Chiesa e Comunicazione

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Roma (www.cantonuovo.eu) - P. Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha concesso un’intervista alla TV Canção Nova (Canto Nuovo) parlando del primo anno del Papa emerito Benedetto XVI dopo l’annuncio dell’11 febbraio 2013 della sua rinuncia.

 

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Milano (Tracce.it) - Un anno fa il primo messaggio di un Papa su Twitter. Ora l'ipotesi di Facebook. Perché «la Buona Notizia arrivi anche in questo nuovo spazio esistenziale». L'intervista a monsignor Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

.Meraviglia. È questa l'espressione che descrive l'atteggiamento della Chiesa nei confronti dei mezzi di comunicazione. Uno stupore che ricorre nei diversi documenti della sua storia, dalla Miranda Prorsus ("La meravigliosa invenzione"), la seconda enciclica di Pio XII del 1957 dedicata a cinema, radio e televisione; all'Inter Mirifica ("Tra le meraviglie"), il decreto promulgato da Paolo VI durante il Concilio Vaticano II, di cui ricorre in questi giorni il 50° anniversario. Ma se nel 1963 le "meraviglie" erano sostanzialmente quattro (stampa, radio, televisione, cinema) oggi la rete è aperta a tutti, macina numeri da capogiro e rappresenta una nuova frontiera anche per il Vaticano. Non a caso il primo tweet di @Pontifex, il profilo Twitter del Papa inaugurato con coraggio da Benedetto XVI e portato avanti da Papa Francesco, sta per compiere un anno. «La nostra missione è la medesima», ci dice monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali: «Siamo chiamati ad annunciare il Vangelo innanzitutto con la testimonianza personale, come ci insegna Papa Francesco, e poi con le parole. Se vogliamo comunicare però dobbiamo sapere che di fronte a noi non abbiamo più semplici strumenti, ma tecnologie capaci di creare nuovi ambienti di vita che gli uomini e le donne del nostro tempo abitano».

L'esortazione dell'Inter Mirifica affinché la Chiesa e i fedeli non si chiudano in se stessi e non si chiamino fuori dai mezzi di comunicazione giudicandoli mondani è quindi ancora attuale?

Certamente. Quel documento segnò una svolta perché per la prima volta un Concilio ecumenico si interessava ai mezzi di comunicazione sociale ribadendo un giudizio positivo di fondo su strumenti considerati espressione dell'intelligenza umana e a disposizione dell'annuncio del Vangelo. Senza tralasciare i rischi e i pericoli di un'influenza negativa sugli individui e sulle masse venne perciò affermato con forza il diritto e il dovere della Chiesa di servirsi di questi media per portare avanti la sua azione pastorale e per rispondere all'esigenza di un annuncio missionario. Oggi i discepoli del Signore devono chiedersi come possono essere una presenza e quale linguaggio usare a seconda dei differenti strumenti, da quelli tradizionali a quelli più innovativi.

Cosa intende dire?

Credo che i cristiani più che ad annunciare il Vangelo su internet, siano chiamati oggi a essere presenza attiva, comunicativa ed evangelizzatrice in quell'ambiente esistenziale originato dalle nuove tecnologie che ha le caratteristiche di una rete. Le parole di Benedetto XVI sullo sviluppo delle reti sociali digitali che stanno contribuendo a far emergere una nuova agorà in questo senso sono illuminanti: «Se la Buona Notizia non è fatta conoscere anche nell'ambiente digitale, potrebbe essere assente nell'esperienza di molti per i quali questo spazio esistenziale è importante». Questo comunque non significa che gli strumenti tradizionali perdano di significato. Penso ad esempio che dovremmo recuperare la nostra presenza in campo televisivo e radiofonico.

In che modo?

Tra i media tradizionali ho volutamente tralasciato la stampa perché i dati parlano chiaro e ci dicono che i giovani non si informano più attraverso i giornali, ma grazie al web. Riguardo alle radio cattoliche bisogna dire che svolgono un lavoro importantissimo a favore di anziani e ammalati che hanno bisogno di una vicinanza, ma non sempre sono in grado di dialogare con i giovani e con i giovanissimi. In generale, la comunicazione presuppone un'ecclesiologia: a ogni visione di Chiesa corrisponde uno stile di comunicazione.

E quale comunicazione richiede la Chiesa "ospedale da campo" di Francesco?

Anche da questo punto di vista il Santo Padre ci invita a essere una comunità aperta e dialogante, rispettosa di tutti, che abbia simpatia per l'uomo e la donna di oggi. Una Chiesa che non si chiuda in se stessa, che rifiuti la cultura dello scarto e proponga quella dell'incontro.

Un anno fa la decisione di Benedetto XVI di aprire un account su Twitter venne accolta con una certa ilarità sul web, anche se le critiche più feroci arrivarono dal mondo cattolico e da alcuni vaticanisti di lungo corso. I più gentili dissero che Ratzinger era stato "consigliato male"...

Ricordo bene. In realtà eravamo assolutamente consapevoli delle difficoltà a cui andavamo incontro. Nel mondo dei social network si può trovare di tutto, anche contenuti negativi, irrispettosi e volgari. Consigliammo Twitter al Pontefice perché sembrava rispondere a un suo esplicito desiderio: essere là dove gli uomini si incontrano.

Altri sottolinearono il fatto che la figura del Papa era stata esposta agli insulti o comunque che il suo messaggio avrebbe perso di autorevolezza in una piattaforma che, tra l'altro, mette tutte le persone e tutte le opinioni sullo stesso piano.

Meditammo attentamente il problema delle offese e del turpiloquio. Preferimmo però continuare a essere presenti e l'oggi ci dà pienamente ragione. Inoltre è bene ricordare che anche Gesù sulla croce veniva offeso: "Lo deridevano" dice il Vangelo. Se qualcuno invece si scandalizza vedendo il successore di Pietro al pari degli altri uomini pensi che anche il Figlio di Dio è venuto in mezzo a noi senza "troni né aureole". Infine il tema dei 140 caratteri: certo non sono molti, ma ci sono delle beatitudini del Vangelo che ne hanno meno e hanno cambiato il mondo!

Una volta raggiunti i 10 milioni di followers altre voci hanno invece rimproverato a Papa Francesco la ricerca del successo in un universo di sconosciuti piuttosto che la conversione dei singoli.

Non è il successo mondano ciò che interessa al Santo Padre. Paolo VI nella Evangelii Nuntiandi del 1975 disse che la Chiesa dovrebbe sentirsi colpevole davanti al suo Signore se non utilizzasse le possibilità tecnologiche comunicative che ha a disposizione. A me rincuora sapere che in un momento di grande desertificazione spirituale come questo, grazie ai fedeli che ritwittano, almeno 60 milioni di persone ricevono sul proprio cellulare una piccola goccia quotidiana di saggezza e spiritualità di Papa Francesco, che li aiuta a camminare.

Da ultimo, la prossima frontiera tecnologica per il Vescovo di Roma potrebbe essere Facebook?

È un progetto su cui stiamo lavorando, ma va valutato attentamente...

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) Il 12 dicembre di un anno fa, Benedetto XVI apriva il suo account Twitter @Pontifex. Un evento di portata mondiale, che sottolineò - al massimo livello - l'impegno della Chiesa nell'annuncio del Vangelo nei social network. Dopo l'elezione alla Cattedra di Pietro, il testimone è stato raccolto da Papa Francesco con successo, visto che oggi @Pontifex - declinato in 9 lingue - si avvicina agli 11 milioni di follower in tutto il mondo. Alessandro Gisotti ha chiesto all'arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del dicastero per le Comunicazioni Sociali, di tracciare un bilancio di questo primo anno del Papa su Twitter: RealAudioMP3

R. – Quando Papa Benedetto XVI lanciò il primo tweet, era pienamente consapevole dell'importanza di quel momento. Posso confidare che quel giorno gli dissi proprio: "Padre Santo, mentre lei lanciava il primo tweet, io pensavo a ciò che fece il suo predecessore Pio XI, quando per la prima volta alla Radio Vaticana lanciava il suo primo messaggio". E il Papa mi guardò sorridendo e mi disse: "Sa che ci ho pensato anch'io?" Il che vuol dire che Papa Benedetto era pienamente consapevole dell'importanza di questa sua presenza in uno dei linguaggi, come quello di Twitter, più utilizzati, specialmente in campo giovanile. E oggi, con Papa Francesco, tutti siamo consapevoli che quella decisione, presa un anno fa, fu lungimirante, positiva. Oggi, abbiamo ormai 11 milioni di follower, ma quello che a noi più interessa è che almeno 60 milioni di persone, attraverso il "retwittaggio" ricevono una parola del Papa, questo breve messaggio, in una situazione di desertificazione spirituale, come diceva Papa Benedetto. Anche una goccia di acqua fresca, dunque, qual è un tweet - 140 caratteri - ha una sua valenza, una sua importanza.

D. – Qual è, secondo lei, il contributo specifico che "Pontifex" sta dando allo sforzo di evangelizzazione del cosiddetto "continente digitale"?

R. - Anche in questo continente deve risuonare la parola di Gesù. Anche perché molti dei suoi abitanti, se non trovano la Parola di Gesù in questo contesto, non la troveranno da altre parti. E credo che questa sia la sfida per tutti noi. Qui direi che dobbiamo riscoprire come ognuno di noi sia presente in questo contesto ambientale, dobbiamo assumere una dimensione missionaria che non è proselitismo. Nel contesto del "continente digitale", dobbiamo far sì che questa parola risuoni. Faccio mio un pensiero di Benedetto XVI, quando parlava delle "Reti sociali". Il Papa diceva che il problema non è di fare citazioni formali del Vangelo, ma nella Rete, in questo ambiente, devono essere presenti valutazioni e testimonianze personali. Direi quasi che i discepoli del Signore dovrebbero far presente in questa contestualità quella che è la sintesi tra la loro fede e la loro vita.

D. - Nella Evangelii gaudium, Papa Francesco esorta a essere audaci e creativi nel linguaggio. I social network possono aiutare in questo impegno, secondo lei?

R. – Credo che la grande sfida per noi, oggi, sia quella di annunciare il Vangelo con un linguaggio che gli uomini e le donne di oggi possano comprendere. Papa Francesco, nella sua Esortazione apostolica, dedica molte pagine e riflessioni al tema del linguaggio, perché il grande rischio è che addirittura il messaggio stesso possa essere travisato. Il Papa dice che potremmo annunciare un "Dio falso", con tutte le buone intenzioni che possiamo avere in cuore. Alle volte, il rischio è proprio che il linguaggio cambi il messaggio. Allora ecco qui il bisogno di poter utilizzare invece un linguaggio che gli uomini di oggi riescano a capire.

D. – Proprio, nei giorni scorsi, parlando alla Plenaria dei laici, Papa Francesco ha detto che la presenza della Chiesa in Internet è indispensabile, perché la tecnologia non basta...

R. – Io penso che il Papa abbia ricordato a tutti noi che oggi comunicazione non è solamente sforzo tecnologico. Credo che dobbiamo riscoprire che alla base della nostra comunicazione c'è una visione di Chiesa e Papa Francesco sta invitando tutti noi a una conversione pastorale, nel senso che siamo chiamati a dare un volto a questa Chiesa, un volto più attento, più vicino all'uomo e alla donna di oggi, che camminano per le strade difficili di questo mondo. Papa Francesco invita a dare vita a una cultura dell'incontro. Anzi, proprio il tema da lui scelto per la prossima Giornata mondiale della comunicazione è "Una comunicazione per una cultura dell'incontro". E' una Chiesa che va incontro all'uomo, che mostra la sua simpatia per l'uomo, che è accanto all'uomo: che non impone, ma propone, che sa dialogare rispettosamente con tutti. La sottolineatura è qui: una comunicazione che si fa incontro con l'uomo di oggi.

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Roma - "Benedetto XVI. Ritratto inedito" di Lucio Brunelli è l'opera vincitrice della prima edizione del Premio "Giuseppe De Carli", la cui cerimonia di premiazione si è svolta il 5 dicembre presso la Pontificia Università della Santa Croce.

Secondi classificati, ex aequo, Daniela Mazzoli, di Rai educational, per il documentario "Scrittori per un anno - Fede e letteratura" e Joaquim Franco, con "Arquivo Secreto Vaticano", andato in onda sull'emittente portoghese SIC TV.

Il lavoro vincitore, trasmesso da Tg2 Dossier il 7 gennaio 2013, è stato scelto dalla giuria come opera che "propone un Ratzinger inedito, sia per le immagini mai trasmesse prima, sia per le testimonianze che hanno privilegiato voci lontane dalle gerarchie ecclesiastiche, attingendo a vite "normali" e talvolta "difficili". Ne emerge un'immagine fortemente umana di papa Benedetto, restituendo così una biografia vera ed emozionante di un pontefice che ha guidato la Chiesa in uno dei periodi più difficili e contraddittori, dimostrando sempre quel coraggio, quell'amore e quella tenerezza che spesso non sono stati adeguatamente colti e raccontati".

