi di Milano ha studiato un itinerario artistico composto da cinquanta chiese costruite dal 1950 a oggi e ha pensato a un modo semplice e immediato per farle conoscere ai visitatori che verranno in città.

Dal I° maggio sarà sufficiente avvicinare il telefonino alla targhetta esposta in ognuna delle chiese per ascoltare una voce che racconterà l’edificio che si sta visitando. Oltre alla guida virtuale per smartphone e al sito internet dedicato, la diocesi ha organizzato un ciclo di concerti per accompagnare i milanesi in luoghi che solitamente non sono meta di visite culturali. L’esistenza stessa delle cinquanta chiese dell’itinerario si deve al futuro Paolo VI che, a metà del secolo scorso, varò un apposito piano in diocesi, poi continuato dai suoi successori all’Arcivescovado di Milano: l’ultima tappa del circuito, il tempio dedicato a santa Gianna Beretta Molla a Trezzano sul Naviglio, sarà consacrato il prossimo 25 aprile.

L’iniziativa vuole anche rinsaldare il legame fra la storia contemporanea e le radici della città.

di Silvia Guidi

Pubblicato in Attualitá

Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Continua la crescita di internet e soprattutto la diffusione di smartphone e tablet. La tv resta nel complesso la regina dei media, anche se i giovani preferiscono Facebook per informarsi. E' quanto emerge dal 12/o Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, promosso da Mediaset, Rai e Telecom Italia. Insomma, prosegue la rivoluzione dei mass media. Alessandro Guarasci:

L’informazione si sposta sempre più su internet, mentre prosegue la crisi della carta stampata e la lettura dei libri non da' segni di ripresa. Basta dire che nel 2014 rispetto al 2013 la tiratura dei giornali è calata dell’1.6%, dal 2007 del 25%. Soprattutto i giovani preferiscono sempre più i nuovi media, ormai più di un italiano su due utilizza lo smartphone. Quasi il 97% degli italiani guarda la tv, e l’84% sente la radio. Ne consegue che il giornalista deve essere sempre più multimediale, come dice Andrea Melodia presidente dell’Ucsi:

“Il giornalista deve ricostruire la sua professione, anche il suo business professionale, in qualche modo, costruendo servizi a favore della comunità: cioè, arricchendo le notizie con tutto quello che alla gente realmente serve e scegliendo anche le notizie in funzione di quello che alla gente serve, quindi elaborandole anche attraverso strumenti più complessi rispetto a quelli tradizionali, attraverso attività che si rifanno al digitale, alla rete”.

Internet dunque si conferma sempre più la nuova frontiera della comunicazione. Il web serve per informarsi, vedere film, fare acquisti e raggiunge il 71% della popolazione, ma solo il 5% dispone di una banda al alta velocità. Il governo ha stanziato 12 miliardi per la rete. Roberto Loiola, presidente e ad di Alcatel-Lucent Italia

“L’operazione di Renzi per la banda larga è fondamentale per il futuro, è assolutamente il piano che può dare un aiuto importante allo sviluppo dell’economia tutta, poi, non solo quella dell’economia digitale perché è sempre più pervasiva. Ora, il punto fondamentale è come attuare questo piano”.

Pubblicato in Attualitá

Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Essere “agenti di pace” anche sul web, coltivando “una cultura della positività”: questo l’appello della Commissione episcopale per i giovani (Ecy) della Chiesa filippina, contenuto in un’intervista rilasciata a “Radio Veritas” da padre Conegundo Garganta, segretario generale dell’Ecy. “I giovani fedeli – ha detto il sacerdote – devono fare la loro parte nel tracciare la strada per un ambiente sociale che tenda di più alla pace ed all’armonia, senza lasciare spazi alle ideologie estremiste”.

Social media per solidarietà
In quest’ottica, padre Garganta ha sottolineato il ruolo dei social media, definendoli “strumenti che tutti possono usare per promuovere iniziative in favore della vita e della solidarietà”. Nell’intervista, il sacerdote ha messo in guardia dall’uso che il sedicente “Stato Islamico” fa dei social network, attraverso i quali recluta giovani tra i suoi miliziani, utilizzando una sorta di “propaganda hi-tech”. Di qui, l’appello dell’Ecy anche agli adulti “affinché si schierino in favore della famiglia e della vita, attraverso la promozione di programmi a tutela dei valori cristiani e in difesa dell’unità e della pace nel mondo”.

(I.P.)

Pubblicato in Attualitá

Oppido-Mamertina-Palmi (diocesioppidopalmi.it) - Secondo te, può un pezzo di carta buttarti in rete e farti seguire Gesù Cristo? “QuaGio” lo fa e ti spiego come.

Si tratta di un calendario “attivo” pensato per accompagnare i giovani/giovanissimi nella loro preghiera personale per tutto il periodo forte della Quaresima con un versetto al giorno e un impegno legato al proprio territorio e al proprio vissuto quotidiano, come scuola, famiglia, sport, amici.

Il progetto nasce in un’ottica open, cioè non si chiude ai confini locali, ma è pensato per la condivisione con le pastorali giovanili e della comunicazione delle altre diocesi attraverso il downloading e la personalizzazione dei contenuti. La scelta di usare un calendario cartaceo nell’era di Google Calendar è un ulteriore invito a vivere la Quaresima in modo reale e concreto, senza però rinunciare alla rete, ai social e agli hashtag.

Infatti, il “QuaGio” è un calendario da riempire sulle piattaforme sociali con le condivisioni dei commenti e dei pensieri personali, delle foto degli impegni quotidiani e delle proprie preghiere attraverso un blog dedicato sul sito diocesano e un hashtag speciale per i social network: #quagio. Inoltre, con lo spirito della partecipazione e della creazione di contenuti, le meditazioni domenicali sono scritte dai giovani della Pastorale Giovanile e verranno inserite in rete con un’immagine a tema che girerà in modo virale sui social.

“Quaresima giovane. Un calendario da scrivere” – questo il nome del progetto – è stato creato in occasione della Quaresima 2015 dall’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi in collaborazione con il Servizio diocesano di Pastorale Giovanile, l’Ufficio Scuola, il Msac, il Sovvenire diocesano e lo studio grafico Lamorfalab.

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Attualitá

Città del Vaticano (Radio Vaticana) - I vescovi degli Stati Uniti salutano con soddisfazione il voto favorevole della Federal Communication Commission (Fcc) per tutelare la cosiddetta Neutralità di rete (Net neutrality). Con una decisione destinata ad alimentare ulteriormente il vivace dibattito in corso nel Paese su questo tema, l’Autorità americana per le comunicazioni ha infatti approvato alcune norme che mettono i servizi di connettività a Internet sullo stesso piano di altri servizi ai cittadini, come le linee telefoniche, la corrente, la televisione e la radio, sottoponendo il web alla stessa disciplina introdotta da Telecommunications Act, la legge americana sulle telecomunicazioni del 1934. In pratica questo significa che tutte le aziende devono avere pari accesso alla Rete, senza discriminazioni di alcun tipo.

Un provvedimento osteggiato dalle tlc
Il provvedimento, approvato con i voti favorevoli di tre esponenti in quota democratica contro due in quota repubblicana, è stato accolto con soddisfazione dalle associazioni per i consumatori e con dure critiche, invece, da parte delle grandi compagnie di telecomunicazione (tlc), per le quali si tratta di una decisione anacronistica di carattere politico.