L'evento è stato aperto dalla proiezione di un video su Giuseppe De Carli realizzato da Pier Luigi Lodi di Rai Vaticano, al quale sono seguiti il ricordo dell'attuale direttore della struttura Massimo Enrico Milone, i saluti del Rettore della Santa Croce Monsignor Luis Romera e del direttore della Sala Stampa Vaticana p. Federico Lombardi.

L'Associazione ha assegnato, inoltre, due premi: alla carriera al vaticanista Marco Tosatti e ad una giovane promessa del giornalismo, la venticinquenne Elisa Bertoli.

La cerimonia è stata preceduta da una tavola rotonda sul tema "L'informazione religiosa oggi: stato dell'arte", alla quale sono intervenuti Valentina Alazraki (Televisa, Messico), Rosario Carello (A Sua immagine, Rai 1) e Andrea Tornielli (La Stampa - Vatican Insider), moderati da Federico Piana della Radio Vaticana.

Contemporaneamente alla cerimonia di premiazione, è stata lanciata la II edizione del Premio "Giuseppe De Carli", che questa volta prevede oltre alla categoria classica dei giornalisti, una categoria "Giovani" per coloro che si affacciano alla professione e che alla data del 31 dicembre 2013 non abbiano compiuto il 30° anno di età.

Il Regolamento del Premio, a cadenza annuale e promosso con il contributo accademico della Pontificia Università della Santa Croce e della Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura" Seraphicum, è disponibile sul sito dell'Associazione www.associazionedecarli.it.

 

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Presentiamo l'attività del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali (Aprile 2011 – Settembre 2013) ilustrate dall' Eccmo. Arcivescovo Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali alla Assemblea Plenaria 2013

MESSAGGI PER LA GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

46ª GIORNATA – Anno 2012
"Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione."

Ogni anno, come di consuetudine, con il suo Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, il Papa cerca di analizzare la cultura della comunicazione per offrire suggestioni all'uomo di oggi e orientare l'azione pastorale della Chiesa. Negli ultimi anni, Benedetto XVI è stato particolarmente attento ai processi e alle dinamiche della comunicazione, soprattutto nel contesto della trasformazione culturale generata dagli sviluppi tecnologici.
Nel Messaggio del 2012, Benedetto XVI ha voluto evidenziare un elemento "classico" della comunicazione: "il silenzio", o meglio il binomio "silenzio-parola", un aspetto fondamentale sempre più importante nell'ambito della cultura digitale.
Il silenzio non è, infatti, mancanza di comunicazione. Esso fa parte del flusso di messaggi e informazioni che caratterizza la nuova cultura della comunicazione. "Esiste un silenzio che è un elemento primordiale sul quale la parola scivola e si muove, come il cigno sull'acqua. Per ascoltare con profitto una parola, conviene creare dapprima in noi stessi questo lago immobile .... La parola sorge dal silenzio, e al silenzio ritorna". (Jean Guitton, La Solitude et le silence)
In questo Messaggio troviamo una riflessione umana profonda sull'importanza del silenzio al cuore della comunicazione. Il silenzio parla e può esprimere vicinanza, solidarietà e attenzione agli altri. Il silenzio è un modo forte per manifestare il nostro rispetto e il nostro amore per gli altri. Nel silenzio ascoltiamo l'altro, diamo priorità alla sua parola. Il silenzio è, dunque, un atteggiamento attivo, poiché permette e dà spazio all'altro per parlare. "Parlare significativamente può soltanto colui che può anche tacere, altrimenti sono chiacchiere; tacere significativamente può soltanto colui che può anche parlare, altrimenti è un muto. In tutti e due questi misteri vive l'uomo; la loro unità esprime la sua essenza." (Romano Guardini, Virtù. Temi e prospettive della vita morale).
Il silenzio fortifica il legame tra due persone. Nel silenzio riesco a capire chi è l'altro e proprio in questo trovo me stesso. Il silenzio mi permette di essere attento al contenuto della comunicazione. Il silenzio serve per riflettere, pensare, valutare, giudicare la comunicazione. Il silenzio ci aiuta a vedere e in esso riesco a dare il giusto significato alla comunicazione e a non essere unicamente sommerso dal volume della stessa comunicazione.
Il silenzio diventa sempre più importante in quel flusso di domande che in un certo senso è il motore della moderna cultura della comunicazione. Il silenzio ci permette di ascoltare attentamente le domande per discernere ciò che l'altro sta cercando di comunicare. Nella nostra cultura c'è il rischio di non ascoltare la domanda dell'altro e di cercare di imporre risposte prefabbricate, ma è proprio nel silenzio che può fiorire quel dialogo fra colui che fa la domanda e colui che cerca di rispondere. In questo c'è un dialogo, c'è un'interattività e c'è una vera ricerca della verità.
Benedetto XVI suggerisce che al cuore di questo flusso di domande c'è una domanda fondamentale che è la ricerca della Verità; da qui nasce l'importanza del silenzio come luogo privilegiato in cui il soggetto umano si trova davanti a se stesso e davanti a Dio. Benedetto XVI nota come il silenzio e la solitudine siano stati fondamentali in tutte le grandi religioni come luoghi di incontro con il mistero e "l'uomo scopre nel silenzio la possibilità di parlare con Dio e di Dio".

47ª GIORNATA – Anno 2013
"Social Network: portali della verità e della fede, nuovi spazi per l'evangelizzazione".
Il Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2013 può essere forse meglio compreso come l'ultimo capitolo della sua riflessione permanente sui nuovi media. Negli ultimi cinque anni, Papa Benedetto ha mostrato grande attenzione alla realtà in evoluzione dei media digitali e al loro significato per l'umanità e la Chiesa. Nel 2013 ha prestato attenzione ai social network, preoccupandosi di invitare le persone ad apprezzare il potenziale di queste reti per contribuire alla promozione dello sviluppo umano e della solidarietà. Egli delinea alcuni degli atteggiamenti fondamentali e degli impegni richiesti a coloro che sono attivi nei social network, se si vuole che sviluppino questo potenziale. Inoltre, durante l'Anno della Fede, si rivolge ai credenti impegnati nelle reti sociali e chiede loro di riflettere su come la loro presenza può contribuire a far conoscere il messaggio evangelico dell'amore di Dio per tutti gli uomini.
Benedetto XVI dà per scontata l'importanza dell'ambiente digitale come una realtà nella vita di molte persone. Non si tratta di una sorta di mondo parallelo, o solo virtuale, ma di un ambiente esistenziale in cui le persone vivono e si muovono. Si tratta di un "continente" in cui la Chiesa deve essere presente e in cui i credenti, se vogliono essere autentici, dovranno cercare di condividere con gli altri la fonte più profonda della loro gioia e della loro speranza, Gesù Cristo. Il forum creato dai social network ci permette di condividere la verità che il Signore ha trasmesso alla sua Chiesa, di ascoltare gli altri, di conoscere i loro interessi e le loro preoccupazioni, di capire chi sono e che cosa stanno cercando.
Il Papa individua alcune delle sfide che dobbiamo affrontare se vogliamo che la nostra presenza sia efficace. Dobbiamo migliorare la nostra conoscenza del linguaggio dei social network, un linguaggio che nasce da una convergenza di testo, immagini e suoni, un linguaggio che si caratterizza per la sua brevità e mira a coinvolgere i cuori e le menti, ma anche l'intelletto. A questo proposito, il Papa ci esorta ad attingere al nostro patrimonio cristiano, ricco di segni, simboli ed espressioni artistiche. Abbiamo bisogno di ricordare una verità fondamentale della comunicazione: la nostra testimonianza - le nostre azioni e i nostri modelli di comportamento - è spesso più eloquente delle nostre parole per esprimere chi siamo e ciò in cui crediamo. In ambito digitale, Benedetto XVI suggerisce che la nostra volontà di coinvolgerci con pazienza e rispetto nelle domande e nei dubbi di coloro che incontriamo nelle reti può essere una potente espressione della nostra attenzione e sollecitudine nei loro confronti. Nonostante le sfide, dobbiamo sempre sperare. Ricordiamo la «forza propria della Parola di Dio di toccare i cuori, prima ancora di ogni nostro sforzo».

IL SITO WEB DEL PCCS

https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRExViuFJQKbBrO0EWCRZ2HelIOV9EkdmhRF8YLDYOBLyF2nSt8cgDal febbraio 2011 abbiamo rinnovato la presenza online del Dicastero tramite il nuovo sito web www.pccs.va che ha valorizzato la tecnologia di "software libero Joomla" e che, a tutt'oggi, funziona nelle lingue Italiano, inglese, spagnolo, portoghese e francese.

Il sito è una finestra di presentazione, con informazioni su questo Pontificio Consiglio, e due concetti comunicativi aiutano a comprendere il suo funzionamento:

a) Il portale è uno scaffale virtuale dove i nostri visitatori possono trovare, scaricare e condividere riflessioni e risorse sulla comunicazione nella Chiesa. Per questo, tutta l'informazione viene sistematizzata in categorie come: magistero, documenti, discorsi, risorse pastorali, congressi e giornate.

b) Esso è anche punto d'incontro per i comunicatori cattolici che possono trovare sul sito informazioni su attività, eventi e notizie varie sulle iniziative che le chiese locali svolgono nel campo dei media. A questo proposito, il sito viene aggiornato, nelle diverse lingue, quasi giornalmente con "news su Chiesa e comunicazione" .

Integrazione delle Reti Sociali

Il sito è integrato da diversi profili di social networks, tra i quali ha maggiore risalto il profilo di Twitter @PCCS_VA. Inaugurato a maggio 2011, ha raggiunto la ragguardevole meta di 75.000 "followers" e acquisito un carattere d'ufficialità come presenza del Dicastero nelle Reti Sociali.
Tutti gli articoli del sito web www.pccs.va sono sincronizzati con il profilo di Twitter e la Pagina di Facebook creata per il progetto Inter Mirifica.net (leggi sotto).
È quindi possibile fare delle incursioni sulle Reti sociali quali Pinterest, Picasa e Youtube utilizzando spazi interattivi per far conoscere le attività del Pontificio Consiglio.
È stato aperto anche un canale su Youtube, dove si caricano gli interventi video dell'Arcivescovo Celli .

Twitter - @pontifex

http://4.bp.blogspot.com/-JOaTTbHNwIg/Tx83WAEPzYI/AAAAAAAAAY8/9TjmPbUr-Os/s1600/2012-01-24_papatw.jpgNel dicembre 2012, il PCCS, su mandato dalla Segreteria di Stato, ha contribuito ad aprire e lanciare il profilo del Santo Padre, Benedetto XVI su Twitter.

La presenza del Papa su Twitter è un'espressione concreta della convinzione che la Chiesa deve essere presente nel mondo digitale. Nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2011, Papa Benedetto XVI specificava che: "II web sta contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa. Anche in questo campo siamo chiamati ad annunciare la nostra fede che Cristo è Dio, il Salvatore dell'uomo e della storia, Colui nel quale tutte le cose raggiungono il loro compimento (cfr Ef 1,10)". E nel Messaggio per il 2012, è entrato ancor di più nel dettaglio: "Sono da considerare con interesse le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l'uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio. Nell'essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità."

La Chiesa è già ampiamente presente in quest'ambiente – esiste una vasta gamma di iniziative, dai siti internet ufficiali di varie istituzioni e comunità, ai siti personali, blogs e micro-blogs di personalità del mondo ecclesiale e di singoli credenti. La presenza del Papa su Twitter è in definitiva un appoggio agli sforzi di questi pionieri per assicurare che la buona novella di Gesù Cristo e l'insegnamento della sua Chiesa possano permeare quel luogo pubblico di scambio e di dialogo creato dai social media. La presenza del Papa vuole essere un incoraggiamento a tutte le istituzioni ecclesiali e ai credenti a porre attenzione nello sviluppare un profilo appropriato per sé e per le proprie convinzioni nel "continente digitale". I "tweets" del Papa saranno disponibili a credenti e non credenti per condividere, discutere e incoraggiare il dialogo. C'è da sperare che i brevi messaggi del Papa, e i messaggi più completi che essi cercheranno di trasmettere, sollevino domande di persone di differenti Paesi, lingue e culture. Queste domande potranno a loro volta essere affrontate dai credenti e dai responsabili delle Chiese locali, che si troveranno nella posizione migliore per misurarsi con esse e, soprattutto, per essere vicini a coloro che si interrogano. "Nel complesso e variegato mondo della comunicazione emerge, comunque, l'attenzione di molti verso le domande ultime dell'esistenza umana: chi sono? Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa posso sperare? E' importante accogliere le persone che formulano questi interrogativi, aprendo la possibilità di un dialogo profondo" (Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012).

I primi tweet del Papa sono stati inviati il 12 dicembre 2012, festa di Nostra Signora di Guadalupe. Nel suo primo tweet, inviato in inglese a conclusione dell'Udienza Generale, ha scritto: «Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via Twitter. Grazie per la vostra generosa risposta. Vi benedico tutti di cuore». Poco dopo è stato diffuso nelle altre sette lingue dal suo account @pontifex. Il primo tweet che ha inaugurato il lancio ufficiale dell'account è stato inviato proprio dal Santo Padre Benedetto XVI da un tablet, a conclusione dell'udienza generale nell'Aula Paolo VI. Ho assistito il Papa, insieme con il Segretario particolare del Santo Padre, l'attuale Prefetto della Casa Pontificia, Mons. Georg Gänswein. Erano presenti anche due nostri stagisti, studenti della Villanova University, e una giovane giornalista messicana. Il primo tweet, inviato in diretta, è stato di introduzione. Nel corso della giornata, il Papa ha risposto via Twitter a tre diverse domande, che sono state scelte fra quelle provenienti da tre diversi continenti.

L'evento è stato proiettato su un maxischermo nell'Aula delle udienze tra gli applausi dei fedeli presenti, molti dei quali provenivano dal Sudamerica. Il primo tweet ha avuto un'ampia risonanza mediatica, sia sulla stampa sia tra i followers, al punto che gli utenti Twitter si sono iscritti numerosi agli otto account del Santo Padre, raggiungendo un milione di followers poco prima del lancio e 1.600.000 persone entro la giornata del lancio. Qualche mese dopo, la lingua latina è stata aggiunta agli account con radice @pontifex, portando a nove le lingue degli account di Twitter.

Nel febbraio 2013, prima della chiusura dell'account per l'inizio della Sede Vacante, gli iscritti avevano superato i 2.700.000 followers. L'iniziativa è sorta dal desiderio di Benedetto XVI di mettere a frutto le opportunità offerte dai nuovi media per diffondere il più possibile il messaggio evangelico, anche nell'ambiente digitale, cogliendo in tal modo le sfide della nuova cultura della comunicazione che si sta delineando nel mondo dei social networks, sempre più parte integrante dell'esperienza sociale delle persone e, in particolare, dei giovani.

Dopo la Sede Vacante, con l'elezione di Papa Francesco e la sua decisione di riattivare gli account di Twitter, il numero dei followers è cresciuto in modo vertiginoso, ad un passo di un milione al mese, per raggiungere oggi quasi dieci milioni. Lo spagnolo è l'account più seguito, con quasi 4 milioni di followers. Ma ancora più importante del numero di followers, sono il numero dei retweet. Ogni tweet in spagnolo viene inoltrato (re-tweetato) più di 11,116 volte, mentre quelli in inglese con una media di 8,219 volte.
Per questo, uno studio della multinazionale di pubbliche relazioni Burson-Marsteller, pubblicato sul loro sito "Twiplomacy" a luglio, ha dichiarato Papa Francesco il leader più "influential" del mondo e il secondo leader del mondo più seguito, dopo Barak Obama. Twiplomacy analizza la presenza dei leader mondiali su Twitter, visto che è un piattaforma molto importante oggi. Nei due mesi dopo la pubblicazione di quel dossier, Papa Francesco ha aggiunto più di due milioni e mezzo di followers.

Inter Mirifica.net

https://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/1186829_626524970720938_1562412765_n.jpgIntermirifica.net è un direttorio multimediale online che fornisce informazioni e contatti sulle organizzazioni cattoliche presenti nell'ambito della comunicazione.
Creato nel 2009, si è evoluto in una piattaforma web che mira a incoraggiare il networking e la comunicazione tra le persone e gli enti cattolici che attuano progetti di comunicazione nel mondo.
Intermirifica.net è un wiki, di conseguenza gli utenti registrati possono costruire e migliorare questo database che, fino ad oggi (settembre 2013), conta 1.552 utenti da tutto il modo. Essi hanno inserito 3.752 entità di media cattolici con le informazioni del relativo contatto. Recentemente si è introdotta la possibilità di far vedere anche le reti sociali delle entità di comunicazione.
La grande sfida per questo progetto, da oggi in poi, è di espandere il suo servizio coinvolgendo sempre più i numerosi comunicatori cattolici.

"Pope to You" - www.pope2you.net

http://imagens.rio2013.com/app/webroot/files/images/library/notices/medium/Pope2You_09072013183118.jpg

Un altro progetto del PCCS è "Pope to You" (www.pope2you.net): un portale lanciato nel maggio 2009 in occasione della 43a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in cui sono i giovani stessi a diffondere la parola del Papa con immagini e messaggi. Negli ultimi quattro anni, il portale è stato una piattaforma e uno strumento utilissimo di animazione dei giovani per evangelizzare in occasioni speciali, come le Giornate Mondiali della Gioventù (GMG), le ricorrenze delle festività di Pasqua e Natale e le Giornate Mondiali della Pace. Il portale è stato un nodo centrale per la condivisione e la partecipazione dei giovani attraverso altre reti sociali come Facebook e Twitter.

Durante la GMG di quest'anno, molti giovani che non hanno potuto partecipare a Rio, hanno comunque potuto assistere agli avvenimenti grazie all'impegno dei loro compagni che hanno ripreso e ritrasmesso le immagini con i propri cellulari. Per l'occasione, il sito www.pope2you.net, in collaborazione con il Corriere della Sera online, ha pubblicato dei video girati da un gruppo di giovani operatori, che hanno voluto offrire l'esperienza dei pellegrini presenti all'evento. Inoltre, il sito ha permesso la raccolta e la condivisione di foto e di testimonianze usando la piattaforma Pinterest.

Pope2You è stato il primo esperimento del PCCS nel mondo dei social media e continua ad essere utile come piattaforma esterna ai media vaticani ufficiali per la partecipazione dei giovani nella vita della Chiesa e come cristiani che vogliono condividere con gli altri la loro fede.

 

Progetto .catholic

Il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali è responsabile della gestione del "Progetto .catholic" per conto della Santa Sede, riguardante l'introduzione del dominio ".catholic" nella rete Internet, rispettivamente in caratteri latini, cinesi, arabi e cirillici. Scopo del progetto è salvaguardare l'autenticità, la riconoscibilità e la provenienza del messaggio cattolico e della parola del Santo Padre nell'attuale piazza multimediale globale. Tali domini, o "gTLDs" (generic top-level domains), saranno riservati ad enti istituzionalmente connessi con la Santa Sede.
Il progetto è stato presentato ad ICANN, l'ente internazionale che coordina la gestione della rete Internet a livello globale. A giugno 2013 il PCCS ha ricevuto comunicazione ufficiale da ICANN di aver superato la fase di valutazione con esito positivo per tutti e quattro i domini. Le prossime tappe in vista dell'attivazione di questi ultimi nella rete riguardano la creazione di una struttura organizzativa che gestisca la registrazione da parte delle diocesi e istituti cattolici al fine di ottenere dei propri siti web all'interno del .catholic. Una volta definita tale struttura, si procederà alla fase contrattuale con ICANN e quindi alla comunicazione alle conferenze episcopali delle procedure di registrazione.


Risulta evidente il grandissimo potenziale pastorale del progetto che, per la prima volta, riunirà le principali componenti del mondo cattolico in un'unica aggregazione, universalmente riconoscibile nel mondo Internet. Il dominio .catholic, infatti, offrirà la possibilità agli utenti della rete di trovare con maggiore facilità i siti degli enti appartenenti alla Chiesa Cattolica nei motori di ricerca; allo stesso tempo, permetterà una maggiore affidabilità dei contenuti a vantaggio di quanti cerchino informazioni sulla fede cattolica. In ultima analisi, il nuovo dominio potrebbe comportare una maggiore integrazione della comunicazione tra le diverse diocesi e parrocchie del mondo, offrendo una piattaforma tecnologica consolidata per facilitare lo scambio di risorse ed esperienze, al fine di superare qualsiasi divario digitale della Chiesa.

News.va ( www.news.va )

https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTSiHX1Sn5ZXl1hhUf0tqPB63Thrj7jED69odCAgVBjATEbkJ_gNel corso del 2011, è stato realizzato un progetto, sempre su mandato della Segreteria di Stato, per la diffusione più rapida e affidabile della parola e dell'attività del Santo Padre: il lancio di un nuovo portale multimediale Vaticano News.va. Papa Benedetto XVI ha lanciato il portale e ha inviato il primo tweet di un Papa.

Nel lanciare martedì pomeriggio, 28 giugno, prima dei Vespri della solennità dei Santi Pietro e Paolo, il nuovo portale della Santa Sede News.va, Benedetto XVI ha anche accolto la mia proposta di rivolgere la sua benedizione al popolo della rete. Il Santo Padre stesso ha toccato l'icona di un iPad per lanciare il portale News.va; quindi ha inviato il tweet, dando notizia del lancio.

Un briefing di presentazione di questo nuovo portale vaticano si era svolto il giorno prima, 27 giugno, presso la Sala Stampa della Santa Sede. Durante la presentazione, ho spiegato che il PCCS aveva portato a compimento l'incarico affidatogli dalla Segreteria di Stato di sviluppare il nuovo portale multimediale della Santa Sede News.va, operativo online dal 29 giugno, inizialmente in italiano e inglese. Nei mesi successivi, si sono aggiunte le lingue spagnola, francese e portoghese.

Il sito News.va è un portale che raggruppa i contenuti di tutti i media tradizionali del Vaticano (radio, giornale, televisione) progettato appositamente per rispondere alle esigenze della nuova realtà digitale e delle reti sociali. Lo scopo di News.va è riportare in un unico sito i contenuti dei singoli media vaticani e dare risalto alle ultime notizie da questi selezionate. Tale convergenza contribuisce a facilitare la consultazione, la condivisione e quindi la diffusione delle notizie relative al Vaticano, attualmente pubblicate. Il portale presenta al visitatore un'interfaccia grafica moderna, semplice e pulita, attraente e uniforme, creando un'unità e compiendo una convergenza dei nostri media, almeno virtuale, in un'epoca in cui la convergenza di piattaforme e contenuti è un dato di fatto.

News.va è inoltre un sito multimediale in quanto dispone di testi, foto, audio e video; è attualmente disponibile in 5 lingue (inglese, spagnolo, francese, italiano e portoghese) ed è ampiamente presente nei social media, in particolare su Facebook, Twitter, Youtube e Flickr. Ci sono dai 40 ai 50 mila visitatori al portale ogni giorno e i numeri sono in aumento. Le funzionalità del portale e i contenuti offerti vengono continuamente aumentate.

Inoltre, News.va dispone di una app che permette di consultarne i contenuti tramite dispositivi mobile (smartphone e tablet), mezzi sempre più usati nella navigazione via web: la app si chiama "The Pope App", un nome scelto per catturare la curiosità dell'utente e sottolineare l'identità e la natura dei contenuti. E' un'applicazione gratuita che permette di seguire in diretta gli interventi del Santo Padre, di ricevere in anteprima le notifiche dell'inizio degli eventi, di leggere le ultime notizie su Papa-Vaticano-Chiesa, i documenti ufficiali, compresi i discorsi, e di accedere alle gallerie con le ultime immagini e video. "The Pope App" è diventato il mezzo preferito per consultare le notizie di News.va: attirano moltissimo le foto e i video, alle volte molto più del testo scritto. Dal lancio dell'app a febbraio, ci sono stati più di 400,000 installazioni di essa per piattaforma Android, iPad e iPhone. Durante il periodo del Conclave, la versione per iPhone è stata in cima alle app più scaricate del momento.

Inoltre, abbiamo sviluppato una versione speciale di News.va per iPad e per chi preferisce consultare il sito web direttamente e non attraverso l'app. La versione di visualizzazione tablet (t.news.va) offre una nuova esperienza di News.va e facilita la consultazione e la lettura delle notizie.

La presenza di News.va su Facebook è particolarmente importante, in quanto spesso il traffico supera ampiamente le visite allo stesso portale. La presenza delle istituzioni della Chiesa sui social network è importante: per la prima volta, grazie alle nuove tecnologie di rete, si dispone di strumenti per costruire un dialogo diretto con le persone in tutto il mondo.