Per i vescovi le nuove norme della Fcc tutelano anche la Chiesa
Con i primi si schierano i vescovi degli Stati Uniti, secondo i quali la tutela di una Rete aperta senza corsie preferenziali imposte dai provider Internet e dettate da interessi commerciali è fondamentale per permettere ai gruppi religiosi, compresa la Chiesa cattolica, di comunicare on line. In questo senso si esprime una dichiarazione di mons. John C. Wester, presidente della commissione per le comunicazioni sociali della Usccb. “Sin da suo inizio – si legge nella nota - fino alla metà degli anni 2000 ai Provider non era permesso discriminare o manomettere le connessioni Internet. Oggi la Fcc ha ripristinato quelle tutele che sono particolarmente importanti per i produttori di contenuti religiosi che non hanno fini commerciali”.   

di Lisa Zengarini

Pubblicato in Attualitá

Città del Vaticano (Radio Vaticana) - "Guai a pensare che il virtuale non sia il reale. Anche sul web esistono 'periferie digitali' o 'favelas tecnologiche' dove si può naufragare. Molti minori possono essere adescati, irretiti o diventare vittime di pedofilia ad opera di chi, celandosi dietro l'anonimato, approfitta della loro ingenuità". Lo sottolinea don Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter Onlus contro la pedofilia, nel contesto della presentazione, in Vaticano, della campagna internazionale di mobilitazione “Stop alle minacce su internet”. L'iniziativa, voluta dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e dal BICE (Bureau International Catholique de l’Enfance), coincide con il 25° anniversario della convenzione sui Diritti dell’Infanzia.

"I social networks sono reti positive, che aiutano la socializzazione, ma possono diventare luoghi di minacce e molestie", spiega il sacerdote siciliano. "Pensiamo, ad esempio, che su 'Facebook' esistono più di cento milioni di falsi profili. 'MySpace', lo scorso anno, ha cancellato più di novanta mila profili di molestatori". "Mi è capitato di scoprire un caso, sulla chat del social 'Ask' - prosegue don Di Noto -  in cui una minore era stata accerchiata da una serie di utenti adulti che si erano accordati per molestarla". "Va sottolineato inoltre - ricorda il fondatore di Meter - che la rete non dimentica. Ed è quindi pericoloso immettere sul web informazioni e immagini soprattutto relative a minori". "Purtroppo però - aggiunge il fondatore di Meter - l'85% per cento dei giovani parla con difficoltà con gli adulti di ciò che accade nella loro vita in rete".

Don Fortunato insiste quindi sulla necessità di educare i minori a seguire delle regole quando navigano in rete e presenta la campagna nazionale dell'AssociazioneMeter, 'In riga su Internet', che durerà fino a novembre 2015 con l'obbiettivo di raggiungere il più ampio numero possibile di studenti in Italia, sia nativi digitali che mobile born (quelli cresciuti con il tablet in mano). "La regola salva la vita", spiega don Fortunato. "Per questo abbiamo pensato di proporre dieci piccole regole. 'Informa sempre i tuoi genitori sull’elenco degli amici con cui chatti'; 'Non pubblicare i tuoi video e le tue foto sui canali online'; 'Utilizza il computer con cautela e per giusti scopi', e così via". "Dobbiamo educarci al rispetto delle persone", conclude don Di Noto. "Non si può imbavagliare la rete. E' un dono di Dio, come ci ricorda il Magistero. Ma dobbiamo educarci per evitare i naufragi, gli incontri con i 'mostri'. Dovere dei genitori è abitare la rete per insegnare ai minori a vivere questi luoghi con responsabilità e intelligenza, senza demonizzarli".

di Fabio Colagrande

Pubblicato in Attualitá

Città del Vaticano (www.news.va) - Nel 2013 circa 20.000 giovani europei hanno subito molestie su internet. Per affrontare l’emergenza il 9 dicembre presso la Sala stampa della Santa Sede è stata lanciata «Stop alle minacce su internet», una campagna internazionale di mobilitazione avviata nel contesto del 25° anniversario dalla firma della Convenzione sui Diritti dell’infanzia.

Il progetto è stato presentato dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, il quale ha sottolineato «il ruolo centrale dell’educazione, come parte essenziale dello sforzo comune dell’umanità per prevenire ed eliminare delle terribili piaghe, compresa la questione delle molestie su internet». Per affrontare questo fenomeno, ha aggiunto, «è necessario educare i giovani a riconoscere negli altri persone di pari dignità, da considerare non nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere e abbracciare».