Il portale di News.va su Facebook ci permette di rilevare la qualità e la quantità del bacino di utenza che riceve il messaggio evangelico del Santo Padre, nonché di facilitarne la diffusione. E' importante per la Chiesa cogliere le opportunità che offrono i social network di ricevere un "feedback" immediato su come venga recepita la sua immagine e il suo messaggio dai fedeli in tutto il mondo. Per la prima volta, è possibile per i cattolici di diverse nazioni, culture e tradizioni, trovarsi in un forum comune, facilmente accessibile, e confrontare la propria esperienza e comprensione del messaggio evangelico.

Di seguito, sono elencate alcune considerazioni sull'importanza della presenza dei media cattolici sui social network, in base alla nostra esperienza di News.va su Facebook:

- CONTATTO CON LA GENTE: Facebook permette di ampliare giorno per giorno il bacino di audience del portale News.va nelle diverse lingue, grazie alla possibilità per gli utenti di condividere le notizie con i propri contatti in rete. I dati analizzati ci mostrano che le notizie pubblicate raggiungono, nell'arco di un mese, circa 3.000.000 di utenti in tutto il mondo nella lingua inglese, 5.800.000 nella lingua spagnola, 925.000 in italiano, 135.000 in francese e 350.000 in portoghese, per una portata di oltre dieci milioni di visualizzazioni. Le cifre totali dei visitatori aumentano di giorno in giorno di alcune centinaia. News.va Facebook ci permette di interagire con un sempre maggior numero di utenti e anche di instaurare con loro un dialogo sulle diverse tematiche trattate dalle notizie, grazie alla possibilità di inserire commenti per iscritto in calce ai post.

- ORIENTAMENTO SPIRITUALE: i post con maggiore successo sono quelli che presentano un messaggio evangelico, in particolare le omelie giornaliere del Santo Padre a Santa Marta, i discorsi delle udienze e dell'Angelus e i pensieri spirituali riguardanti le festività liturgiche. Molti utenti sono sacerdoti, missionari o catechisti e ci comunicano di prendere spesso spunto dalle catechesi che pubblichiamo su News.va per il proprio lavoro. Molte persone laiche scrivono sulla pagina Facebook di News.va per chiederci informazioni riguardo a nozioni fondamentali della fede cattolica.

- AFFIDABILITA' DELLE FONTI: i lettori di News.va affermano di essere soddisfatti dell'esistenza di un portale ufficiale da cui poter avere direttamente le informazioni riguardanti il Santo Padre. Molti utenti ci chiedono, infatti, di leggere i testi integrali dei discorsi. Rileviamo quindi un profondo interesse da parte degli utenti, che desiderano essere aggiornati quanto più possibile sui messaggi del Papa.

- VICINANZA AL SANTO PADRE: uno dei punti di forza di News.va Facebook sono le immagini. Le persone hanno la possibilità di vedere in tempo reale il Santo Padre, tramite foto e video. In molti paesi i media tradizionali non riportano notizie relative al Papa, quindi News.va è un mezzo importante che permette ad un pubblico di essere più vicino a Sua Santità. Un particolare merito deve essere attribuito alla Pope App, la applicazione per cellulari che permette di leggere le ultime notizie relative al Papa, nonché guardare foto e video in streaming.

SETTORE AUDIOVISIVI / MEDIA PROJECTS
http://static2.demotix.com/sites/default/files/imagecache/a_scale_large/1800-7/photos/1363381936-rome-gets-ready-for-first-angelus-of-pope-francis-in-vatican-city_1874867.jpgDesidero ora illustrare i nuovi compiti e ruoli assegnati al settore audiovisivi di questo Pontificio Consiglio a partire dal mese di maggio del presente anno, per fare comprendere meglio la nuova realtà in cui i due uffici operano attualmente.
Lo sviluppo e l'uso delle nuove tecnologie di comunicazione, i passati eventi delle dimissioni del Santo Padre e il Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice, hanno di fatto messo sempre più in evidenza le problematiche legate alla separazione della gestione degli accrediti e al rilascio dei permessi per riprese fotografiche e televisive.
Fino ad aprile del presente anno, infatti, gli accrediti di natura giornalistica (stampa scritta) erano affidati alla Sala Stampa della Santa Sede, mentre gli accrediti degli operatori video e dei fotografi erano affidati alla sezione audiovisivi del PCCS.
La nuova realtà della comunicazione ha reso però sempre più labile il confine tra carta stampata e audiovisivo e la distinzione netta fra le funzioni di corrispondente/redattore e operatore/fotografo, sempre più spesso chiamati ad essere un'unica figura, o ad alternare e condividere i ruoli.
Nell'ambito di una revisione generale del sistema di accreditamento e di autorizzazioni degli operatori dell'informazione in Vaticano, dettata dai problemi emersi concretamente sul campo, la Segreteria di Stato ha ritenuto necessario adottare il principio dell'unificazione degli accrediti.
E' venuta così a cadere la distinzione, finora in uso, tra "stampa scritta" e "settore audiovisivi", dalla quale derivava la distinzione delle rispettive competenze tra Sala Stampa e PCCS.
Il Dott. Angelo Scelzo, già Sotto-Segretario di questo Pontificio Consiglio e responsabile di quello che era il Servizio Audiovisivi, dirige l'ufficio accreditamento unico e unificato della Sala Stampa. Secondo i nuovi compiti e ruoli assegnati, detto ufficio dovrà gestire sia gli accrediti di natura giornalistica (già prerogativa della SS) sia gli accrediti foto e video, affidati prima alla sezione audiovisivi del PCCS, nell'ambito della cronaca e dell'attualità (reportage e servizi di approfondimento, speciali). In sintesi, esiste una gestione unica e unificata per il settore "news".
Alla sezione audiovisivi del PCCS, ora rinominata MediaProjects, resta il compito di gestire i progetti (documentari, serie televisive, produzioni televisive di lunga durata e pubblicazioni fotografiche).
A questa sezione continua ad essere affidata la valutazione preliminare e di merito dei progetti e l'emissione di autorizzazioni per riprese foto e video nell'area progetti.

Per illustrare e sintetizzare al meglio le variazioni intervenute, vi mostro un semplice specchietto che riassume la situazione precedente e quella attuale.

COMPITI PRIMA (fino al 30/04/2013) OGGI (dal 01/05/2013)
Accredito STAMPA Sala Stampa Sala Stampa
Accredito FOTO e VIDEO PCCS Sala Stampa
Autorizzazioni riprese (VIDEO o FOTO) NEWS PCCS Sala Stampa
Autorizzazioni riprese (VIDEO o FOTO) PROGETTI PCCS PCCS

Alla luce di questa nuova assegnazione di ruoli e distribuzione di competenze, si è intensificato il lavoro di sinergia tra SS e PCCS per cercare di operare una chiara distinzione tra news e progetti ed indirizzare così il lavoro verso i giusti canali, operando una diversa trattazione delle richieste.
Nell'ambito dei progetti, inoltre, si è reso sempre più necessario, sulla base di informazioni preliminarmente raccolte, operare una chiara classificazione tra progetti di natura commerciale e progetti di natura culturale/artistica, divulgativa/scientifica, di evangelizzazione, ciò al fine di procedere con una diversa trattazione degli stessi.

Il settore MediaProjects avrà quindi il compito di raccogliere tutte le informazioni necessarie alla valutazione dei progetti audiovisivi, di stabilirne la natura, di favorire, per quanto possibile, l'accoglimento delle domande di ripresa che, per il loro scopo e per la qualità, contribuiscano all'esatta e conveniente informazione dell'opinione pubblica sulla missione religiosa e morale della Santa Sede e sul suo patrimonio artistico e spirituale. Sarà poi compito del settore MediaProject avviare le procedure operative con gli organismi vaticani interessati che porteranno al rilascio dei permessi finali.
L'incremento delle produzioni, la varietà delle richieste e della provenienza rende necessario, da parte del PCCS, instaurare contatti sempre più frequenti e rapidi tra gli organismi interessati, per gli opportuni accordi di carattere tecnico-amministrativo. Occorre, infatti, far rispettare le condizioni che regolano la distribuzione e diffusione delle immagini in materia di diritti, applicate dalle diverse amministrazioni mediante contratti di concessione e il regolamento vigente all'interno dello Stato Vaticano, oltre ad organizzare gli accessi nei luoghi di ripresa, assicurando il corretto svolgimento del lavoro, con l'assistenza diretta sul campo. È poi fondamentale instaurare contatti con rappresentanti del mondo della comunicazione, esperti e consulenti esterni.
Negli ultimi tempi si è assistito ad un notevolissimo incremento di richieste che riguardano in modo particolare, non solo documentari sul patrimonio artistico e spirituale dello Sato ma soprattutto sulla figura e l'attività del Santo Padre e sugli aspetti "meno ufficiali", quelli cioè legati all'attività lavorativa quotidiana della Santa Sede.
In territorio Vaticano non sono consentite riprese di carattere cinematografico che rientrino nel genere fiction o che contemplino la presenza di attori e/o comparse.
Per far capire la varietà e le tipologie dei documentari realizzati, si allega una breve panoramica di alcune delle produzioni più importanti realizzate nell'anno 2012 e dall'inizio del 2013 a oggi (ALLEGATO 1).
E' necessario spendere un capitolo a parte per illustrare il periodo che va dalle dimissioni del Santo Padre Benedetto XVI, al Conclave, fino all'elezione di Papa Francesco: febbraio-marzo-aprile.
Nei mesi in cui si sono verificati tali eventi, a cui sono seguite le celebrazioni della Settimana Santa, il lavoro è stato intenso. A causa dell'enorme afflusso di media provenienti da ogni parte del mondo (vedere statistiche allegate) è stato necessario sospendere la maggior parte dei grandi progetti documentari e mettere in campo tutta la forza lavoro, concentrandola sugli eventi in corso.
Il compito di gestire gli accrediti secondo le indicazioni della Segreteria di Stato era già stato assegnato, ma non messo in atto, alla Sala Stampa, la cui struttura non si era ancora adeguata alle mutate esigenze tecnico/logistiche per far fronte alla straordinaria mole di lavoro.
Si è dunque resa necessaria la collaborazione congiunta del personale del PCCS e della Sala Stampa, come già avvenuto per la Beatificazione di Giovanni Paolo II nel maggio 2011. La Beatificazione è stata il "banco di prova" per sperimentare l'unificazione degli accrediti.
Il nuovo evento ha reso ancor più necessaria la collaborazione delle forze lavoro di entrambe gli organismi e l'attivazione del sistema di accreditamento online, già utilizzato durante la Beatificazione di Giovanni Paolo II, oltre all'allestimento di locali idonei all'accoglienza dei numerosi operatori media accreditati. I locali utilizzati sono gli stessi in cui si sta svolgendo la Plenaria, insieme alle salette adiacenti. È stata seguita la procedura dell'accredito congiunto (ora affidato alla Sala Stampa), cioè un accredito giornalistico unico e unificato, sia per la carta stampata sia per gli audiovisivi, valutato, approvato e rilasciato per l'occasione straordinaria dalla Sala Stampa e dal PCCS insieme (ALLEGATO 2).
I nuovi compiti assegnati e la riorganizzazione del settore hanno reso necessaria la creazione di un nuovo indirizzo di posta elettronica, rinominato Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , con una nuova grafica del sito www.mediaprojects.va.
Stiamo lavorando per semplificare le linee guida e pubblicare in italiano e inglese, sul sito summenzionato, tutte le informazioni utili alla raccolta dei dati necessari alla valutazione dei progetti: le condizioni alle quali le riprese sono subordinate, la documentazione necessaria per sottoporre una proposta di progetto e conoscere le modalità di richiesta e il regolamento recentemente aggiornato e approvato dalla Segreteria di Stato, con protocollo del 31 marzo 2011.
Sul sito si trovano anche i contatti del settore MediaProjects, alcuni link utili ed il calendario degli eventi (costantemente aggiornato) in cui è prevista la presenza del Santo Padre.
Al nuovo settore lavorano ora la Dott.ssa Laura Riccioni e il Dott. Francesco Macrì.

Corso di Formazione nelle comunicazioni sociali

SEMINARI DEL PCCS

BRASILE - DAL 12 AL 17 LUGLIO 2011

Nel 2008, il nostro Dicastero aveva radunato a Roma i Vescovi presidenti delle Commissioni di comunicazioni di tutto il mondo. A distanza di tre anni, si è tenuto a Rio di Janeiro il primo "Seminario di Comunicazione" sulle potenzialità e i rischi della cultura digitale per i Vescovi Brasiliani.
Questa prima esperienza, realizzata dal 12 al 17 luglio 2011, era stata organizzata dal PCCS, insieme alla Commissione di Comunicazione della Conferenza Episcopale del Brasile e all'Arcidiocesi di Rio de Janeiro, con il sostegno economico della CEI. In tale occasione hanno partecipato 70 Vescovi – tra 44 e 91 anni – rappresentanti di 55 diocesi brasiliane, che hanno riflettuto e dibattuto apertamente sulle sfide per la missione della Chiesa di fronte alla cultura originata dalle nuove tecnologie di comunicazione.
L'esperienza è risultata ampiamente positiva e si è deciso di continuarla come attività preponderante del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

LIBANO - DAL 17 AL 20 APRILE 2012

"La comunicazione come strumento di evangelizzazione, di dialogo e di pace in Medio Oriente".
Dal 17 al 20 aprile, per quattro giorni, il centro congressi Betania Harissa (Nostra Signora del Libano) a Beirut, in Libano, ha ospitato un seminario sul tema della Comunicazione in Medio Oriente come strumento di evangelizzazione, di dialogo e di pace per Vescovi e operatori della comunicazione della regione mediorientale.

Organizzato dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, in collaborazione con l'Assemblea dei Patriarchi Cattolici d'Oriente, il seminario ha radunato 45 Patriarchi e Vescovi provenienti dal Libano, dalla Siria, dall'Egitto, dall'Iraq, dalla Giordania, dalla Terra Santa, da Cipro, dall'Armenia e dal Vaticano, oltre a una trentina di sacerdoti, religiosi, religiose, laici ed esperti nel campo dei media.
Il congresso ha analizzato i temi del Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente, tenutosi a Roma nell'ottobre 2010, anche in previsione della visita in Libano di Sua Santità Papa Benedetto XVI, che ha consegnato l'Esortazione Apostolica alle Chiese del Medio Oriente.

GIORDANIA - DAL 10 ALL' 11 GIUGNO 2013

"I media arabi cristiani al servizio della giustizia, della pace e dei diritti umani"
Dal 10 all'11 giugno 2013, il Centro cattolico di studi e di formazione per i media ad Amman in Giordania, in collaborazione con il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha organizzato incontri e dibattiti tra religiosi cristiani e musulmani, intellettuali e operatori dei media di diversi Paesi del Medio Oriente, sul ruolo svolto dalle tecnologie della comunicazione nei processi di cambiamento del mondo arabo e sui media al servizio della pace e dei valori dell'umanità sofferente nella regione.

A queste riflessioni hanno partecipato in particolare il Patriarca latino di Gerusalemme, S.B. Mons. Fouad Twal, S.E. Mons. Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, il Sig. Mohammad Momani, Ministro giordano per le Comunicazioni Sociali ed il Sig. Faisal Fayez, ex Primo Ministro giordano.
Questo seminario si colloca sulla scia del seminario per i Vescovi del Medio Oriente, che si è svolto in Libano nell'aprile 2012. Il centro è diretto da Don Rifaat Bader, sacerdote del Patriarcato latino di Gerusalemme.

Prossimi seminari

Durante il 2012, insieme al Dipartimento di Comunicazione del CELAM, abbiamo assunto l'impegno di suscitare e accompagnare i processi comunicativi del continente per promuovere spazi privilegiati di formazione per i Vescovi dell'America Latina. Grazie all'esperienza di Rio di Janeiro e di altri seminari realizzati in diversi continenti, abbiamo organizzato un itinerario di formazione per i Vescovi dell'America Latina, iniziando con la seconda edizione del seminario per Vescovi brasiliani, che avrà luogo a Recife-Brasile dal 4 all'8 di novembre 2013. Nel 2014 si dovrebbero realizzare a livello regionale dei seminari per i Vescovi del Centro America (febbraio), dei paesi Boliviani (marzo), del Messico (settembre) e del Cono Sud.
La caratteristica di questi seminari è aprire spazi pratici affinché i Vescovi, non solo "tocchino con mano" e familiarizzino con le nuove tecnologie, ma assumano anche una visione dei media, tale da non considerarli più strumenti, bensì uno spazio da abitare.

Corso di formazione a Cuba

 http://www.palabranueva.net/newPage/images/stories/2013_04/Breves/Breves%202.jpgDa ottobre 2010 ad aprile 2013, a La Havana, Cuba, si è tenuto un corso di specializzazione della durata di tre anni, con una sessione per ogni semestre, con 6 incontri settimanali e 19 discipline teoriche e pratiche. Gli studenti universitari che vi hanno partecipato conseguono un "diploma" su "Chiesa e Comunicazione".
Il corso, organizzato dal PCCS e dalla Conferenza Episcopale Cubana, è stato sponsorizzato dalla Fondazione Götz e ha visto coinvolti 16 professori e decani di diverse Università Pontificie del Continente Latinoamericano ed Europeo.
Il prossimo mese di febbraio saranno consegnati i "certificati" riconosciuti dal CELAM ai 30 allievi che avranno presentato la monografia concordata. L'attenzione massima in questo momento è concentrata sulla ricerca del finanziamento che permetta di fornire agli allievi computer portatili per mettere in pratica le abilità acquisite nel corso di questo itinerario formativo, unico nel suo genere, sino a questo momento.

 

Borse di studio
Dal marzo 2011, il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali ha erogato 5 borse di studio ad altrettanti studenti provenienti da : Paraguay, Libano, Colombia, Burkina Faso e Perù.

Cardinal Foley Scholarship Fund
Il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, insieme al CAMECO e ad altre organizzazioni donatrici, ha fondato una borsa di studio con lo scopo di supportare la creazione di centri per la formazione di futuri leader nel campo della comunicazione in Africa e Asia (prevedendo di includere in futuro anche l'America Latina). Gli obiettivi sono: investire su persone locali qualificate affinché acquisiscano le competenze per formare nuovi comunicatori per la Chiesa all'interno delle facoltà di comunicazione, di teologia e dei seminari, ampliare i centri di formazione professionale dei sacerdoti, diaconi, religiosi e laici impegnati nel ministero della comunicazione delle Chiese locali. Di particolare importanza è l'identificazione di futuri coordinatori tra le strutture su base nazionale e regionale. Il Consiglio di Amministrazione ha tenuto la prima riunione il 18 aprile 2013 ed ha approvato il finanziamento di borse di studio per tre candidati, uno dei quali proveniente dall'India e due dal continente africano. CAMECO intende inoltre coinvolgere ulteriori organizzazioni donatrici, al fine di poter supportare il maggior numero possibile di richiedenti delle borse di studio.

Forum di "Dialogo" tra Teologia e Comunicazione


Il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali coordina, insieme al Dipartimento della Comunicazione della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti (USCCB) e all'Università di Santa Clara (USA), l'iniziativa della creazione di un forum di "dialogo" che vede protagonisti teologi ed esperti nel campo della comunicazione della Chiesa. Questo progetto è stato ispirato dalla constatazione del Santo Padre, espressa ai partecipanti della Plenaria del Pontificio Consiglio, sulla necessità di identificare nuovi modelli e stili di comunicazione adatti a trasmettere il messaggio cristiano all'interno dei nuovi contesti sociali che si vanno formando nella rete. In particolare, laddove i nuovi linguaggi hanno un impatto sul modo stesso di vivere e di pensare, è fondamentale per la Chiesa elaborare nell'ambito dei nuovi media un modello di linguaggio comprensibile e idoneo a comunicare i temi della fede, che stimoli la riflessione teologica e faciliti la comprensione delle nozioni fondamentali del messaggio evangelico. Tali iniziative di "dialogo" si svilupperanno per mezzo di una serie di appuntamenti annuali, oltre ad un'intensa collaborazione online. La prima occasione di incontro è stata la Conferenza "Theology and Communications in Dialogue", che ha avuto luogo dal 25 al 27 giugno 2012 a Santa Clara; la seconda sessione annuale è stata tenuta dal 23 al 26 giugno 2013 ed ha suscitato un ampio interesse, ottenendo un esito positivo in quanto a idee per lo sviluppo di tematiche future. Ognuna delle due sessioni ha visto l'adesione di circa una trentina persone. Negli incontri è stata riconosciuta l'importanza di coinvolgere partecipanti provenienti sia dall'Africa sia dall'America del Sud al fine di facilitare un contributo diretto allo sviluppo delle tematiche di dialogo, cercando tuttavia di non superare un determinato tetto di presenze, per favorire uno svolgimento degli incontri il più costruttivo possibile. Altro fattore rilevante è stato l'aspetto ecumenico, grazie alla partecipazione di rappresentanti sia delle chiese ortodosse sia delle chiese protestanti. Alcune delle presentazioni fatte nel contesto del dialogo sono state rese note nell'edizione speciale della pubblicazione Communication Trends, nel numero di settembre 2013; è prevista inoltre un'edizione omnicomprensiva degli atti delle diverse sessioni di seminari in versione e-book.

LA FILMOTECA VATICANA

http://it-pic1.ciao.com/it/27791122.jpgIn questi ultimi due anni, la Filmoteca Vaticana ha continuato il suo lavoro di recupero e conservazione del materiale filmato. L'archivio conta circa 8.300 titoli, in vari supporti, che partono dal 1896 per arrivare ai nostri giorni.
Si tratta di filmati che documentano la vita della Chiesa e dei Pontefici, l'attività dei missionari, ma ci sono anche argomenti di arte, cultura, storia, oltre ad una discreta raccolta di film commerciali di rilevanza tematica ed artistica, con particolare attenzione al cinema cosiddetto spirituale. Tutto il materiale proviene da donazioni.
La Filmoteca Vaticana ha una parte di ambienti nel Palazzo San Carlo, all'interno dello Stato, dove sono gli archivi, una sala di proiezione di circa 54 posti, ristrutturata per adeguare le macchine ai moderni standard di suono e immagine, un laboratorio per gli interventi di restauro ed un piccolo centro studi per la consultazione del materiale.
In particolare, per la conservazione del materiale in pellicola, sono stati allestiti due cellari con una temperatura intorno ai 14° ed umidità relativa al 35%, che rappresentano le condizioni ottimali secondo le indicazioni della FIAF (Fédération Internationale des Archives du Film), di cui la Filmoteca Vaticana è Membro da anni. Questa Federazione, fondata a Parigi nel 1938, riunisce le istituzioni che, in tutto il mondo, consacrano la loro attività alla tutela del materiale filmato, testimonianza fondamentale dell'umanità, sia come opera d'arte sia come documento storico.
Da qualche anno prosegue il paziente lavoro di digitalizzazione del materiale, per tutelare le copie originali e allo stesso tempo venire incontro alle innumerevoli richieste di studenti, specialisti del settore, case di produzioni e canali televisivi che vogliono accedere all'archivio per realizzare tesi di laurea, documentari e programmi d'informazione. Le pellicole sono pulite prima manualmente, per eliminare la polvere, poi passate in un liquido rigenerante che le rende elastiche e dopo, grazie a un telecinema, è possibile farne una copia in DVD, eseguendo sul momento alcune operazioni per migliorare eventualmente l'immagine.

Il lavoro di digitalizzazione, oltre a facilitare un supporto per consentire velocemente l'accesso alle immagini, permette anche l'analisi dei contenuti e la scoperta, in molti casi, di documenti importanti e a volte unici.
Ritrovamenti e Digitalizzazioni
Nei due anni passati sono stati ritrovati e digitalizzati i seguenti titoli, qui elencati in ordine cronologico:
1. Assalto al treno, di Edwin S. Porter, del 1903, uno dei primi film con racconto lineare, ispirato alla rapina del 29 agosto 1900, quando la banda di Butch Cassidy assaltò il treno postale della Union Pacific Railroad, nel Wyoming;
2. Jeanne d'Arc, di Albert Capellani, del 1908;
3. Molly Pitcher, del 1912, storia di un'eroina della Rivoluzione Americana;
4. Pagine dal libro di Satana, di Carl T. Dreyer, del 1921, sull'influenza del maligno nella storia dell'umanità;
5. Nosferatu, di F.W. Murnau, del 1922, primo adattamento cinematografico del romanzo "Dracula" di Bram Stoker;
6. Quo Vadis?, del 1924, di Georg Jacoby e Gabriellino D'Annunzio;
7. Metropolis, del 1927, di Fritz Lang, profezia su una società futuristica divisa in classi e privata dei valori umani e spirituali fondamentali;
8. Bernadette, di Henry King, del 1943, ispirato al libro di Franz Werfel, "La canzone di Bernadette";
9. La porta del cielo, di Vittorio De Sica, del 1945, storia di alcuni passeggeri sul treno bianco diretto a Loreto;
10. Gli uomini non guardano il cielo, del 1951, di Umberto Scarpelli, sulla vita di Giuseppe Melchiorre Sarto, Papa Pio X;
11. Paolo VI all'Italsider, del 1968, sulla storica visita di Papa Montini nell'impianto siderurgico di Taranto il 24 dicembre che lì celebrò la Messa della Vigilia di Natale;
12. Apollo 8, del 1968, un documentario della NASA sulla missione nello spazio;
13. Apollo 11, del 1969, un documentario della NASA sulla missione nello spazio;
14. Titanic, del 1986, in cui viene presentata la figura di Padre Frank Browne, il padre gesuita irlandese imbarcato sulla storica nave, da cui scese prima dell'affondamento. La sua figura è famosa perché a bordo scattò tantissime foto che documentano gli arredi, gli ambienti e tutto quello che finì nelle profondità del mare.
15. Il Monastero di Santa Caterina sul Sinai, dichiarato patrimonio dell'umanità nel 2002 dall'UNESCO.