La campagna di sensibilizzazione è promossa dal Bureau international Catholique de l’Enfance (Bice), che ha raccolto oltre diecimila firme a sostegno dell’iniziativa. Il presidente del Bice, Olivier Duval, ha sottolineato la necesità di combattere a tutti i livelli questa nuova forma di violenza anche fornendo ai ragazzi delle linee guida da seguire per evitare di commettere e di subire atti di cyberbullismo.

Pubblicato in Attualitá
Mercoledì, 10 Dicembre 2014 10:42

La comunicazione autentica secondo Papa Francesco

Roma (formiche.net) - Il 2 dicembre 2014 si è tenuto a Roma il dibattito su “Informazione religiosa – Le nuove frontiere della formazione giornalistica”, promosso dall’Unione Cattolica della Stampa Italiana in occasione della presentazione del volume del giornalista Massimo Enrico Milone “Pronto? Sono Francesco. Il Papa e la rivoluzione comunicativa un anno dopo”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana. Come riportato anche da Vatican Insider in un recente articolo, Milone analizza il linguaggio diretto e colloquiale di Papa Francesco, i suoi discorsi ai comunicatori e i contenuti di un rapporto mediatico che segna decisamente un cambio d’epoca.

PAPA FRANCESCO E LA COMUNICAZIONE SOCIALE

La riflessione del Papa riguarda da un lato, la comunicazione sociale come missione di evangelizzazione e dall’altro, il contesto dei media come luogo di un nuovo “abitare” umano, fatto di incontro e dialogo ma anche di esclusione e isolamento, ovvero di “periferie esistenziali”, che si snodano attraverso internet. Il Papa esorta ad essere presenti nelle reti digitalitenendo presenti due obiettivi: il primo è la ricerca di un incontro autentico con l’altro; il secondoè la ricerca della verità attraverso le domande sul senso autentico della vita.

INTERNET E CONOSCENZA: UN NUOVO CONTESTO

Nel messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2014, intitolato “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”, Papa Francesco indica “il rischio di un uso distraente dei media”, di un accesso disordinato all’informazione, che offre alle persone un eccesso di risposte a domande non richieste, mentre si indebolisce la capacità di porre domande sul significato autentico dell’agire e del vivere. Scrive infatti il Papa che “la velocità dell’informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta. […] L’ambiente comunicativo può aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci”. E ancora, nel discorso ai ministranti di lingua tedesca, il Papa afferma che “Internet e i telefonini, i prodotti del progresso tecnologico, che dovrebbero semplificare e migliorare la qualità della vita, e talvolta distolgono l’attenzione da quello che è realmente importante.

CONTRO IL DETERMINISMO TECNOLOGICO

Uno snodo cruciale della riflessione di Papa Francesco riguarda il rapporto tra comunicazione e tecnologia. Non è rispettosa della verità dell’uomo la convinzione secondo cuii media siano in grado di predeterminarele relazioni personali. Al contrario, secondo Papa Francesco “la comunicazione èuna conquista più umana che tecnologica”, e l’uomo deve orientare i media al perseguimento della verità.Anche Papa Benedetto XVI, nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali del 2011, afferma che “se usate saggiamente, le nuove tecnologie “possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane l’aspirazione più profonda dell’essere umano”.

INTERNET, NUOVA “PERIFERIA ESISTENZIALE”

Come ha notato padre Antonio Spadaro nel suo blog Cyberteologia, il significato di “prossimo” cambia a causa della rete che relativizza lo spazio e il tempo: nasce il concetto di “reti di prossimità”. La Chiesa di Papa Francesco è “una Chiesa accidentata che esce per strada”, e “le strade sono quelle del mondo dove la gente vive [tra cui] anche quelle digitali”. Ulteriore senso della missione è quello di impegnarsi a dare voce a chi non ce l’ha, di “rendere visibili volti altrimenti invisibili”.“Se la comunicazione non ci rende più “prossimi”, scrive il Papa, allora non risponde alla sua vocazione umana e cristiana. “La rete è una nuova periferia esistenziale, affollata di una umanità che cerca una salvezza o una speranza”.