Come si può vedere dall'elenco, la tipologia di materiale è molto diversa. Tutti questi titoli sono stati ripuliti, recuperati, quando necessario restaurati, e per ciascuno è stata fatta una scheda dettagliata e una copia in digitale.
Nuove Acquisizioni
Tra le nuove acquisizioni si segnalano:
1. Alcuni viaggi apostolici di Giovanni Paolo II (ancora da visionare);
2. il viaggio apostolico di Giovanni Paolo II in Messico;
3. la visita di Giovanni Paolo II a Loreto;
4. il viaggio apostolico di Benedetto XVI a Barcellona nel 2010;
5. il viaggio apostolico di Benedetto XVI in Benin nel 2011;
6. alcuni filmati sulla Santa Casa di Loreto;
7. Into the Vatican, su Pio XII;
8. The Vatican, su Pio XII;
9. Frate Sole, del 1918, di Ugo Falena, sulla figura di San Francesco;
10. The tree of life, di Terrence Malick, del 2011.

Il Concilio Vaticano II
Come già accennato, la Filmoteca Vaticana è punto di riferimento per tutti coloro che realizzano programmi sulla storia della Chiesa. In questi ultimi due anni molte case di produzione nel mondo hanno fatto riferimento all'archivio, ma vale la pena segnalare soprattutto l'attenzione al materiale sul Concilio Vaticano II che, in occasione dell'Anno della Fede, è stato particolarmente richiesto.
La Filmoteca conserva, infatti, oltre 200 ore di pellicola girata su questo importante evento e gran parte del lavoro degli ultimi due anni è stato dedicato alla sistemazione di questi originali in 16 mm.. Ogni bobina è stata rigenerata, dopo una pulitura meccanica e manuale, per ottenere la migliore qualità possibile di immagine. L'analisi dei contenuti è stata poi integrata in maniera dettagliata, facendo riferimento anche ai testi delle Cronache del Concilio Vaticano II. È stato così possibile contare su una sintesi esaustiva di detto materiale che è stata di grande utilità per tutti coloro che si sono rivolti all'archivio per la realizzazione di documentari sul Concilio Vaticano. Tra questi si segnalano in particolare: RAI, Rome Reports, TV2000, Centro Televisivo Vaticano, ZDF, Le Jour du Seigneur, Radio Renascenza.

Dvd sul Concilio Vaticano II
http://www.sanpiox.it/public/images/stories/immagini/Discussioni_romane/Concilio_Vaticano_II.jpgIn occasione dell'Anno della Fede, la Filmoteca Vaticana ha messo a disposizione questo prezioso materiale sul Concilio Vaticano II e il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, con il supporto tecnico di Micromegas Comunicazione, ha realizzato un DVD con 15 interviste e materiale inedito allo scopo di far conoscere questo evento, ancora vivo nella memoria della Chiesa, ma non più collocato nel corretto contesto storico ed ecclesiale. Le autorevoli testimonianze riportate nel DVD, tra cui diversi Cardinali di varie parti del mondo, sono un eloquente esempio di una prima sintesi ragionata e ricca di una pagina viva e vitale della storia della Chiesa.
Al progetto hanno collaborato tra gli altri, la Dott.ssa Vania De Luca, i Professori Giuseppe della Torre, Marco Vergottini e Lucio Coco, coordinati da S.E. Mons. Claudio Maria Celli e Mons. Giuseppe Scotti.
Detto documentario è stato anche trasmesso dalla RAI la sera del 12 ottobre scorso.
Presenza della Filmoteca Vaticana ad Eventi Culturali
La Filmoteca è stata presente in occasione di congressi, eventi cinematografici o culturali, e in alcuni casi sono stati proiettati alcuni filmati dell'archivio:
1. ha partecipato al Convegno Internazionale "Film and Faith", svoltosi alla Pontificia Università Lateranense, organizzato in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo ed il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali;
2. ha partecipato alla Settimana del Cinema Spirituale, che si svolge ogni anno a Barcellona;
3. è presente nei congressi annuali della FIAF, dove si facilitano collaborazioni tra i diversi archivi del mondo e si condividono esperienze nel campo della conservazione del materiale;
4. alla 1ª Edizione del Festival di Cine Sagrado, svoltasi a Bogotà, Colombia, sono stati presentati L'Inferno, del 1911, Il Poverello di Assisi, del 1911, Pastor Angelicus, del 1942;
5. al Seminario su "Povertà: Problema o occasione?", svoltosi presso la Pontificia Università Salesiana, nel contesto del Religion Today Filmfestival, sono stati presentati alcuni filmati girati dai padri missionari negli anni cinquanta e sessanta;
6. al Festival Francescano di Reggio Emilia è stato presentato Il Poverello di Assisi;
7. nelle due edizioni della Sagra Musicale Umbra, a Perugia, sono stati presentati Il Poverello di Assisi, Jeanne d'Arc, Pagine dal libro di Satana, Quo Vadis?.

Proiezioni
Nella sala "Cardinal Deskur", a Palazzo San Carlo, sono stati proiettati:
1. Pellegrino vestito di bianco, del 2010, produzione polacca su Giovanni Paolo II;
2. Cristiada, di Dean Wright, del 2011;
3. Maktub, di Paco Arango, del 2011, in occasione della presentazione della Settimana del Cinema Spirituale di Barcellona;
4. Un Gigante, del 2011, produzione RAI su Giovanni Paolo II.

Conclusioni
Da anni la Filmoteca Vaticana segue un progetto molto impegnativo che comporta un lavoro lungo e paziente. Insieme alla Cineteca Nazionale si sta cercando di realizzare una versione della Passion Pathé il più completa possibile. Detta Passion venne girata ad episodi nel corso dei primi anni del Novecento, sulla scia del successo che questi racconti riscuotevano sullo schermo. Nelle cineteche del mondo sono reperibili diverse edizioni e vari spezzoni e si sta cercando di reperire, grazie alla FIAF, ogni frammento esistente, sperando di poter un giorno montare una unica Passion.
Per quanto riguarda il lavoro della Filmoteca Vaticana, proseguiamo con pazienza e con i mezzi a disposizione, per conservare il materiale, ma anche per farlo conoscere, perché l'archivio possa essere una testimonianza viva della storia religiosa, umana, artistica, capace di parlare anche ai giovani di oggi.
Anche per questo siamo sempre disponibili ad accogliere gli studenti e tutti coloro che vogliono conoscere meglio la nostra struttura. Al momento, il telecinema a disposizione, pur se molto datato, ci consente di trasferire i filmati in digitale. Speriamo un giorno di poter trasferire tutto il materiale in un computer, facilitando così la ricerca di filmati, brani, il loro montaggio e la realizzazione di qualsiasi tipo di lavoro.

Progetto RIIAL
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Il PCCS è all'origine e gestisce con il CELAM il progetto della Rete Informatica della Chiesa in America Latina, una rete nata a metà degli anni Ottanta per facilitare e animare la comunicazione interna delle varie realtà cattoliche, con l'obiettivo di far arrivare il messaggio evangelico nelle periferie e supportare la formazione tecnica degli agenti pastorali.
Con lo sviluppo di Internet, la RIIAL ha abbracciato la missione di diffondere il Vangelo nell'ambito della cultura digitale. Per rispondere alle sfide e alle esigenze di questa nuova dimensione comunicativa e antropologica, il comitato RIIAL, composto dai rappresentanti delle Conferenze Episcopali latinoamericane, ha definito nell'ultimo incontro di aprile 2013 un Documento Base, contenente la visione, la natura, la missione e gli obiettivi in cui si orienta il lavoro comunicativo della RIIAL.
In particolare, la visione riguarda la proposta dei principi di discernimento per abitare la cultura digitale in comunione ecclesiale, in linea con le nuove tecnologie emergenti; la natura si ricollega al servizio della Nuova Evangelizzazione e del dialogo tra Chiesa e mondo; la missione consiste nel facilitare l'azione comunicativa delle chiese locali, aiutandole ad amplificare la propria rete di contatti per condividere risorse, competenze ed esperienze. A tal fine, gli obiettivi delineati riguardano l'animazione dei progetti di diocesi e comunità cristiane nella cultura digitale, favorendo la partecipazione dei settori popolari nella vita ecclesiale e sociale.
Il lavoro della RIIAL viene coordinato tramite una serie di incontri virtuali e presenziali a diversi livelli, sia in ambito locale che continentale. Di particolare rilevanza è stato il I Incontro dei Comunicatori delle Conferenze Episcopali dell'America Latina, realizzato in video-conferenza il 23 novembre 2012. La RIIAL ha inoltre pubblicato un libro, la Cultura Digital en America Latina, disponibile sia in formato cartaceo sia elettronico, nato da una ricerca interuniversitaria realizzata dalla Red Unid (un progetto intercontinentale che studia l'impatto delle tecnologie dell'informazione in ambito antropologico).
Il 20 febbraio 2012 la RIIAL ha raggiunto una nuova tappa a livello implementativo, includendo un referente di lingua portoghese all'interno della pastorale della comunicazione della Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB) e avviando la RIIBRA, la Rete Informatica della Chiesa in Brasile. Tale apertura rappresenta una risposta a nuove sfide, quali il problema della connettività legata alla posizione geografica delle comunità ecclesiali locali, della scarsità di risorse umane, finanziarie e formative. Per presentare il lavoro della RIIAL a livello nazionale, un gruppo di rappresentanti ha partecipato all'inizio di settembre 2013 a una trasmissione della TV cattolica Cançao Nova e ha visitato il settore dei servizi informatici della web TV Aparecida.
Tra gli obiettivi futuri della RIIAL ci sono: la progettazione del nuovo sito Internet che, grazie a nuove applicazioni per la comunicazione virtuale, permetterà ai diversi collaboratori di interagire in una nuova piattaforma; la formazione nei seminari, con l'introduzione di tematiche riguardanti l'evangelizzazione della cultura digitale, e la preparazione della prossima Riunione Continentale, nel secondo semestre del 2014.

Episcopo.net

http://www.centroguadalupe.org/imagenes/collage.jpgLa piattaforma di comunicazione digitale Episcopo.net, promossa dal PCCS e dal CELAM, è stata progettata e implementata dalla RIIAL presso il Centro Guadalupe in Argentina, con lo scopo di offrire servizi informatici specifici al contesto e alle esigenze delle Conferenze Episcopali dell'America Latina. In particolare, essa mira a dinamizzare la collegialità episcopale e la comunione tra le chiese della regione e i suoi pastori.
Episcopo.net è una piattaforma semplice da utilizzare e facilmente accessibile da qualsiasi dispositivo provvisto di connettività; offre servizi di video-conferenza per uso personale o di gruppo fino a 25 persone, un auditorium virtuale per 500 contatti e uno spazio riservato alla formazione, all'informazione e alla comunicazione.
Nella fase iniziale del 2012-13 sono stati realizzati vari incontri virtuali tramite la piattaforma Episcopo.net, tra i quali il rilancio dell'Osservatorio della Nuova Evangelizzazione, varie riunioni con i dipartimenti di comunicazione delle Conferenze Episcopali del continente, il I Incontro dei Comunicatori a novembre 2012 e la preparazione del meeting del comitato RIIAL per la redazione del nuovo Documento Base.
Oltre a favorire la promozione della comunione ecclesiale, Episcopo.net offre significativi vantaggi per quanto riguarda l'aspetto economico e l'efficienza logistica, in termini di tempo e di mobilità, in concomitanza con le necessità organizzative e le disponibilità degli agenti pastorali.

COORDINAMENTO DELLE TRASMISSIONI IN MONDOVISIONE

http://www.lospaccatv.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/papafrancesco1.jpg

Il PCCS ha la responsabilità di coordinare le trasmissioni in mondovisione delle celebrazioni del Santo Padre a Natale e a Pasqua, nonché gli avvenimenti speciali. Le trasmissioni sono disponibili attraverso una rete di copertura satellitare, in modo che possano essere captate e ritrasmesse dalle televisioni locali, nazionali e internazionali. Il PCCS lavora in sintonia con il Centro Televisivo Vaticano (CTV), la RAI-Eurovisione, e l'Eurovisione a Ginevra, da cui prenota il servizio World Feed che garantisce la copertura globale delle trasmissioni utilizzando fino a 5 satelliti da cui migliaia di Enti sono attrezzati per ricevere il segnale. La Radio Vaticana ha provveduto al suono internazionale delle trasmissioni ed ha offerto anche l'ospitalità nella Sala Marconi della propria Sede per il briefing dei telecronisti internazionali. Dal 1974 i Cavalieri di Colombo hanno sostenuto questo lavoro, pagando le spese di trasmissione satellitare e aiutando i Paesi con difficoltà di recezione per le spese di downlink.

Le trasmissioni in mondovisione comprendono eventi speciali e le celebrazioni più seguite durante l'anno liturgico della Chiesa.

Degli ultimi eventi speciali:

• La Santa Messa di inizio Ministero Petrino del Vescovo di Roma, il Santo Padre Francesco
• La Beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II

Le ricorrenze liturgiche più seguite:
• Il 1° gennaio, la S. Messa della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e la Giornata Mondiale della Pace
• La Settimana Santa, il Santo Triduo Pasquale, la Via Crucis al Colosseo, la Domenica di Pasqua seguita dal Messaggio del Santo Padre e dalla Benedizione "Urbi et Orbi"
• Il Santo Natale – la S. Messa della Notte e il Messaggio Natalizio con la Benedizione "Urbi et Orbi"

La stima delle televisioni o delle reti collegate alle trasmissioni è calcolata con la collaborazione delle Nunziature Apostoliche nel mondo, le Conferenze Episcopali e gli Enti stessi. Dato che il segnale satellitare è offerto a tutti senza costo di partecipazione, è diventato ancora più difficile precisare il numero di partecipanti effettivi alle trasmissioni. Inoltre, c'è ormai una vera ragnatela di trasmissione e ritrasmissione del segnale che è difficile misurare. Quindi, i nostri dati sono molto approssimativi. Le celebrazioni di Natale raggiungono in media 65 Paesi attraverso gli Enti più grandi, mentre quelle di Pasqua più di 60. Gli eventi speciali, come la Santa Messa d'inizio Ministero Petrino di Papa Francesco, e la beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II hanno raggiunto più di 70 Paesi.

Da notare anche che il PCCS, in collaborazione con il CTV e la Radio Vaticana, ha assicurato uno streaming live di tutte queste celebrazioni attraverso i siti web dei media Vaticani, la nostra App e anche su Youtube. Lo streaming offre un nuovo modo di trasmettere gli eventi in maniera capillare ed efficace e sarà sviluppato e potenziato sempre di più.

Viaggi PCCS


Aspetto fondamentale della mission del PCCS è il supporto di iniziative nel campo della comunicazione da parte di istituti ed organismi legati alla Chiesa a livello sia nazionale sia internazionale. A tal fine i membri del Pontificio Consiglio effettuano visite in varie parti del mondo per partecipare ad incontri e riunioni su tematiche riguardanti la comunicazione e i relativi corsi di formazione. Tali visite permettono al PCCS di conoscere in modo più approfondito determinate dinamiche locali e di conoscere le risorse umane disponibili nei diversi paesi.
Lo scopo della nostra presenza a questi incontri è di permettere al PCCS di diventare un punto di riferimento per i diversi organismi in tutto il mondo e di facilitare il contatto e il dialogo ecclesiale a livello internazionale.
Di particolare importanza sono le riunioni in ambito continentale, dove il Consiglio ha la possibilità di incontrare personalmente i rappresentanti delle missioni locali che si occupano di comunicazione. Tra le riunioni continentali si distinguono: per l'Asia, gli incontri annuali organizzati dall'Office for Social Communications del FABC (Federation of Asian Bishops' Conferences); per il Nord America, la Catholic Media Convention, a cui partecipano i rappresentanti del mondo della comunicazione cattolica del Canada e degli Stati Uniti; per l'America Latina, le riunioni dei comunicatori organizzate dal CELAM; per l'Europa, l'incontro annuale organizzato dal CEEM (European Episcopal Commission for Media), che ci permette di incontrare sia i portavoce sia i vescovi responsabili della comunicazione nei vari paesi europei.
La partecipazione a tali incontri è per il PCCS di fondamentale importanza e rappresenta una priorità nello svolgimento delle attività del Consiglio.
Questo è l'elenco dei paesi visitati negli ultimi due anni:

1. AUSTRALIA
2. AUSTRIA
3. BENIN
4. BIELORUSSIA
5. BRASILE
6. CANADA
7. CILE
8. COLOMBIA
9. CROAZIA
10. CUBA
11. FILIPPINE
12. FRANCIA
13. GIAPPONE
14. GIORDANIA
15. INDIA
16. REGNO UNITO
17. KENYA
18. LIBANO
19. NORVEGIA
20. OLANDA
21. PARAGUAY
22. PERU
23. POLONIA
24. PORTOGALLO
25. REPUBBLICA CECA
26. REPUBBLICA D. DEL CONGO
27. REPUBBLICA DOMINICANA
28. SERBIA
29. SLOVACCHIA
30. SLOVENIA
31. SPAGNA
32. SVIZZERA
33. THAILANDIA
34. TOGO
35. UCRAINA
36. USA

 

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Città del Vaticano (L'Osservatore Romano) - Sono ben 164 le brevi voci scelte per presentare il pensiero teologico di Joseph Ratzinger, e che vanno nell'edizione italiana da Abbà (Padre) a Vocazione (L'abc di Joseph Ratzinger, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2013, pagine 287, euro 15). Il piccolo libro, edito da Herder nel 2012, è stato curato dall'arcivescovo di Friburgo, presidente della Conferenza episcopale della Germania, Robert Zollitsch, in collaborazione con l'Institut Papst Benedikt XVI. di Ratisbona. Con lemmi inconsueti e a volte inattesi, come i seguenti: Aggiornamento, Antico Testamento e cristianesimo, Ateismo: la sua funzione positiva, Chiesa peccatrice, Demitizzazione della Bibbia, Domenica giorno della speranza, Dottrina della reincarnazione e vita eterna, Dubbio,

Essere come bambini, Evoluzione e continuità nella Chiesa, Festa, Gioco, Infallibilità della Chiesa, Inri: l'iscrizione della croce, Lutto, Morire e lasciarsi morire, Sabato santo: disceso nel regno degli inferi, Senso della vita, Teoria dell'evoluzione e fede nella creazione, Umiltà, Unità e integrità della Sacra Scrittura, Verità e storicità. Spicca in questo singolare dizionario la scelta di illustrare le 164 voci con brevi testi attinti alle opere di Ratzinger e di Benedetto XVI. Ne risulta insomma una piccola e preziosa antologia che si fonda anche su testi meno noti, come alcuni del giovane Ratzinger, e addirittura su un testo finora inedito. Si tratta di una omelia sul passaggio dal Vaticano i al Vaticano II tenuta dal cardinale il 13 luglio 1997 a Marktl am Inn, suo paese natale, che anticipiamo in questa pagina.

Il concilio Vaticano I ebbe luogo proprio nel momento in cui, al termine della guerra franco-tedesca, sorsero due nuovi grandi stati nazionali: la Germania e l'Italia. Contemporaneamente lo Stato della Chiesa, il potere temporale del papato, scomparve definitivamente dalla carta geografica e dalla nostra storia. In quel momento il Vaticano i mise in luce la veste puramente spirituale, libera da ogni zavorra temporale, del papato, la descrisse nuovamente partendo dalla sequela del Cristo privo di potere terreno anche nella successione, così come anche Pietro, il pescatore, lo aveva seguito, senza alcun potere, fino alla crocifissione a Roma.

Da tutto questo possiamo quindi provare un po' di sollievo e di cordoglio riguardo al passato: sollievo per il fatto che è venuto meno molto di quello per cui ci si compiaceva; forse anche cordoglio per qualcosa che si sarebbe voluto conservare. È importante però che nel momento in cui il principio della nazione celebrò il proprio trionfo, quando la nazione veniva perfino adorata, il Concilio le contrappose il principio dell'unità. La nazione è un valore, non lo si vuole contestare. Ma laddove viene assolutizzata essa diventa pericolosa.

Nella storia degli ultimi centoquarant'anni vediamo quanto sangue e quante lacrime siano state versate a causa della sbornia del nazionalismo, non solo in Europa, ma in tutto il mondo. E questo perché tutti (anche noi cristiani, noi cattolici) erano per lo più anzitutto tedeschi, francesi, italiani, inglesi, e solo in un secondo momento cristiani e cattolici. Abbiamo troppo dimenticato ciò che abbiamo imparato proprio dalla Scrittura, cioè che noi tutti nella nostra diversità, che doveva essere ricchezza dell'essere insieme, siamo destinati a essere insieme figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo, una grande famiglia, e che il mondo — come dice la Scrittura — non viene unito con la forza di una nazione particolarmente significativa che si concepisca come nazione dominante o prescelta, piuttosto viene unificato tramite colui che può legare cielo e terra — Gesù Cristo. Così quel collocare il principio dell'unità al di sopra dei confini nazionali, benché purtroppo velleitario nella nostra storia, è risultato di grande attualità e non solo per allora.

Quel principio di unità è urgente anche oggi, poiché ci troviamo dentro talmente tanti intrecci e dipendenze politiche ed economiche che nessuno può più uscirne. Tanto più che vogliamo ritirarci nella dimensione spirituale, religiosa, nel nostro mondo, nel nostro guscio. Allora, se non il gruppo per cui simpatizziamo, è la coscienza, che spesso è solo un nome di copertura per i nostri personali desideri e per le nostre opinioni, ad essere intesa come ultima istanza. Tutto ciò possiede un valore proprio, ma lo si coglie, ed è vero e giusto, solo se si inquadra nella grande verità del nostro essere una cosa sola a partire da Dio Padre, da Gesù Cristo. Per questo motivo dobbiamo essere ancora oggi grati per il fatto che esista il Papa come punto di riferimento dell'unità, come forza visibile dell'unità; dovremmo riconoscere il fatto che l'unità non è solo dono, piuttosto ci pone delle esigenze, e solo dopo può arricchirci; dovremmo sforzarci di condividere nella grande unità ciò che è nostro, così che noi siamo in grado di ricevere anche dagli altri.

Qual è ora il messaggio del Concilio Vaticano II? Dalla molteplicità dei suoi testi non è facile estrapolare il messaggio centrale. Ma dovremmo ricordarci che il Concilio Vaticano i fu sciolto per la guerra tra i popoli, che esso non poté arrivare a un messaggio conclusivo. Così il Vaticano II ha continuato ciò che allora era stato interrotto, e diede forma alla parola definitiva sulla Chiesa e quella parola pronunciata nuovamente sulla Chiesa è Cristo. La prima frase del testo sulla Chiesa dice così: «La luce dei popoli è Cristo» (Lumen gentium 1). La Chiesa dunque esiste per tramandare questa luce. Essa non esiste per se stessa, ma come finestra che lascia penetrare la luce di Cristo in questo nostro mondo.

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Lunedì, 11 Marzo 2013 00:00

ACLI. La Rete cambia l'azione sociale

Roma (Copercom) - La Rete cambia il modo di pensare e vivere l'associazionismo? E quindi, per le Acli, il modo di organizzare la cittadinanza attiva, la partecipazione politica e la solidarietà? Ormai la risposta – anche alla luce del messaggio del Santo Padre per la 47esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (12 maggio 2013), Reti sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione – è praticamente scontata: essere o non essere in Rete, piattaforme sociali incluse, anche per i soggetti ecclesiali e le organizzazioni sociali non è più una questione da dibattere.

La questione è da tempo spostata sul "come" più che sul "se". Ed è una questione impegnativa, sia in termini di risorse che di riflessione. Scrive appunto Benedetto XVI: "Lo sviluppo delle reti sociali richiede impegno: le persone sono coinvolte nel costruire relazioni e trovare amicizia, nel cercare risposte alle loro domande, nel divertirsi, ma anche nell'essere stimolati intellettualmente e nel condividere competenze e conoscenze".

Nella Rete non viaggiano solo futilità e superficialità, chiacchieroni da bar e narcisisti più o meno interessanti. In Rete ci sono anche persone che cercano aiuto e domande che richiedono almeno ascolto se non risposte definitive e immediate, perché "l'ambiente digitale non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani", spiega Sua Santità.

L'ansia per il come, l'amnesia del dove

Anni fa, quando ci fu l'ingresso del marketing nel mondo delle associazioni e del terzo settore o, meglio, del terzo settore nel mercato (dei fondi pubblici e comunitari, degli sponsor, delle donazioni...) assistemmo, da un lato, all'irrigidimento di molti attivisti e volontari; dall'altro, a un'ansia un po' maldestra di pura applicazione delle tecniche mutuate dal mondo profit.