INTERNET E MISSIONE

Secondo Papa Francesco, “internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti [...] è un dono di Dio”. Sembrano risuonare le parole contenute nell’esortazione apostoliica Elangelii Gaudium (n.87): “la sfida di scoprire e trasmettere la mistica di vivere insieme [...] che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità”.Infatti, lo spazio mediale negli ultimi dieci anni è passato da una logica trasmissiva a una logica di condivisione. Papa Francesco, citando Benedetto XVI nel messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2013, ricorda che la testimonianza cristiana non si fa con il bombardamento di messaggi religiosi, ma con la volontà di incontrare gli altri “con rispetto nei loro dubbi, nel cammino di ricerca della verità e del senso dell’esistenza umana”.

PAPA FRANCESCO, IL PIU’ CLICCATO SUL WEB

Papa Francesco ha dimostrato di saper interpretare appieno la logica di condivisione tipica dei media digitali. Secondo una ricerca condotta da 3rdPlace, nel 2013 il Papa è stato il personaggio con maggiore visibilità su internet, se confrontato con altri leader mondiali, con un volume di oltre 49 milioni di menzioni in internet. Grazie alla sua comunicazione dialogica, Papa Francesco non solo è estremamente popolare in rete, ma risulta più efficace di molti noti personaggi che fondano la propria comunicazione sul web, vantando un seguito che esprime un altissimo livello d’interazione con i suoi messaggi. Il successo di papa Papa Francesco sui media digitali non è casuale, ma discende da una profonda coscienza della natura di questi strumenti. Papa Francesco fa un uso meno “trasmissivo” e più “partecipativo” dei mezzi, facendo del contesto mediale un luogo di autentico incontro personale.

Pubblicato in Attualitá
Mercoledì, 10 Dicembre 2014 07:26

Lanciata campagna "Stop alla minacce su Internet"

Città del Vaticano (Radio Vaticana) - "Stop alle minacce su internet". E' il titolo della campagna internazionale presentata oggi in Vaticano su iniziativa del Bice, il "Bureau International Catholique de l’Enfance" e di alcune ong come "Meter", in collaborazione col Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Già diecimila le firme raccolte, che segnano un impegno di responsabilità per ogni pubblicazione in Internet con l’obiettivo di denunciare e fermare abusi e molestie contro i minori che possono spingere anche il suicidio. L’occasione è il 25.mo anniversario della Convenzione sui Diritti del'infanzia. Il servizio di Gabriella Ceraso:

La Chiesa promuove Internet e i social network come un’ occasione di conoscenza e comunione, ma è in prima fila anche nel mettere in guardia dalle ambiguità e dai pericoli che essi nascondono. Per questo, la Santa Sede ha deciso di dare visibilità al la campagna del Bureau. Le molestie su Internet, ha detto il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, sono una nuova e preoccupante forma di violenza sui minori alla stregua di piaghe come la tratta, i matrimoni forzati, il mercato della prostituzione. Gli strumenti normativi internazionali non sono riusciti a debellarle finora. Occorre fare di più, aggiunge il cardinale, e centrale per affrontare questo nuovo fenomeno, spiega, è il ruolo dell’educazione:

"E’ necessario educare i giovani a riconoscere negli altri persone di pari dignità, da considerare non 'nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere ed abbracciare'. Occorre, cioè, educarli ai diritti umani, alla giustizia ed alla pace. Ciò implica, come affermato da Papa Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2012, aiutare i giovani a scoprire nell’intimo della loro coscienza la legge morale naturale. Una legge che non sono loro a darsi e che li induce 'a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso'”.