In troppi e per troppo tempo non ci siamo accorti che la novità non stava tanto o non solo nel "come", nell'imparare a padroneggiare con scioltezza espressioni di tendenza come target, stakeholder o nel sapere fare una "segmentazione di mercato".

La novità stava nel rendersi conto che anche "i buoni" si trovavano a vivere nei fatti in un "mercato", appunto, un luogo – come la Rete – con le sue regole e i suoi abitanti che per vari motivi vogliono sapere chi sei e valutano il tuo operato. E se non ci sei tu a spiegarlo, qualcun altro, bene o male, lo farà per te.

La sfida che oggi ci pone la nostra presenza in Rete, tanto più per chi è chiamato a testimoniare il Vangelo, è per certi versi simile.

"Fare le Acli" sul web e sui social

Le Acli sono una realtà associativa e di promozione dei diritti nata prima della fine dell'ultima guerra, in un preciso contesto storico e sociale, in determinate condizioni e con specifici gruppi di portatori d'interesse a cui dare ascolto e offrire sostegno. Oggi, come suggerisce all'inizio del messaggio Benedetto XVI, anche noi siamo dunque chiamati a soffermarci "a considerare lo sviluppo delle reti sociali digitali che stanno contribuendo a far emergere una nuova 'agorà', una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità".

Credo che nel nostro specifico siamo chiamati ad abitare più e meglio questa piazza. E credo che il nostro specifico sia soprattutto migliorare la nostra capacità di ascolto, di "integrazione" e mediazioni di idee e iniziative sociali di chi ci segue e di chi ci ascolta. Che poi è proprio quello che noi abbiamo sempre chiamato "fare le Acli": nei circoli e nelle piazze di paese come nelle nuove piazze digitali ma non meno reali della Rete.

di Gianni Bottalico, Presidente delle Associazioni cristiane lavoratori italiani

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Città del Vaticano (Zenit.org) - Le ultime ore in Vaticano del pontificato di Benedetto XVI saranno riprese in dirette dalle telecamere. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano (CTV), spiegando che la partenza in elicottero del Santo Padre "sarà un momento storico".

Anche la RAI si sta preparando alla trasmissione in diretta dell'evento. Le immagini saranno trasmesse in tutti e cinque i continenti. Il CTV ha schierato 26 telecamere per seguire gli avvenimenti attuali, il conclave e le prime apparizioni pubbliche del futuro Pontefice.

"Stiamo pensando di raccontare questo avvenimento nel rispetto della persona del Papa e di informare i fedeli che vogliono accompagnare Benedetto XVI in questo momento così importante", ha aggiunto mons. Viganò.

Le telecamere saranno quindi appostate nel Palazzo Apostolico e vi permarranno continuerà fino alle 17, del 28 febbraio, ora in cui il papa prenderà l'elicottero alla volta di Castel Gandolfo, dove tre ore dopo avranno effetto le sue dimissioni ed inizierà il periodo di sede vacante.

Come potranno le telecamere riprendere il Papa senza invadere la sua privacy? In una dichiarazione all'ANSA, monsignor Viganò ha detto che "il dettaglio non è definito", tuttavia l'auspicio è quello di coprire il più possibile, passo dopo passo.

Il direttore del CTV, che è anche presidente della Fondazione Ente Mostra, e professore presso la Pontificia Università Lateranense, ha sottolineato che domenica scorsa, per la prima volta, una telecamera è entrata nello studio del Papa, durante la preghiera dell'Angelus.

Domenica scorsa "siamo riusciti a filmare il Papa di spalle: in gergo giornalistico si chiama 'controcampo'", ha detto Viganò. "In termini di immagini, abbiamo pensato all'idea di un grande abbraccio tra il Papa e la folla radunata in piazza San Pietro". Oltre che alla diretta, ha proseguito, le immagini saranno disponibili per la distribuzione.

Si otterrà una documentazione storica unica, l'ultimo giorno del pontificato che potrà essere utilizzata da studiosi, ricercatori e documentaristi al servizio di reti televisive.

Giungendo a Castel Gandolfo, dalla finestra della residenza estiva il Papa saluterà i fedeli della diocesi di Albano, ha detto oggi il vescovo locale, monsignor Marcello Semeraro.

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Città del Vaticano (RV) - A pochi giorni dall'apertura dell'account di Benedetto XVI su Twitter, i followers del Papa hanno superato quota 700 mila. Tantissimi i tweet. Philippa Hitchen ne ha parlato con mons. Claudio Maria Celli, presidente del dicastero delle Comunicazioni Sociali:RealAudioMP3

R. – Noi pensiamo che nei prossimi giorni, forse anche prima di Natale, potremo raggiungere il milione di followers. Ma io le confesso che queste cifre, questi numeri, mi indicano qualcosa, ma non mi emozionano particolarmente.

D. – Non è solo una questione di numeri...

R. – Esattamente. Il Papa nella sua missione di pastore della Chiesa universale non cerca popolarità, non è un divo della canzone o di altri settori della vita. Io guardavo in questi giorni quanti followers hanno certi personaggi del mondo dello spettacolo. Per noi non è questo. Il desiderio del Papa è fondamentalmente quello di essere presente, di essere accanto, accanto all'uomo e alla donna di oggi, che affrontano un cammino non facile. Il Papa pochi giorni fa parlava di una desertificazione del mondo spirituale. Ecco perché io vedo positivamente questa presenza del Papa nel mondo dei tweet.

D. – C'è chi chiede, però, perché Twitter se non verrà usato nel modo interattivo per cui è stato concepito...

R. – Sì, è vero. In un certo senso siamo in contraddizione con la natura stessa dei tweet. Però, anche se solamente il 10 per cento dei 700 mila followers – un domani speriamo un milione – scrivessero al Papa, sarebbe materialmente impossibile poter rispondere. Noi vediamo, in questi giorni che abbiamo aperto questo momento interattivo, quanti tweet sono arrivati: tweet positivi, tweet negativi e tweet offensivi.

D. – Ve l'aspettavate, comunque, anche questo...

R. – Beh, quando uno entra in questo mondo deve aspettarselo. La cosa, quindi, non ci ha colto di sorpresa. Direi che ciò che ci ha sorpreso è la quantità di tweet che sono arrivati. Non ci ha stupito, però, che in certi momenti riemergano sofferenze, riemerga quella schiuma un poco nera. Lo avevamo messo in programma. Sono venute fuori, però, anche domande interessanti sulla fede. E' vero, a volte abbiamo avuto dei tweet scherzosi, ma anche questo risponde alla cultura del momento. Io dico, un poco sorridendo, che non risolveremo con i tweet i problemi della Chiesa. Volesse il Cielo fosse così semplice!

D. – Per lei cosa è importante, allora?

R. - Ma ... per me è importante che il Papa sia presente accanto agli uomini e alle donne di oggi. Come dicevo poco fa, oggi l'uomo ha una profonda nostalgia anche di Dio, e fa fatica a trovare, alle volte, il senso alla propria vita. Io ogni volta che mi avvicino a questa realtà penso a quella famosa frase di Gesù: "Voi che siete stanchi, affaticati, venite a me e troverete riposo". L'uomo di oggi trova una profonda stanchezza nel vivere, che alle volte cerca di evitare, ricorrendo a vari sistemi e alle volte anche negando se stesso. Ma ciò che noi vorremmo essere – e credo che il Papa senta profondamente questo bisogno – è di essere accanto. Ecco perché durante la conferenza stampa di presentazione io parlavo di pillole di saggezza o di scintille di verità. Se lei mi permette, proprio riferendomi a questo esempio del deserto, dove gli uomini di oggi molte volte si trovano a camminare, io un tweet lo definirei proprio come una goccia d'acqua che allevia le difficoltà del cammino. Io direi allora "benvenuta" a questa presenza di Papa Benedetto nel mondo dei tweet. Penso e spero che poi saranno gli amici – la parola followers mi entusiasma meno e preferirei proprio chiamarli amici – a ritwittare questi messaggi del Santo Padre e a far sì che pervengano là dove è possibile. Che il cuore di molti uomini e donne di oggi possa ritrovare una goccia d'acqua fresca nel cammino della vita!

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Città del Vaticano (Radio Vaticana) - Benedetto XVI è da ieri su Twitter e il 12 dicembre, durante l'udienza generale, lancerà il suo primo tweet sul tema della fede. I tweet saranno pubblicati in 8 lingue sull'account ufficiale @pontifex. Su questa importante novità e sull'uso dei nuovi media in Vaticano si è tenuta, ieri mattina, una conferenza nella Sala Stampa della Santa Sede, alla presenza tra gli altri di mons. Claudio Maria Celli, presidente del dicastero delle Comunicazioni Sociali, e Greg Burke, consulente della Segreteria di Stato per la comunicazione. Nell'occasione, padre Federico Lombardi ha anche annunciato nuove iniziative per rafforzare la presenza del Papa e della Santa Sede su Internet. Il servizio di Alessandro Gisotti: RealAudioMP3

L'attesa del mondo della Rete è finita: da oggi chi vorrà essere tra i follower di Benedetto XVI su Twitter potrà farlo sull'account ufficiale @pontifex. Il primo tweet il Papa lo lancerà mercoledì 12 dicembre, durante l'udienza generale. Otto le lingue che verranno utilizzate tra cui anche l'arabo. Mons. Claudio Maria Celli ha tenuto a sottolineare con quale spirito il Papa abbia scelto di essere presente anche su questo social network che ha oltre mezzo miliardo di iscritti:

"Qui, ancora una volta, credo che emerga forte il desiderio di questo Papa di entrare in colloquio, in dialogo con l'uomo e la donna di oggi, e di incontrarli lì dove gli uomini e le donne di oggi si trovano".

Alcuni, ha detto ancora mons. Celli, si chiedono come si possa ridurre il pensiero di un Papa in 140 caratteri, quanti sono quelli di un tweet. In realtà, ha detto il presule, Benedetto XVI ha indicato che anche nell'essenzialità di brevi messaggi si può coltivare una profonda spiritualità, come d'altronde avviene leggendo dei versetti biblici. Questi tweet saranno dunque delle "scintille di verità". Particolarmente significativa anche la scelta del tema che darà il via all'esperienza del Papa su Twitter. I primi tweet, infatti, risponderanno alle domande indirizzate al Papa su questioni relative alla vita della fede. Le domande potranno essere inviate fino al 12 dicembre a #askpontifex. Ancora mons. Celli:

"Oggi, quello che ci interessa è proprio coinvolgere un dialogo con il Papa sul tema focale di quest'anno: un cammino di fede di ciascuno. Quindi, noi ci auguriamo che arrivino tweet proprio su questo tema per far sì che il Papa possa dare risposte sue, come risposte a questi tweet ricevuti, che poi possano però risuonare ed essere ri-tweetati nel mondo".

E' stata, dunque, la volta del media advisor vaticano Greg Burke che si è soffermato sugli aspetti operativi della presenza del Papa su Twitter:

"All the Pope's tweets are the Pope's words: nobody is going to put words ...

"Tutti i tweet del Papa – ha detto Burke – saranno parole del Papa: nessuno potrà mettere in bocca al Papa alcun tipo di espressione per poi dire che questi sono i tweet del Papa". "I tweet del Papa – ha ribadito – sono le parole del Papa". E' stato inoltre sottolineato che il Pontefice non avrà dei "following", ovvero "non seguirà" nessuno. Rispondendo poi alle domande dei giornalisti, Burke ha affermato che si è scelto Twitter piuttosto che Facebook perché il primo è più facile da gestire e permette di trasmettere velocemente e con facilità il messaggio. All'inizio, inoltre, verranno utilizzati per i tweet soprattutto testi tratti dall'udienza generale o dall'Angelus. Quindi, padre Lombardi e mons. Celli hanno annunciato alcune novità riguardanti i media vaticani sul web: innanzitutto il portale News.va - che ha aumentato il numero delle lingue ed ha realizzato dei "micrositi" su eventi particolari del Papa – avrà dalla prossima settimana, una App per Iphone, cosa già possibile da alcuni mesi per gli utenti della Radio Vaticana, che ha pure la App per Android. Potenziata anche la presenza su You Tube con nuovi canali in polacco, francese e cinese. Ritornando poi a Twitter, padre Lombardi ha evidenziato come siano oltre 100 mila i follower della Radio Vaticana in inglese e 30 mila quelli in spagnolo. Altra iniziativa particolarmente originale, annunciata da mons. Celli, è un ebook sull'Anno della fede in 6 volumi, uno dedicato al Magistero del Papa e gli altri dedicati all'attività della Chiesa nei 5 continenti.

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