Responsabili e rispettosi dell’altro nell’uso di Internet e nella pubblicazione di materiale in esso: tutti, con questo scopo, possono aderire alla campagna del Bureau sottoscrivendo i 5 punti che essa prevede sul sito "www.bice.org". Finora diecimila le firme raccolte, ha spiegato il presidente del Bureau - attivo in difesa della dignità dei bambini da 65 anni - Olivier Duval che ha presentato le cyber- molestie come un fenomeno mondiale sottostimato:

“Donc, sur internet il y a des formes négatives de harcèlement morale…
Allora, in Internet ci sono forme forti di molestie psicologiche, sessuali, di possesso che possono tradursi in intimidazioni, insulti, (…) furto d’identità fino alla diffusione di foto e video falsificati. La statistica dimostra che a un giovane su tre capita, una volta o l’altra, di subire molestie in Internet. Vorrei anche insistere sul fatto che non si tratta di un fenomeno occidentale: oggi abbiamo informazioni raccolte dalla rete dai nostri partner – ad esempio in Mali o in Perù – dalle quali risulta che la diffusione degli smartphone ha portato alla scoperta che anche in questi Paesi ci sono ragazzini che subiscono cyber-molestie. E’ quindi un fenomeno a livello mondiale, che porta all’ansia, alla vergogna, alla demotivazione, a risultati scolastici in ribasso, all’isolamento, l’abbandono, la depressione e può portare perfino al suicidio. E’ per questo che non dobbiamo assolutamente sottovalutare questo pericolo”.

E al tentato suicidio è arrivata anche Laetitia Chanut, testimonial della campagna, che ha raccontato della sua lotta di liceale contro chi, dopo averle rubato l’identità su Facebook, ha iniziato una persecuzione fatta di minacce e ricatti cui neanche le Forze dell’ordine hanno creduto inizialmente. Forti le sue parole:

“Moi je m’en suis sortie mais je sais que je suis loin d’être la seule à vivre ça…
Io ne sono uscita, ma so che sono lungi dall’essere l’unica ad avere fatto questa esperienza. Soprattutto, so che è già tanto essere uscita dall’ospedale. Vorrei semplicemente che, per quanto riguarda Internet, si acquisti consapevolezza: io sono sempre in Internet, utilizzo normalmente la rete dei social, ma penso che sia necessario che si impari ad utilizzarlo un po’ meglio, e soprattutto bisogna capire che non si tratta di violenza fisica: assolutamente no. E’ una violenza psicologica praticamente insormontabile! Anche se sono ormai passati tre anni, quello che è successo è sempre in un angolo del mio cervello e so che purtroppo, anche se in misura sempre minore, ci rimarrà sempre”.

Dobbiamo sorreggere le famiglie e i genitori. La compartecipazione è fondamentale al fianco delle norme esistenti nel contrasto alle cyber-molestie, ha aggiunto don Fortunato di Noto, fondatore dell’ Associazione Meter:

“Noi dobbiamo far sì che questi luoghi di povertà affettiva, queste nuove periferie digitali – io le vorrei chiamare ‘favelas tecnologiche’ – possano essere abitate e quando latita l’affetto, gli avvoltoi sono all’opera, ovunque! Noi ogni anno lanciamo una campagna nazionale di formazione. Abbiamo lanciato ‘In riga su Internet’. Stiamo distribuendo centinaia di migliaia – anzi se c’è qualcuno che ci aiuta finanziariamente, le possiamo distribuire anche in tutta Europa –  di questi ‘In riga su Internet’. Voi direte: ‘Ma oggi non valgono più le regole!’. Eh no, non è vero perché Internet non è senza regole: Internet ha le sue regole”.

Pubblicato in Attualitá
Pagina 1 di 4





Progetti di PCCS

banner-cuadrado

intermirifica-x-pccsglobe 500 en

discorsi

 news-va avatar x pccs3

contributi

mediaprojects

banner1pope2